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La «Madonna Diotallevi» di Raffaello

dall'autunno in mostra a Rimini

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La tela della «Madonna Diotallevi» di Raffaello Sanzio sarà al Museo della Città di Rimini per un’esposizione temporanea incentrata sull’opera, considerata uno dei più importanti dipinti giovanili del pittore urbinate. Il quadro - che verrà prestato dai Musei Statali di Berlino - era parte, fino all’Ottocento, della collezione del riminese Audiface Diotallevi da cui prende il nome.

Il ritorno del capolavoro di Raffaello nella città romagnola sarà la conclusione di un percorso iniziato nell’ottobre 2016 con i primi contatti legati alla richiesta di prestito della «Pietà» di Giovanni Bellini del Museo della Città per la mostra internazionale «Mantegna e Bellini» allestita dall’ottobre 2018 alla National Gallery di Londra e inaugurata proprio oggi alla Gemaeldegalerie di Berlino dove rimarrà aperta fino al 30 giugno.

La mostra sarà ospitata al Museo della Città dal 31 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020 all’apertura delle celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte del grande artista urbinate.

«Con questo risultato esaltante - commentano in una nota il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il neo assessore alla Cultura Giampiero Piscaglia - Rimini ha un’occasione straordinaria frutto di un lungo, intenso e delicato lavoro di un insieme di persone tra cui Massimo Pulini, l’assessore uscente a cui tutti dobbiamo molto. Per Rimini - osservano - è l’ennesima conferma, un attestato di quanto di buono e apprezzato è stato fatto sul tema dell’arte e sul suo ruolo per la crescita culturale, ma non solo, della città. Sicuramente una nuova straordinaria occasione per costruire assieme uno degli eventi più importanti del cartellone delle mostre dei prossimi mesi. Un’esposizione prestigiosa che ha consentito all’Amministrazione Comunale di avviare una rete di rapporti fondamentali - concludono Gnassi e Piscaglia - per ottenere il ritorno a Rimini, dopo quasi due secoli, della tavola di Raffaello Sanzio, probabilmente concepita nel periodo in cui il celebre artista operò a Città di Castello».

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