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Camin e Toolbar per la festa dei Metrò Recording Studio stasera a Riva del Garda

Sette anni di attività nel segno della musica per gli studi creati da Marco Sirio Pivetti fra registrazioni e live

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Saranno le note di Francesco Camin a mettere il sigillo sulla festa dei primi sette anni di attività dei Metrò Recording Studio di Riva del Garda in programma stasera, sabato 12 gennaio, alle 20.30. Proprio negli studi creati da Marco Sirio Pivetti il cantautore trentino ha registrato il suo ultimo cd Palindromi". In questi sette anni d'attività il Metrò Rec si è posto come uno dei punti di riferimento più importanti per i musicisti del Trentino Alto Adige ma non solo: sono numerose infatti le produzioni che una volta uscite dalle sale d'incisione dello studio hanno trovato respiro sia a livello nazionale che internazionale. Un ambiente all'avanguardia con molteplici possibilità, come quella dello spazio dedicato alle performance live che ha ospitato diverse esibizioni fra cui quella degli Gnu Quartet. Camin presenterà le canzoni di "Palindromi" accompagnato da Jack Barchetta (basso), Daniele Volcan (batteria, percussioni), Davide Rosestolato (chitarre), Francesco Cannito (pianoforte, synth) e Riccardo Sasso (tastiere).

Ad aprire il live la giovane band trentina dei "Toolbar" che sta producendo, proprio ai Metrò, il suo primo disco. Restando nel mondo di Camin in questi giorni il musicista di Trento ha lanciato il videoclip di "Tasche", terzo singolo estratto da "Palindromi". Le immagini sono state girate sul monte Fravort, sul Lagorai, mentre le scene interne sono state riprese negli studi ExFormat a Serravalle di Ala. Il video è quello di una ragazza, con uno specchio legato sulla schiena, che cammina faticosamente lungo il pendio impervio di una montagna e di un ragazzo immerso in una vasca invasa da un inchiostro nero pece. Un cammino d'espiazione, quello di lei, che trasuda tutto il veleno accumulato nella sua vita, che appesantisce il cuore, riempie le sue tasche e la tiene ancorata sul fondo del mare della vita. "Il personaggio della ragazza - racconta Camin - identifica l'anima che, faticosamente sotto il peso dello specchio, simbolo principe dell'introspezione e dell'auto-osservazione, si libera di tutti gli orpelli densi e scuri della personalità, dell'incarnazione e dell'uomo schiavo". Il ragazzo, immerso nell'acqua che si sporca dell'inchiostro lasciato dal corpo della ragazza, simboleggia la situazione della maggioranza delle forme di vita umane incarnate su questo Pianeta. Nel finale la protagonista, giunta in cima alla montagna, incontra finalmente il mare dove poter immergersi e nuotare assieme alle balene.

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