Fa bene l’Azienda sanitaria a studiare i fenomeni; fa male chi ne divulga i risultati (Azienda o altri) inducendo in errore, agevolando interpretazioni non sostenibili razionalmente in base ai dati. Mi viene il sospetto che le recenti polemiche in merito alle distanze e agli accorgimenti da usare nei trattamenti con veleni abbiano indotto qualcuno a far ritenere immotivate le preoccupazioni di chi con quei trattamenti deve convivere

Nuove materie scolastiche: meglio Resistenza o Autonomia? Così la domanda posta sul sito www.ladige.it Fra Resistenza e Autonomia non esiste alcuna alternativa. Sono entrambe due pagine della nostra storia che devono essere insegnate nelle scuole. La storia della vocazione autonomistica del Trentino è antica

Per la mia attività di Agronomo, e per venire da una famiglia contadina, credo di avere un’esperienza abbastanza lunga nel settore degli Agrofarmaci, fin dai tempi in cui si utilizzavano vere bombe tossiche, come l’arseniato di piombo. Non ho alcuna intenzione di inserirmi nella diatriba  sulla deriva dei “Pesticidi in Val di Non”: personalmente non vorrei nemmeno  che il mio vicino, irrigando il suo orto, spruzzasse acqua anche nel mio. Si tratta quindi di adottare un po’ di buon senso da entrambe le parti

Le questioni sollevate dal direttore Giovanetti nel suo editoriale di domenica scorsa sono autentiche. Esse mettono il dito nella piaga delle politiche culturali che si sono fatte nel nostro territorio negli ultimi decenni. Queste politiche sono state virtuose, lungimiranti? Hanno contribuito a far crescere il territorio e i suoi cittadini? Innanzitutto vorrei proporre un po' di banale «pulizia» rispetto a cosa sia la cultura per un territorio. A questo proposito è necessario fare un primo generale distinguo fra cosa il Trentino ha «comprato» e «compera» per comporre la sua «offerta culturale» e su cosa invece il Trentino produce in termini di «proposta culturale»

Massimo Egidi, che dice di voler «sinergia» al posto di «leghe di piccolo cabotaggio» sarebbe più efficace se operasse davvero in direzione del dialogo e del confronto e non cedesse alla tentazione di ritenere acrimonioso ciò che non corrisponde al suo pensiero. Concludo chiedendo, se possibile, di evitare appellativi discutibili e di relazionarsi ai contenuti

Di fronte ad ogni ipotesi di taglio, riduzione, contenimento, trasparenza, il consiglio provinciale di Trento ha fatto quadrato a difesa dei propri privilegi, fino a ricoprirsi di ridicolo di fronte al resto del Paese invocando la privacy sulle proprie spese, pur di non rendicontarne la destinazione, come qualunque buon amministratore deve saper fare. È questo l'attacco più grave che è venuto

Un patrimonio di competenze, di professionalità, di passione e di creatività che va dalla grafica alla fotografia alla cinematografia, dal design alla pittura all'oreficeria, dall'editoria alla grafica pubblicitaria, dalla danza alla musica, capace di parlare e di interpretare i molti e poliedrici linguaggi della comunicazione e dell'arte, i silenzi ed i molti rumori dell'espressività di oggi. Una risorsa, crediamo, importante nella sfida che i Musei trentini ed il mondo della cultura e dell'arte hanno ora davanti per educare il gusto, incrementare la didattica, far crescere l'indotto del turismo culturale e il patrimonio dei saperi

È sufficiente il programma proposto a far rimanere in loco i medici dopo la laurea e ad attrarre professionisti qualificati da fuori regione? Non dimentichiamo che dopo la laurea è oggi necessario accedere ad un corso di specializzazione: quale sarà la scelta dei giovani neolaureati che si troveranno a dover nuovamente frequentare facoltà extraprovinciali?

Vorrei intervenire con alcune considerazioni generali che in qualche modo riflettono la mia personale esperienza da studente prima (proprio a Povo dove mi sono laureato nel 2005), da ingegnere e lavoratore poi e da dirigente sindacale oggi

La nuova rotatoria, la sede della Comunità di valle, il nuovo impianto natatorio venivano decisi in base alle richieste, alle disponibilità stanziate nelle voci di bilancio, alla volontà di accontentare un po' tutti. Questo negli anni ha portato al moltiplicarsi di opere inutili, sprechi plateali, doppioni ingiustificati, lussi smodati senza necessità di misurare se tali «investimenti» avessero un ritorno per la comunità trentina. Non è detto che tutto il male viene per nuocere. E anche la poderosa cura dimagrante a cui Roma (e la crisi) ci stanno costringendo, può aiutarci a spendere meglio i nostri soldi. Soprattutto a spenderli perché rendano per il domani, e non siano solo spesi perché li abbiamo da spendere. Come spesso è accaduto in passato

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