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Oggi e domani arriva la «silent opera»:

lirica interattiva e pubblico con cuffie

nelle gallerie di Piedicastello

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«OPER.A 20.21», stagione dedicata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento al teatro musicale di oggi, con la direzione artistica di Matthias Lošek, propone per la prima volta in Italia, una silent opera: oggi sabato 2 marzo (ore 20) e domenica 3 marzo (ore 17 e ore 20), l’ambientazione di «Le Gallerie» di Piedicastello farà da sfondo a Vixen, ideata dalla regista inglese Daisy Evans partendo dall’opera «La piccola volpe astuta» di Leoš Janacék.

Le rappresentazioni di Vixen saranno precedute da «Oper.a Intro», un’ora prima dei tre spettacoli.
«Silent Opera» è il nome della compagnia fondata da Daisy Evans ma è anche un concetto, una sorta di filosofia per cercare una connessione originale fra teatro musicale e XXI Secolo: partendo dalla Silent Disco, la regista inglese ha elaborato un nuovo format operistico, nel quale il pubblico, che indossa cuffie mediante le quali ascolta musica preregistrata e mixata con le performance dal vivo dei cantanti, diventa esso stesso il palcoscenico dell’opera.

Il pubblico può quindi muoversi e interagire con lo spazio: di solito è il sottosuolo londinese, nel caso della prima rappresentazione italiana di Vixen sono le Gallerie di Piedicastello.

«Vixen» prende le mosse da «La piccola volpe astuta» del compositore ceco Leoš Janácek, che traspose in chiave operistica una novella pensata originariamente come una specie di romanzo a fumetti. Nella versione di Evans la volpe è una giovane donna che, in un mondo a declinazione maschile, percorre con determinazione la propria strada, ponendo resistenza a un uomo che cerca di catturarla e controllarla. Le parti di ispirazione folk dell’opera di Janácek vengono eseguite dal vivo, mentre le parti orchestrali, intrise di Romanticismo, sono preregistrate.

La trama è molto semplice: un guardiacaccia trova nella foresta un cucciolo di volpe e lo porta a casa per far divertire i propri figli. Ma la volpe, dopo aver combinato un po’ di guai, scappa nella foresta dove si impadronisce della tana di un tasso; incontra un volpe maschio che la corteggia e col quale poi si sposa. Intanto all’osteria, il guardiacaccia beve e gioca a carte con alcuni suoi amici, un prete e un maestro di scuola: tutti e tre sono un po’ brilli, si prendono in giro e scherzano sugli amori infelici di uno di loro, sulla volpe fuggita al guardiacaccia e poi se ne vanno a casa. La volpe li spia e si diverte alle loro spalle. Uno di loro, il maestro, vede un girasole mosso dalla volpe, lo scambia per la sua donna, e le fa una dichiarazione d’amore. Il prete rievoca un suo amore passato. Il guardiacaccia insegue ancora il mito della sua volpe fuggita. Ben presto nascono i volpacchiotti che i genitori istruiranno sui pericoli della foresta. Nel terzo atto un bracconiere non solo ruba la moglie al povero maestro, ma ruba anche la volpe uccidendola con un colpo di fucile. E nell’osteria i tre amiconi non si ritroveranno più a passare allegre serate. Il guardiacaccia tornerà nel bosco, come all’inizio. Ma anche il bosco è cambiato. La volpe che vede correre fra gli alberi è un ranocchio, forse uno dei suoi figli.

Interpreti dello spettacolo sono Rosie Lomas (Vixen), Adam Green (Forester), Timothy Dickinson (Harasta), Lawrence Thackeray (Fox). Ensemble: Rosanna Ter Berg, Rachel Coe, Philip Granell.
La direzione musicale è di Stephen Higgins, regia e libretto di Daisy Evans, arrangiamenti musicali di Stephen Higgins e Max Pappenheim. Produzione Silent Opera, coproduzione Fondazione Haydn.

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