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Sananda Maitreya, stasera il musicista
newyorkese in concerto al Palalevico

Noto con l'aka di Terence Trent D'Arby l'artista americano protagonista del secondo live per il Blue Lakes Festival

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Si terrà al Palalevico e non silla spiaggia del lago levicense il concerto di stasera di Sananda Maitreya per il secondo evento del Blue Lakes Festival (ore 21 ingresso libero)

Il nome di Sananda Maitreya si lega a quello con il quale il cantante americano si era fatto conoscere fra gli anni '80 e '90: Terence Trent D'Arby. In quel periodo Terence conquista le charts internazionali con una serie di singoloni come "Wishing Well", "Dance Little Sister" e "Delicate". Oggi lo ritroviamo sotto il nuovo aka di Sananda Maitreya con il quale ha scelto di firmare i suoi ultimi dischi compreso il recente "Prometheus & Pandora" per un concerto in cui sarà accompagnato dalla sua band i The Sugar Plum Pharaohs insieme alla cantante Luisa Corna. "Quella che proporrò durante il tour italiano - spiega il musicista - è una retrospettiva dei mie trent' anni di musica Credo che sarà divertente anche far riascoltare molti dei miei hits e coinvolgere il pubblico. sono consapevole di quanto io sia fortunato di avere la possibilità di celebrare tre decadi di musica, la passione più grande dopo mia moglie e i miei figli". Per Sananda Maitreya si tratta di un ritorno on stage a quattro anni di distanza dall'ultimo tour; un periodo usato sia per dedicarsi alla registrazione di "Prometheus & Pandora" sia alla sua famiglia. La scelta fatta alcuni anni fa di abbandonare il suo nome d'arte di Terence Trent D'Arby ha una radice profonda: "Ho cambiato nome per iniziare una nuova vita. Una vita che fosse davvero mia e non qualcosa che assomigli ad un'azienda o un gruppo di azionisti, in un certo senso lontano da chi ha tratto vantaggio da questo a scapito di coloro che per questo lavoro sacrificano le proprie vite. Per me, questo cambio ha funzionato: ho una nuova vita e sto vivendo un nuovo bellissimo sogno".

 

Un sogno che non gli fa certo rimpiangere il passato che anzi vede con occhio piuttosto critico: "Ad essere onesti, non sono mai stato un grande fan degli anni '80, anche mentre quegli anni li vivevo. Pensavo fossero noiosi, senza fantasia e piatti. Ho usato invece gli anni '90 per immaginare e creare l'architettura di base del mio post millennium rock. Ho usato bene il mio tempo in quello che ho considerato una sorta di esilio. Se ho un impianto, è di non aver dato abbastanza calci nel culo, guardando indietro sono stato piuttosto "morbido" con alcune persone che mi circondavano e non tenevano davvero a me".

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