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Samurai Accordion, il supergruppo di
organettisti stasera a Trento per Itinerari Folk

Nuovo appuntamento per la rassegna nel Cortile Crispi-Bonporti alle ore 21.30

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Un vero e proprio super gruppo di organettisti che unisce i musicisti italiani Riccardo Tesi e Simone Bottasso a Kepa Junkera, Markku Lepistö e David Munnelly. Queste le credenziali dei Samurai Accordion protagonisti del concerto di stasera, lunedì 23 alle 20.30, per il festival Itinerari Folk al Cortile Crispi-Bonporti ore 21.30. Al centro dello spettacolo il secondo cd di questo progetto dal titolo "Te" uscito per Visage Music nelle cui tracce si materializza l'idea sonora di questa formazione Nolti anni dopo il TransEurope Diatonique, trio di soli organetti con spiccata vocazione sperimentale, e dopo il successo del debutto di questi Samurai con l'omonimo cd del 2011, Riccardo Tesi è tonato alla carica con il quintetto parzialmente rinnovato, e sempre strumentalmente monolitico. Un ensemble assolutamente democratico (anche sul piano compositivo) che è stato felicemente definita come "un incontro tra folk, irish-music, jazz, musica da film e liscio" ma anche capace di esprimere un sound "Forte come una band di heavy-metal, ma formata solo da organetti".

I Samurai dell'organetto diatonico schierano una serie di artisti che hanno fatto la storia di questo strumento nei loro paesi rivoluzionandone l'immagine e il repertorio, inventando un nuovo vocabolario per uno strumento fino ad allora relegato nell'ambito ristretto della musica popolare. Due generazioni di maestri indiscussi, proiettati - anima e corpo - nella nobile arte di spingere i loro strumenti verso nuovi lidi sonori, allargando il linguaggio e l'espressività verso le sollecitazioni della world music, l'improvvisazione jazzistica, le istanze avant-garde e il cosiddetto folklore immaginario. Non c'è nessun altro strumento popolare che si sia prestato a essere sfruttato, strizzato ed esteso al limite delle sue possibilità quanto l'organetto diatonico: è un processo in atto - a grandi linee - dagli anni Ottanta del secolo scorso, ma che negli ultimi dieci anni è emerso in maniera più evidente, e toccando punte di ricchezza e raffinatezza forse impensabili ancora fino a qualche anno fa. "I Samurai - scrive Ilgiornaledellamusica.it - sono una diretta conseguenza della popolarità dell'organetto come strumento per eccellenza del nuovo folk europeo. Il fulcro di questo progetto, come si comprende anche ascoltando il secondo cd è tutto sulla composizione più che sull'improvvisazione, sull'arrangiamento e sulla ricerca di soluzioni collettive e condivise. Dieci tracce, due a testa per ciascuno, in cui tutti e cinque i Samurai danno un saggio della loro idea di composizione per organetto".

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