Che i giochi abbiano inizio. Dopo l'apoteosi delle Olimpiadi, Londra promette ai suoi sudditi che non tutto andrà perduto. Che due settimane d'oro non resteranno solo nella memoria degli inglesi ma anche nel futuro
È solo dentro un modello autonomista per l'Italia intera che le nostre autonomie potranno avere futuro e legittimazione di fronte al resto d'Italia. È solo dentro un'architettura istituzionale nuova, di cui dobbiamo diventare motore nazionale, che possiamo pensare di spegnere il senso di invidia come di fronte ad un ingiusto privilegio che le altre regioni italiane nutrono nei nostri confronti. Non certo piangendoci addosso, come è stato fatto anche di recente di fronte all'ex premier spagnolo Felipe Gonzales, ripetendo insulsamente che siamo «sotto attacco». Era quella una tribuna internazionale di prestigio dentro il «Premio De Gasperi» per indicare ciò che l'autonomia trentina può dare all'Italia e all'Europa. E invece l'abbiamo impiegata per dire ciò che l'Italia deve a noi
Nel suo editoriale, il direttore dell'Adige parla di formazione e lavoro:«Un equivoco, disastroso in fatto di orientamento e di risposta alla domanda: «Cosa farò da grande?», è quello di ritenere comunque l'attività intellettuale superiore a quella manuale. Tale pregiudizio italico è frutto di secoli di culto della «letterarietà della cultura» invece che della potenzialità scientifica e pratica che essa deve anche avere, unito ad una deleteria idea di rivincita sociale attraverso l'abbandono del lavoro manuale, artigianale, della terra, che fu dei padri, per garantire ai figli l'elevazione di status passando all'attività intellettuale»
L'officina dell'autonomia, iniziativa/contenitore promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino, sta dando buoni frutti. Grazie alla collaborazione con «l'Adige», i lettori hanno la possibilità di apprezzare i volumi della collana «900 testimonianze» confrontandosi con alcuni dei protagonisti della nostra storia politica recente
Giovanetti: «Una potatura, anche seria, dei bilanci alla Cultura poteva starci, anzi essere quasi salutare avendo speso la Provincia tra il 2009 e il 2010 oltre un milione di euro in divise storiche per cori e bande, e 260 mila euro per i soli costumi degli Schützen. La decisione, però, di tagliare del 60% le spese delle mostre - come annuncia l'assessore Panizza - pone alcuni interrogativi ed induce ad una profonda riflessione a cui l'intera società trentina è chiamata, non solo la politica»
Il rapporto Osmed 2011, edito dall'Agenzia Italiana del Farmaco sul consumo di medicine in Italia (uscito nel luglio 2012), fotografa una situazione allarmante. Negli ultimi anni sono cresciute le prescrizioni di tutte le principali classi di farmaci: ipertensione, diabete, colesterolo, depressione, gastrite sono malattie che vengono curate sempre più con terapie farmacologiche, con tendenze di crescita sui 10 anni dal 20 al 300%