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Per l'Orchestra Haydn

il talento di Kochanovsky 

Il giovane direttore russo debutta con l'Orchestra a Bolzano e a Trento

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Stanislav Kochanovsky

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Resia photo, E. Evtyukhov

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Per la stagione sinfonica 2018-2019 Stanislav Kochanovsky dirige l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento oggi 20 novembre a Bolzano (Auditorium, ore 20) e domani, mercoledì 21, a Trento (Auditorium, ore 20.30).

Sono in programma il Divertimento per archi Sz 113 di Béla Bartók, la Fuga a sei voci dall’Offerta musicale BWV 1079 di Johann Sebastian Bach (nell’orchestrazione di Anton Webern) e la Suite op. 60 da «Il borghese gentiluomo» di Richard Strauss.

Talento ormai affermato e nel pieno di una brillante carriera, Stanislav Kochanovsky è attivo in campo operistico, con presenze in numerosi teatri europei, oltre che in quello sinfonico; ha diretto celebri orchestre in Asia e in Europa.

Nato a Leningrado nel 1981, ha studiato al Conservatorio Rimskij-Korsakov della sua città; dal 2010 al 2015 è stato direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Stato Safonov di Kislovodsk nel Caucaso. Dirige l’Orchestra Haydn per la prima volta.

Nel 1939, quando compose il Divertimento per archi, Bartók era ospite dei Sacher in Svizzera e godeva di ogni comfort: una parentesi di agio in grande contrasto con gli eventi che si stavano profilando. I due movimenti veloci non risentono del clima pesante del momento storico (furono terminati due settimane prima dell’inizio della guerra), offrendo una nutrita gamma di elementi folclorici; il movimento lento è al contrario intenso e doloroso, con cenni di marcia funebre nella sezione centrale.

La ricca tavolozza timbrica di cui si serve Webern ha lo scopo di differenziare le voci dell’Offerta musicale bachiana, rendendone più chiara la struttura: un omaggio al maestro del contrappunto da parte del genio della rarefazione, dove nulla va perduto dell’impianto originale. Il «Bourgeois gentilhomme» di Strauss nacque come musica di scena per la commedia di Molière, adattata da Hugo von Hofmannsthal e rappresentata a Stoccarda nel 1912, assieme ad «Ariadne auf Naxos». Qualche anno dopo la musica subì una revisione, da questa venne poi tratta la versione attuale della Suite (1920).

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