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Intervista a Ruggero de I Timidi
domenica 7 all'Oktoberfest di Trento

Il cantautore friulano presenta il suo nuovo album "Giovani Emozioni" per la prima volta nel concerto dedicato alla musica d'autore italiana

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Ruggero de I Timidi, personaggio di culto del cantautorato tricolore più hard (nel senso letterale del termine) dopo aver toccato i generi musicali più disparati ha deciso di lavorare a un omaggio al meglio della musica italiana. Ne è uscito un disco come "Giovani emozioni" fatto di un gustoso gioco di rimandi e citazioni , senza pudore alcuno, che spaziano, fra gli altri, da Battisti a Battiato, da De Gregori a Rino Gaetano. Un cd che Ruggero de I Timidi, al secolo Andrea Sambucco friulano classe 1975 , suonerà per la prima volta proprio a Trento, domenica 7 ottobre, alle 21, nel Teatro Tenda dell'Oktoberfest in un live in cui verrà accompagnato dal Maestro Ivo, tenore lirico genovese e dalla moglie-soubrette Fabiana Incoronata Bisceglia.

Ruggero, come le è venuto in mentre questo omaggio hot alla canzone d'autore italiana?

"Questo cd si lega ad ascolti che ho sempre fatto, ho sempre amato i cantautori degli anni '70/'80 e così mi son detto che per me fosse arrivato il momento di aprirmi ulteriormente ad un repertorio intimista e cantautoriale. Ne è nata questa serie di sentiti tributi: la maggior parte di questi cantautori sono scomparsi per cui non mi possono denunciare".

Materia delicata direi: non aveva, diciamo, un'ansia da prestazione sonora?

"Un pochino sì, ma poi ho avuto la fortuna di lavorare con Lorenzo Cazzaniga uno dei produttori italiani storici del cantautorato che ha collaborato con tanti artisti che ho citato in questo disco. La mia unica preoccupazione era capire se le canzoni in questa nuova veste avrebbero funzionato o meno".

L'apertura del cd, affidata a "Canzone dell'estate", è un omaggio a Franco Battiato: come mai?

"Da tempo i miei fan, puntualmente all'inizio di ogni estate, mi chiedevano quando avrei scritto un brano dal sapore estivo. Quindi dopo aver composto questo pezzo, ho pensato che il grande classico di Battiato fosse il più adatto con tanto di accompagnamento di un tenore lirico".

Ma cosa direbbe il povero Pierangelo Bertoli vedendo la sua "Pescatore" trasformata in un "Vibratore"?

"Temo che oltre a Bertoli, neanche Fiorella Mannoia che ha fatto suo questo grande classico, la prenderebbe molto bene. Dai primi assaggi live però questo è uno dei miei nuovi brani più apprezzati. In particolare il pubblico femminile in platea si alza in stile 'addio al nubilato' ed esprime tutta la soddisfazione per una canzone finalmente pensata e fatta per loro. Non ti nascondo che questa reazione mi dà grande soddisfazione per il testo profondo che ho creato".

De Gregori finisce nel godereccio villaggio estivo di vacanze "All Inclusive".

"Questo è il singolone che ha anticipato il cd: tutto è nato da un viaggio in Messico dove ho incontrato degli animatori di villaggio, che mi hanno raccontato tutto quello che accade durante le vacanze. In questi contesti infatti i diversi componenti di molte famiglie si prendono alcune libertà, più o meno licenziose, compresa la compagnia degli animatori stessi".

"Fiore di scoglio" è invece una strana erma bifronte che unisce Fabio Concato a Rino Gaetano.

"Sì, questo pezzo è un mash- up. All'inizio c'è molto Concato e poi si finisce nella canzone nel riff di "Ahi Maria!" del grande Rino Gaetano. Si tratta di una tecnica mia che ho affinato negli anni, non semplice da spiegare: non si tratta infatti di una parodia, si capisce che canzone è quella a cui m'ispiro ma non è mai quella?come fosse un universo parallelo".

Dall'esegesi filologica di alcuni brani passiamo ai live: che show sarà?

"Quella di Trento è la prima data ufficiale ma ho già provato lo spettacolo all'interno del "Raduno timido" che si è svolto a settembre. Sarà uno spettacolo molto suonato, e suonato bene con otto musicisti sul palco e un tenore. Si tratta di uno show pensato per una dimensione familiare perché, nonostante i pregiudizi che a volte mi circondano, in prima fila ci sono padri, madri e tanti bambini che sanno a memoria le mie canzoni quasi come fossi Rovazzi!. Fra una canzone e l'altra a volte c'è un copione, ma a volte non so nemmeno io cosa succede perché cerco sempre di captare gli umori della gente"

Quanto deve la sua popolarità alla Zanza di Cruciani su Radio 24?

"Negli ultimi tempi la Zanzara è stata importante, fungendo da megafono alle mie qualità di artista, ma lo sdoganamento vero e proprio l'ha fatto Maria De Filippi che ha avuto il coraggio di passare le mie canzoni a 'Tù sì que vales'" in prima serata su Canale 5".

C'è chi dice che prima di Ruggero solo i mitici Squallor hanno osato tanto: ne ricorda altri?

"Sono cresciuto in un periodo dove si assisteva a una rinascita del genere demenziale. Gli Squallor per me sono imprescindibili, ma mi piace citare anche Armando De Razza con la sua poetica "Eesperanza d'escobar" senza dimenticare Freak Antoni e gli Skiantos. Mi è sempre piaciuto unire il taglio demenziale con quello cabarettistico"

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