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Giardini ritrovati in mostra

al Palazzo delle Albere

Dal 15 giugno al 2 settembre un viaggio nelle architetture verdi

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Palazzo delle Albere

Fonte:

Paolo Sandri

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Paolo Sandri

Tempo di lettura: 
2 minuti 27 secondi

Un viaggio introduttivo all’arte dei giardini e alle sue espressioni trentine, alla scoperta di un patrimonio prezioso ma ancora poco conosciuto, seducente e fragile, spesso a rischio.Grazie al lavoro della Soprintendenza per i beni culturali, sono stati censiti e studiati in Trentino circa centocinquanta parchi e giardini storici, di varie epoche e tipologie: una serie ampia e peculiare che agli esempi più celebrati affianca realtà più nascoste, portate alla ribalta grazie al doppio volume «Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria».

A dare seguito e visibilità a questo pluriennale lavoro di ricerca e catalogazione è ora la mostra «Giardini ritrovati. Spazi e caratteri delle architetture verdi in Trentino», ideata dalla Soprintendenza e organizzata con il sostegno del Servizio attività culturali e del Servizio per il sostegno occupazione e la valorizzazione ambientale della Provincia, in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio e la Trentino Film Commission.

La mostra è curata Lia Camerlengo, Katia Malatesta e Alessandro Pasetti Medin; responsabile del progetto espositivo Claudio Micheletti, e Stefano Benedetti è autore delle elaborazioni video.

L’esposizione, a Palazzo delle Albere a Trento, è una proposta che invita ad attraversare il territorio provinciale illustrandone i principali giardini di castelli, di ville e di palazzi, accanto ai grandi parchi pubblici e termali; ma anche a familiarizzare con l’architettura del verde e le sue regole, a partire dalla nozione di giardino come bene progettato, costruito, coltivato e all’occasione restaurato, nei casi non rari di deperimento e rovina.

Ogni architettura, per essere compresa, deve essere vissuta e attraversata. Non fa eccezione il giardino, qui indagato, non a caso, nei suoi aspetti di «spazio nello spazio», immerso nel paesaggio, in rapporto stretto con le forme e il clima del contesto alpino, nonché nelle sue articolazioni interne, alla luce della carattetistica dialettica tra spirito di geometria e libertà naturale.

Al tema del limite, come linea immaginaria o visibile che definisce, divide e differenzia le parti del progetto, si collega così quello dei percorsi materiali e delle connessioni visive che si dispiegano dai punti di osservazione fissati dal progettista.

Si continua con le superfici, nel gioco tra orizzontalità e altezze che contraddistingue gli spazi aperti: prati, parterre, radure, ma anche specchi d’acqua, che introducono effetti di mutevolezza e di raddoppio speculare dell’immagine del cielo e degli altri elementi del giardino.

L’allestimento propone soluzioni immersive e coinvolgenti, grazie alle elaborazioni video ideate e realizzate da Stefano Benedetti con il supporto tecnico di Gest srl. Ad evocare l’esperienza multisensoriale della visita al giardino e le sue trasformazioni nel trascorrere delle ore e delle stagioni contribuisce infine la sezione predisposta in collaborazione con la Trentino Film Commission, presieduta da Giampaolo Pedrotti, dedicata al «giardino che diventa set» e alle scene di film per il cinema e la televisione ambientate in alcuni dei più celebri complessi verdi della provincia.

La mostra sarà aperta fino al 2 settembre 2018 con orario 10-18 (mar-ven) e 10-19 (sab-dom); lunedì chiuso. L’ingresso è libero.

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