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Il film di Martone: Capri

nel 1914, ma sembra oggi

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Non solo un viaggio in un pezzo di storia nella Capri del 1914, ma anche «un film sul passato che racconta anche molto il presente». Così oggi Mario Martone all’incontro stampa di «Capri-Revolution», già in concorso al Festival di Venezia 2018 e ora in sala dal 20 dicembre in 150 copie.

«Il fatto è - ha spiegato Martone - che il presente oggi è appiattito su conflitti, schematismi rigidi, muri, a cui però manca profondità, una cosa che il passato può invece ricreare. Il mondo è oggi - continua - più che mai complesso e, per fare solo un esempio, ha un bel dire Trump che quello che sta succedendo alla natura non ci riguarda, ci riguarda eccome».

In Capri-Revolution, Martone, pronto a tornare sul set nel 2019 con «Qui rido io» su Eduardo Scarpetta - rinnova invece la sua voglia di rileggere la storia a modo suo e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso delle prima guerra mondiale. Qui una comune di giovani nordeuropei trova il luogo ideale per la propria ricerca esistenziale e artistica. Il film narra così l’incontro tra Lucia, giovane e semplice capraia (Marianna Fontana), la raffinata comune proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto).
Tre realtà che verranno trasformate entrando in contatto tra loro.

«L’arte è un processo collettivo che ci riguarda tutti - continua il regista parlando di questo film che chiude la trilogia sull’Italia del passato dopo «Noi credevamo» (2010) e «Il giovane favoloso» (2014) -. Cosa sarebbe la nostra vita senza canzoni e musica? Ogni volta che qualcuno legge un libro c’è qualcosa che si muove, succede qualcosa. Oggi invece tutto si è irrigidito».

E ancora sul presente e sull’immediato futuro dice il regista napoletano: «Le pietre d’inciampo divelte a Roma tra le tante cose agghiaccianti che accadono, è una cosa che spinge alle lacrime e ci dice molto su cosa stiamo diventando». Mentre sul fronte del vegetarianismo, sottolinea: «Io non sono vegetariano, ma il vegetarianismo sarà una nuova frontiera politica del futuro, una cosa che andrebbe capita al più presto».

Nel futuro di Martone ancora Napoli: «Tornerò sul set con un film ambientato proprio negli stessi anni di Capri-Revolution ma dedicato alla figura del celebre attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Il titolo del film è solo la frase che campeggia sulla villa di Scarpetta (La Santarella). Questo lavoro sarà poi anche un modo per tornare a lavorare con Toni Servillo». Le riprese di «Qui rido io», prodotto da Indigo e Publispei con Rai Cinema, inizieranno nel 2019.

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