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Stasera all'Auditorium la Pfm

tra classici e novità

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«Emotional Tattoos è una sorta di fotografia del nostro Paese, di quello che stiamo vivendo, ma anche del mondo che ci circonda. Questo partendo da un singolo come “Quartier Generale” che mette in luce il nostro rapporto con il potere con quel quartier generale che simboleggia i Palazzi della politica. Lo facciamo attraverso dieci brani che hanno una grande versatilità compositiva. Non ci sono mai piaciute le etichette che catalogano i suoni perché da sempre siamo contro la discriminazione di genere musicale».

Sono queste le parole che Franz Di Cioccio, batterista e voce della Premiata Forneria Marconi ha usato per tratteggiare i contorni del nuovo album della storica formazione milanese. Un disco che sarà al centro, insieme ai grandi classici della Pfm, del concerto di questa sera all’Auditorium S. Chiara di Trento (ore 21; biglietti ancora disponibili).

Un disco, Emotional Tattoos, uscito in un doppio cd, in italiano ed inglese, a siglare quella dimensione internazionale che da sempre caratterizza la Pfm.

«Per noi quella legata ad un disco in inglese - ha raccontato Di Cioccio - non è una novità perché guardiamo da sempre oltre i confini nazionali ed europei legati al mercato anglosassone. Gli album in lingua inglese ci permettono di arrivare a tutti. In questo caso Emotional Tattoos, uscito per l’importante label tedesca Insid Out, ha la forma di un doppio cd, uno cantanto in italiano e l’altro in inglese così ognuno potrà scegliere quale versione ascoltare o alternarle, appunto. Mi piace, però, evidenziare come ad esempio quando suoniamo in Sudamerica o in Giappone, dove abbiamo vinto un disco d’oro, il pubblico voglia sentirci cantare in italiano».

Riguardo invece alla scaletta dei brani che si ascolteranno stasera a Trento, Franz Di Cioccio evidenzia: «La nostra scaletta anche in questo tour cambia quasi sempre, ma ha come costante almeno quattro o cinque brani del nuovo disco. Sono passati 45 anni dal nostro debutto e quindi ci sarà un’ampia pagina di quelli che mi diverto a definire i “brani fondamentali”, dedicati ad un pubblico quanto mai eterogeneo fatto di ragazzi e di gente della nostra età, suonando con la voglia di trasmettere felicità ed emozioni».

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