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Riccardo Sinigallia: il cantautore romano domenica 25 a Lagorai d'Incanto

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C'è anche una tappa trentina, quella di domenica 25 agosto, alle 15, al Lago di Cece, Val Maggiore, Predazzo, nel cartellone di Lagorai d'InCanto, per il "Ciao Cuore Tour" di Riccardo Sinigallia. Il musicista romano proporrà un live in cui l'artista condurrà il pubblico alla scoperta di quei tratti sonori che hanno lasciato impronte riconoscibili nel cantautorato contemporaneo italiano. Il live sarà infatti l'occasione per ripercorrerei successi più amati dell'artista, brani indimenticabili come "Amici nel tempo", "Se potessi incontrarti ancora", "La descrizione di un attimo", e le canzoni dell'ultimo lavoro, il delizioso, "Ciao cuore".

Sinigallia, quali colori avrà il suo live per Lagorai d'InCanto?

"In questa occasione al mio fianco ci saranno Laura Arzilli, la mia compagna, al basso e Francesco Valente alla chitarra. Proseguo il mio percorso ormai da tanti anni con quelli che definisco incontri con le persone che seguono i miei dischi, la mia musica, le mie parole. Non nascondo che rispetto alla dimensione estiva, io mi sento più autunnale, anzi invernale e per me a volte è un tantino difficile andare nelle piazze e far festa, perché le mie canzoni sono meno di intrattenimento. Però nelle situazioni giuste è bello anche d'estate e mi intriga suonare in questa dimensione open air nel verde della vostra terra".

Fra i brani, immagino, ci sarà anche "Malamore" che fa parte della colonna sonora del film "Lo spietato" con Riccardo Scamarcio: come è nata questa collaborazione?

"Il regista del film, Renato De Maria, mi aveva fatto vedere in anteprima "Lo spietato" con le musiche già pronte per tutta la pellicola. Quando però ho visto la scena di Scamarcio che entrava con due compagni in una discoteca anni '80 con in sottofondo una canzone dei Rolling Stones ho avuto un'illuminazione. Con Laura abbiamo rispolverato una nostra vecchia fissazione: un brano di Enzo Carella, appunto "Malamore" , scritta da Pasquale Panella, che ci sembrava attinente come testo a quella storia e a quel momento. Poi ho chiamato De Maria e gli ho detto: "Guarda, secondo me, ci sta meglio questo che il pezzo di prima" e lui si è subito convinto".

Disco dopo disco, arrivando all'ultimo "Ciao cuore", mi pare cresca l'attenzione verso la sua musica.

"Sì, grazie anche a "Ciao cuore", c'è stato un allargamento del mio piccolo, fedele, pubblico con cui ho un rapporto bilaterale, abbiamo uno scambio ed io ne sono felice perché mi segue con tanta passione, amore e grande consapevolezza quindi è stato un piacere per me vedere che sempre più persone sono affezionate alle cose che faccio, alle mie canzoni, alla mia musica".

Non occorre sempre essere allegri insomma.

"Direi di no per fortuna. Io sicuramente ho un approccio che ha chiaramente una vena malinconica. D'altra parte devo anche sottolineare come la maggior parte delle persone che vivono in questo periodo storico dimostrano un eccesso d'allegria che faccio fatica a comprendere. Io provo sempre, anche attraverso le mie canzoni, ad esprimere diverse sfumature emotive in modo naturale".

Cosa c'è nel cassetto dei suoi progetti?

"Adesso ricominciamo insieme ai Deproducers un tour che prevede una quindicina di concerti nei teatri di tutta Italia e poi continuerò a fare colonne sonore per almeno un paio di film tra la fine dell'anno e l'inizio del 2020. E' appena approdata a Locarno l'ultima colonna sonora che ho composto per il film "Magari" di Ginevra Elkan un'opera prima che ha aperto proprio quel Festival".

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