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5 commenti
complimenti al direttore, sono perfettamente d'accordo sul editoriale. Vorrei ricordare ai vari commentatori che non hanno capito niente dello spirito dello scritto. Al padre non interessano tanto la cravata o la bottiglia di vino, vorrebbe solamente che una volta all'anno i suoi figli lo abbraciassero e gli dicessero "ti voglio tanto bene papa".Mio padre e' morto 41 anni fa' e quel giorno ho rivolto un pensiero a lui e faro' lo stesso per la festa di mia madre.
Non mi sembra che Giovanetti abbia nostalgia del padre-padrone violento. Mi sembra invece che abbia riportato dei concetti della psicologia largamente condivisi e secondo me condivisibili. Credo abbia fatto bene a ricordarli, visto che non tutti li conoscono. Comunque devo dire che vedo molti padri in gamba di questi tempi, molto piu` che in passato!...cio` nulla toglie alle moltissime madri in gamba che ci sono...
La festa del papà é una festa commerciale
come quella della mamma, il 14 febbraio,
della donna e così avanti discorrendo.
Bene ha fatto il Direttore a ricordarci invece l'importanza di tale ricorrenza.
Ognuno di noi però é il risultato del proprio ambiente sociale, delle scelte che ha fatto nella propria vita, del proprio carattere perché allora colpevolizzarci come padri se siamo mammoni" o apprensivi. Non esiste una scuola che insegna a fare il padre.
Giovanetti ha nostalgia della figura ottocentesca del padre abbrutito dal
lavoro nei campi o in fabbrica che
tornato a casa sfogava sulla moglie
e sui figli le sue frustrazioni e la
confonde con l'autorità che il padre
deve avere ?
L'editoriale contiene molti spunti di riflessione. Mi sembra però eccessiva
l'importanza che Lei dà al ruolo del
padre nella formazione caratteriale
dei figli.L'autorità, il senso di responsabilità, la disciplina li sappiamo infondere anche noi mamme anche
se magari vedove, separate o divorziate. Il suo ragionamento é un po' maschilista togliamo pure il po'. Sono curiosa di leggere l'editoriale per la festa della mamma.