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Festival, auguri dal Papa

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Non poteva mancare la figura di Papa Francesco in questo Trento Film Festival così impegnato sui temi ambientali, della giustizia sociale e delle migrazioni contemporanee. Il Santo Padre ha pensato di rivolgere agli organizzatori, ai relatori e ai presenti «tutto il suo beneaugurante pensiero». Così si è espresso in una lettera Bergoglio, inviata ieri dalla segreteria di Stato vaticana alla 64ª edizione del festival in corso a Trento e a memoria nella storia del Festival è la prima volta che un pontefice lo fa. In occasione del dibattito sulla salvaguardia dell'ambiente con don Luigi Ciotti e Luca Mercalli ha scritto che «mentre auspica che l'evento susciti un rinnovato impegno nel riconoscere e preservare la bellezza del creato dono incomparabile di Dio, assicura il suo ricordo nella preghiera e invia la benedizione apostolica». Insomma, beneaugurante e vicino. Non poteva essere altrimenti, viste le sue posizioni.
Ma il Festival ha vissuto ieri altri momenti fondamentali. Il dibattito con don Ciotti e Mercalli appunto, con il sacerdote del gruppo Abele che ha voluto ricordare il nesso fondamentale tra etica e difesa dell'ambiente, della Terra, dunque del Creato. Nel tardo pomeriggio c'è stato anche un dibattito con Martin Pollack sugli stermini e i Paesaggi contaminati .
- FILM D'IMPEGNO IN SALA
Oggi in sala ci sono delle «prime» italiane: Meru , su una delle pareti più ripide del mondo sull'Hiamalya e Bakur , film censurato in Turchia. Invece in Café Waldluff si affronta il tema dell'ospitalità a rifugiati mediorientali e africani in una storica residenza turistica ai piedi delle Alpi salisburghesi. Un film nel solco dei moniti del Papa sui migranti. Poi in sala ci sarà anche la vita quotidiana dei militanti del Pkk (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan) nel film censurato in Turchia, ossia Bakur di Çayan Demirel & Ertugrul Mavioglu . Altro tema che va al passo con la giustizia sociale. Non c'è giustizia laddove i cittadini sono disinformati. 
Ma chi andrà in sala avrà di che saziarsi: tra oggi e domani sono in programma 40 proiezioni cinematografiche; 15 eventi dislocati in città tra presentazioni, inaugurazioni mostre, laboratori, attività. 
- GLI STERMINI DI MASSA
Paesaggi contaminati è il titolo di un libro di Martin Pollack edito da Keller. L'autore ieri ha partecipato a un dibattito moderato da Alberto Faustini , direttore del «Trentino», con la partecipazione di Valerio Pellizzari uno dei grandi corrispondenti di guerra italiani. Pollack con parole pacate, ma chiare, ha raccontato la sua opera, che scuote le coscienze perché definisce una mappa della memoria degli stermini, ci mette drammaticamente di fronte a «paesaggi contaminati» dal sangue e dagli omicidi succedutisi nella storia nella Mitteleuropa. Il termine è stato coniato da Pollack per ricordarci che la natura non è solo paesaggio bucolico, ma nasconde drammi terribili, a volte scoperti semplicemente vangando il proprio orto. Pellizzari ha voluto sottolineare l'insorgere della memoria selettiva e come diventi difficile individuare chiaramente i colpevoli, perché tutto si mescola e i carnefici - sempre, in ogni epoca e a ogni latitudine - sminuiscono le loro responsabilità. 
- UNA MONTAGNA DI BACI
Il festival sta riuscendo felicemente ad avere questa capacità di mescolare generi, riflessioni, drammi. Con leggerezza, ma imponendo le questioni cruciali come una bussola che ci aiuta nella riflessione: l'ambiente, le migrazioni, la giustizia sociale, i paesaggi alpini che non sono solo panorami da godere, ma nascondono anche drammi umani. E, con un dirottamento di marcia ecco proporci l'amore. In modo allegro, non sdolcinato. Da ieri sono infatti installati in sette zone del centro (piazza Battisti, Santa Maria Maggiore, Duomo, via Garibaldi, piazza Fiera e piazza delle Donne Lavoratrici), dei suggestivi fondali davanti ai quali scattare una foto di un bacio e postarla sui social del concorso per vincere dei premi. Una idea piccola ma geniale che costruisce comunità. Il concorso è Montagna di Baci. Montagna che passione aperto a tutti. I vincitori si porteranno a casa una delle borse del Festival realizzate dalla cooperativa Alpi. Per ricordarci in fin dei conti che ciò che ci muove è anche l'amore.

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