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Per i Suoni delle Dolomiti

la grande voce di Sarah Jane Morris

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Era ll 1986 quando la voce di Sarah Jane  Morris conquistò le classifiche di tutto il mondo, Italia compresa, con la sua versione di Don’t Leave Me This Way cantata insieme a Jimmy Somerville dei Communards.

Da allora la cantante inglese è emersa nel mondo della musica grazie alla sua capacità di spaziare fra i generi, dal soul al jazz passando per il pop rock. L’ultimo progetto di Sarah Jane Morris la vede al fianco di Antonio Forcione chitarrista italiano fra i dieci più celebri al mondo con cui ha registrato l’album Compared to What al centro del live di domani per i Suoni delle Dolomiti, anticipato alle 12, in Val di Fiemme a Malga Canvere.

Sarah Jane Morris, che effetto le fa esibirsi in alta quota?

Mi sono già esibita ad altitudini simili e posso dire che è una bellissima esperienza. Non vedo l’ora quindi di rifarlo da voi.

Cosa proporrà in questa occasione, ha preparato un set particolare?

Il concerto è un duo tra me e il bravissimo chitarrista Antonio Forcione con cui ho scritto, registrato e prodotto l’album. Suoneremo le canzoni tratti dal nostro album appena uscito “Compared to What” che è fatto sostanzialmente di brani di soul acustico, folk, classic music, jazz e blues.

Come è nata questa collaborazione con Forcione?

Abbiamo scritto i pezzi per l’album in pochi giorni, è stato molto semplice per noi lavorare insieme. Antonio ha creato la più bella ed evocativa scenografia sonora per i miei testi e melodie. Raccontiamo le storie delle persone con musica e parole.
Antonio è un musicista molto sensibile e siamo molto orgogliosi della nostra collaborazione che speriamo di ripetere in futuro.

Che album è dal punto di vista musicale? Si è divertita ad interpretare brani di Wonder, Dylan e Police?

Faccio cover di un brano solo se la posso cambiare, se posso farla in un certo senso mia. Con l’aiuto e la creatività di Antonio abbiamo ripreso brani di Dylan, Stevie Wonder, dei Police e portato un significato nuovo a queste canzoni tanto famose. Per me “Blowing in the Wind” è un inno ancora attuale per i tempi che stiamo vivendo.

In Italia il suo nome è legato anche al brano “Don’t leave me this way” cantata insieme a Jimmy Sommerville. Cosa ricorda di quel periodo?

Ricordo sempre con piacere il successo ottenuto con quella canzone insieme a Jimmy. Sono venuta la prima volta in Italia nel 1980 per unirmi a un band rock blues di Firenze. Ho vissuto a Fiesole e in via Santo Spirito a Firenze. Abbiamo fatto da supporter a Gianna Nannini. La seconda volta che sono venuta da voi è stato nel 1986 proprio grazie a quella hit con i Communards che ha avuto successo in tutto il mondo. Siamo stati a Venezia a fare un concerto e abbiamo scoperto che avevamo raggiunto il numero 1 delle classifiche. Avevamo pubblicato con la Rocket Music (la compagnia di Elton John) che ci ha spedito una cassa di champagne per festeggiare. La mia hit successiva è stata “Me and Mrs Jones” nel 1989 e all’epoca stavo facendo da supporter ai Simply Red impegnati del tour mondiale. Nel 1991 ho vinto Sanremo con un duetto con Riccardo Cocciante, questo ha in un certo senso confermato il mio successo in Italia.

Ha davvero un bel feeling con il nostro Paese.

Amo l’Italia e gli italiani appassionatamente - sorride Sarah Jane Morris - e mi sento a mio agio qui. Sono molto grata dell’amore e del rispetto che ricevo dal pubblico italiano e questo non lo dò mai per scontato. So quanto sono fortunata.

A cosa sta lavorando?

Sono nel mezzo della scrittura di due album. Uno, con i miei collaboratori di lunga data Tony Rémy e Dominic Miller (braccio destro di Sting), è un lavoro soul, rock e blues. L’altro è un progetto con Tony Remy e con il fantastico violinista e compositore leccese Alessandro Quarta. È un progetto che parla di questi nostri tempi difficili ed è fatto di brani classici, soul, jazz e folk.

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