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Castel Thun svela tesori sconosciuti

Arte, architettura, committenza: il nuovo volume

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Castel Thun: arte, architettura e committenza a cura di Lia Camerlengo ed Emanuela Rollandini

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(Castello del Buonconsiglio)

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Castel Thun

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FT

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Nell’aprile di diciotto anni fa, dopo altrettanti trascorsi in pubbliche cure, ai primi visitatori che varcarono la Porta Spagnola, Castel Thun apparve nella sua restaurata grandezza: nel palazzo signorile, ricco di opere d’arte e di sfarzosi arredamenti, nei giardini, nel sistema di fortificazioni con torri e bastioni, mura e fossati. Era noto il valore storico e culturale del complesso, pienamente confermato da successivi studi sulle vicende della casata, dalla catalogazione delle opere d’arte e dall’inventariazione dell’archivio di quella che, per secoli, fu probabilmente la più potente famiglia trentino-tirolese.

Ora, grazie a nuovi, importanti contributi che si devono a svariati studiosi, Castel Thun svela nuove ricchezze sconosciute. Come una Schatzkammer ricca di argenti e vasellame di pregio, o i rari volumi della biblioteca, le originali e sfarzose carte da parati, ma anche le musiche dedicate ai nobili mecenati da autori come Haydn e Chopin, in una storia secolare di committenza articolata nei diversi rami familiari. La ricostruzione dei personaggi dell’«universo Thun» e del castello appare quindi in tutta la sua luce - scrive Laura Dal Prà, direttore del Museo del Buonconsiglio - come «motivo e centro di produzione artistica plurisecolare, dalla pittura all’oreficeria, dall’architettura alla musica, in un contesto complessivo che interseca la storia alla cultura e alla committenza dei maggiori esponenti della casata, il cui iter è seguito passo passo dallo sviluppo delle insegne araldiche».

Gli studi degli specialisti hanno infatti dato vita ad un nuovo, importante volume di circa 400 pagine, Castel Thun: arte, architettura e committenza, opera notevole curata da Lia Camerlengo e da Emanuela Rollandini (Castello del Buonconsiglio, Monumenti e collezioni provinciali 2017). Volume che verrà presentato mercoledì 18 aprile, alle ore 17.30 al Castello del Buonconsiglio, in un incontro in forma di salotto nel quale Marco Bellabarba converserà con gli autori.

Le vicende della committenza Thun fra '500 e ‘800, ricostruite nel volume, sono associate a sedici conti della dinastia e si chiudono con la figura di Matteo Giacinto (1882-1945, successore di quel Matteo (1812-1892) che - spiega Marcello Bonazza - «aveva dato vita a un’attività di committenza e di mecenatismo forse unica, nel Trentino ottocentesco, per dimensioni e continuità». Lo studio della corrispondenza di Matteo e della descrizione che Carlo Perini fece nel 1858 hanno indirizzato Laura Dal Prà ed Emanuela Rollandini sulla via della ricerca, i cui primi esiti appaiono nel volume, che continuerà peraltro sui dati d’archivio «a inseguire le tracce tortuose delle dispersioni - scrivono -, diramate lungo i meandri del mercato dell’arte...».

Su questa «mappa del tesoro disperso» sta infatti prendendo forma una «collezione straordinaria, ricca di meraviglie d’arte e di curiosità naturali» le cui radici affonderebbero nella «moda» rinascimentale della «camera delle meraviglie» che, al di là del Brennero, trova concreto esempio al Castello di Ambras.

Fra i tesori un tempo dei Thun, coppe di oreficeria augustana del XVI secolo oggi al British Museum, un Reliquiario con dipinti in miniatura di scuola fiamminga, una raccolta di orologi antichi, una collezione di vasellame d’argento e molte altre unicità. Sfogliando il volume ci si imbatte in tante preziosità, ma i contributi «illuminano» i Thun da diverse prospettive.
Da quella architettonica, con la ricostruzione dell’evoluzione della struttura del castello. E da quella storica, con lo studio di stemmi, epigrafi, memorie, le note sulla famiglia nel primo ?’500 e la linea boema. Da quella artistica, sia nel saggio sulle pitture murali della cappella del castello, sia attraverso i protagonisti della committenza: seicenteschi, da Sigismondo Alfonso a Giovanni Vigilio, nel ?700 con la figura di Domenico Antonio, nell’Otto e Novecento con i due Mattei. E ancora, lo studio sulle carte da parati, il saggio sugli arredi (nelle residenze a Zara e Vienna, nel castello), sulla biblioteca fra Quattro e Novecento sulla musica. Thun prìncipi delle arti, da scoprire domani al Buonconsiglio.

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