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Le note di Ermal Meta insieme allo Gnu Quartet stregano Trento

La recensione del concerto di sabato scorso all'Auditorium S.Chiara di Trento seguito da quello di domenica entrambi sold out

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Ha fatto la scelta giusta Ermal Meta nel volere al suo fianco nel nuovo tour teatrale i musicisti dello Gnu Quartet. Gli intrecci fra le note del quartetto d'archi si sposano infatti a meraviglia con la voce e le composizioni del cantautore facendo brillare ancor di più le melodie delle sue canzoni. Ne è stata dimostrazione anche il concerto di sabato all'Auditorium , con il bis di domenica sera, per un doppio sold out come non di vedeva da tempo a Trento per la data organizzata da Fibamusic in collaborazione con il Centro S.Chiara.

Ad aprire il live la morbida "Voce del verbo" con Ermal Meta seduto al pianoforte seguita da "Lettera a mio padre" e "Dall'alba al tramonto" primo assaggio dall' ultimo disco "Non abbiamo armi". Con la sua chitarra acustica a tracolla Meta invita poi il pubblico, caldissimo e partecipe fin dai primi brani, a cantare " Piccola anima" prima di aggiungere anche la sua voce. I quattro musicisti dello Gnu Quartet impreziosiscono, con arrangiamenti studiati ad hoc, i passaggi di "Un pezzo di cielo in più" e "Due lacrime" , brano pescato dall'ultimo cd registrato con "La fame di Camilla", la sua vecchia band, verso "Vietato morire" una delle canzoni più intese ed ispirate mai scritte dal cantautore albanese.

La scaletta intreccia "Quello che ci resta" a "9 Primavere", "Caro Antonello", una sorta di lettera pungente indirizzata ad uno dei miti del cantautorato italiano come Antonello Venditti e "9 Primavere". In sala si fanno sentire "I Lupi di Ermal", la sigla dietro la quale si è creato il Fan Club ufficiale dell'artista albanese che propone anche un omaggio a Bob Marley prima di lanciarsi fra le note di "Le luci di Roma", "Schegge", "Molto bene molto male" e "Un'altra volta rischiare". Nel finale si spezza l'attesa per "Non mi avete fatto niente" , la canzone scritta con Fabrizio Moro per il trionfale Sanremo dello scorso anno. La chiusa dello show è fatta da un bis che mette in fila "New York", "Amara terra mia", capolavoro di Domenico Modugno, proposto da Erma Meta, sempre all'Ariston nel 2017, "Vodoo Love" e "A parte te".

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