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Neri Marcorè sabato a Fai della Paganalla
per il Festival Orme

La nostra intervista all'attore e musicista marchigiano che propone il suo omaggio ai grandi cantautori italiani con diverse sorprese

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C'è anche Neri Marcorè fra i protagonisti della prima edizione di "Orme, Il Festival dei sentieri" che si tiene da venerdì a domenica a Fai delle Paganella. Tre giorni di incontri legati al tema del camminare in montagna e momenti da vivere in contatto con la natura insieme ad appuntamenti serali come quello di sabato sera alle 21 al Fun Park con Neri Marcorè che proporrà lo spettacolo "Le mie canzoni altrui". Il musicista e attore machigiano interpreterà con passione e senza far mancare la sua ironia e il suo umorismo leggero brani di cantautori italiani e stranieri che fanno parte del suo immaginario.

Neri Marcorè, come ha preso forma questo spettacolo dedicato ai cantautori? "Il titolo Le mie canzoni altrui è una sorta di gioco di parole che fa riferimento alle canzoni scritte da altri che però mi appartengono. Una volta create e fatte ascoltare le canzoni finiscono per diventare di chi le ama e sono un qualcosa che segna e ti lega ai momenti più importanti della tua esistenza".

Quindi si ascolterà una sorta di playlist di memorie di Neri Marcorè? "Il termine playlist è perfetto. In questo spettacolo ci sono brani che mi accompagnano da anni, brani di cui non potrei più fare a meno. Una vita senza certe canzoni che suonerò avrebbe dei contorni sicuramente diversa, un tantino più inspida".

Su chi punterà allora per quanto riguarda i cantautori italiani? "Voglio premettere che dei repertori in generale mi piacciono di più le canzoni meno famose, meno conosciute di quelle diventate dei tormentoni. Mi diverto ad andare oltre quella che definisco come "prima linea" quindi anche se sono dei capolavori di Francesco De Gregori non canto "Rimmel " di Lucio Battisti non suono "La canzone del sole" o di Fossati "La mia banda suona il rock". Quindi proporrò magari pezzi meno noti dei cantautori che ho appena citato insieme a quelli di Fabrizio De Andrè e del figlio Cristiano un autore che stimo tantissimo e trovo molto sottovalutato. Fra i miei miti ci sono anche Giorgio Gaber e Ivan Graziane anche lui un grandissimo scoperto da molti solo dopo la sua morte".

Sul fronte internazionale cosa prevede invece la scaletta? "Di solito interpreto qualche brano di James Taylor, Simon & Garfunkel e Neil Young accanto a quelle di altri artisti statunitensi con versioni piuttosto riarrangiate".

Oltre i classici quali musicisti italiani le hanno toccato il cuore negli ultimi anni? "Mi piacciono e rispetto quegli artisti che amano la ricerca delle parole, che riescono a raccontare il loro personale e farlo diventare in qualche modo universale. Fra questi ci sono Pacifico, Niccolò Fabi e Brunori Sas perché hanno una grande maestria nell'abbinare testi e musica senza essere mai banali e scontati".

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