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10 commenti
Ma l'Università di Trento fa parte di quest'analisi?
La PAT per fare quello che ha fatto ha seminato a piene mani, solo che per ogni kilo di sementi solo una parte (un etto, mezzo chilo? Fate voi) E' andata su terreno fertile. Il resto è finito sui sassi, nella sabbia o semplicemente intascato e qualcuno ci ha fatto polenta.
La PAT aveva tanto da sprecare, non così tanto da non dover fare debiti. E adesso che ha meno soldi sono cavoli. Non siamo pronti perchè si sono sprecati gli anni buoni.
va bene... si può concordare con alcune conclusioni... ma adesso? una volta che scopriamo che la crisi non è congiunturale ma di sistema (e possiamo saperlo solo ora, non nel 2008) cosa possiamo fare? cosa può fare la PAT? non siamo uno stato autonomo, il debito pubblico è italiano e quindi anche nostro. grava su di noi come un fardello. Ripeto che strumenti ha la PAT al di la di quelli che sta utilizzando?
nel 2008-2009 mentre chi guida la pat si gonfiava d'orgoglio per la reazione "anticiclica" pensavo proprio che l'errore fosse considerare un cambio di paradigma come la solita crisi congiunturale. Quando la diga dell'autonomia cadrà subiremo sia la batosta della crisi, che il prezzo del presunto salvataggio, quindi doppio costo.
Io direi che abbiamo lo stesso problema dell'Italia nei confronti della Germania,siamo stati abilmente sfruttati. Noi abbiamo messo in piedi una manovra per incentivare l'economia locale senza avere i mezzi giuridici per limitarli a questa (vedi esiti su gare d'appalto). Se Bolzano avesse permesso una maggiore permeabilità come è stata costretta l'economia trentina forse ci sarebbe stato maggiore sviluppo anche per noi.
Mi pare che sia un pò come sparare sulla croce rossa, la politica ha fatto quello che ha potuto con le leggi che aveva, non per niente si è speso tanto tempo per cambiarle.
Finchè ci sarà una casta di dipendenti pubblici, superprotetti e arroganti, e una massa di poveracci che stanno rischiando di finire in mezzo a una strada, il Trentino non potrà più fregiarsi del titolo di regione civile.
I poveri, col loro carico di crescenti sofferenze, faranno implodere un sistema marcio. Sarà una caduta in stile asburgico, terribile e inaspettata.
Provate a contattare l'Agenzia del Lavoro di Trento e vi accorgerete che, al di là delle ciarle in linguaggio burocratico, sono in totale stato confusionale.
Da loro non ci si può aspettare molto di buono, soprattutto in materia di DISOCCUPAZIONE.
E questo problema deve iniziare a far paura!
Il troppo "dirigismo" droga l'economia.
Nelle normali condizioni di libero mercato, prevale la tendenza all'equilibrio. Così, a fronte di una domanda insufficiente, nessuna impresa aprirebbe in un settore fin troppo intasato.
Per contenere i margini di rischio, l'intervento pubblico deve essere discreto, e cosciente di tutte le dinamiche di mercato e di impresa.
Veramente bravo, concordo pienamente con Lei.
E la elogio particolarmente perchè ha avuto IL CORAGGIO di toccare un importante tasto dolente che spesso viene occultato ad arte per nascondere interessi corporativi, connessioni particolari, sistemi di potere.
Il trentino ha bisogno di persone come lei.