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Silvestri travolgente e «politico»

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«Ma non avete proprio nessuno che vi aspetta a casa?». È questo l'interrogativo divertito che Daniele Silvestri rivolge al pubblico dell'Auditorium S. Chiara entusiasta e tutto in piedi ad ondeggiare sulle note di Cohiba nella coda del suo live e dopo aver macinato quasi tre ore di musica. Si può iniziare da qui, dal gran finale, a raccontare lo show di venerdì sera del cantautore romano. Uno dei più divertenti live set a cui ci è capitato di assistere negli ultimi anni a Trento sia per l'inesauribile energia di Silvestri e della sua band sia per l'empatia fra i protagonisti sul palco e la gente che ha gremito l'Auditorium. 

Cuore pulsante del tour (con il musicista che supporta l'opera dei Cuamm Medici con l'Africa) le canzoni di Acrobati il suo ritorno discografico, a cinque anni da S.c.o.t.c.h., particolarmente ispirato anche sul fronte dei testi come dimostrano brani quali «La verità», alle cui note morbide con Silvestri al piano è affidata l'apertura, « La mia casa» e «La mia routine». Le musiche sono, come sempre quando si parla di Daniele Silvestri, un intreccio di contaminazioni di rock, di funky, della canzone d'autore fino ai ritmi in levare di reggae e ska passando per i profumi latini e del Mediterraneo. Il battito è quello di «Senza far rumore», «Tutta colpa di Freud», «Ma che discorsi» e di quella «Quali alibi» singolone del nuovo cd.

Nella prima parte del concerto anche il ricordo di Paolo Borsellino (oltretutto con la platea tutta in piedi a tributare un lungo applauso al magistrato ucciso dalla mafia), la toccante «Le navi» canzone dedicata ai migranti e una travolgente versione de «Il mio nemico». Dopo una breve pausa la scenografia del palco diventa quella di un circo con Silvestri gran cerimoniere in tenuta circense con tanto di tuba a snocciolare pezzi come «Monetina», dal mood più reggae che mai, «Spigolo tondo», «Acrobati» con le sue sottili trame elettroniche e poi ancora «Il flamenco della doccia» e «La guerra del sale» con la featuring video di Caparezza. 

Le parole ed il volto di Enrico Berlinguer portano alla voglia di un mondo diverso e più giusto di «A bocca chiusa» prima di un rush finale fra richieste del pubblico, esaudite in «Strade di Francia» e «Paranza», ed altri classici del suo repertorio come «Occhi da orientale», «Testardo», «Salirò» e «Cohiba» con quelle parole dedicate a Che Guevara e alla voglia di libertà. 

Opena act affidato al cantautore trentino Davide Battisti vincitore del Centro Musica Award concorso promosso dal Centro Santa Chiara con le Politiche giovanili del Comune di Trento e l'Opera universitaria. Battisti ha potuto così proporre alcune sue ballate in questa importante cornice.

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