In uno stanzone dell'ospedale materno-infantile di Vientiane, in Laos, giacciono abbandonati e impolverati enormi scatoloni. «Sono i macchinari degli aiuti internazionali», spiega Phommady Vesaphong, primario di neonatologia. «Molti sono rotti, ma la maggior parte non è mai stata usata».
Giovanetti: «Nella manovra manca innanzitutto la lotta senza mezze misure all'evasione. Ridurre al minimo l'uso del contante è sicuramente un provvedimento importante, che dà più trasparenza e rende tracciabili fiscalmente i provvedimenti oltre i mille euro. Poco, troppo poco, è stato fatto sul fronte dei costi della politica. Certo, sono state abolite le giunte provinciali e ridotti i consiglieri (speriamo arrivi la mannaia anche sulle nostre Comunità di valle, cancellando un inutile ente intermedio che frena l'unificazione e il rafforzamento dei Comuni)»
La pesantissima crisi finanziaria, diventata anche economica, che sta sconquassando l'Europa e minaccia di affondarla, non è solo una crisi dei debiti sovrani e della spesa allegra di paesi come l'Italia e la Grecia. È una crisi profonda, giunta forse al suo punto cruciale, di governance, cioè di mancata integrazione socio-politica e fiscale, passaggi obbligatoriamente conseguenti ad un'unificazione monetaria
Per troppi decenni in questo nostro Paese non sono state fatte le riforme per l'interessata negligenza dei partiti, attenti solo a favorire spezzoni del proprio elettorato, con grave danno del bene comune. Troppo a lungo sindacati e corporazioni hanno usato poteri di veto a loro non spettanti, facendo ritardare riforme come quelle delle pensioni che, se attuate prima, non sarebbero state così impattanti sui lavoratori e sui pensionati. Per troppo tempo, lobby di categoria hanno ostacolato il riordino dei vari settori economici per mantenersi rendite non più giustificabili. Questo non è più ammissibile se vogliamo salvare il nostro Paese, e non soltanto i nostri interessi particolari e settoriali
Il 2012 che sta per iniziare nasce tra l'incognita di un futuro incerto e la preoccupazione di ulteriori prove e sacrifici a cui saremo chiamati. Tutti dicono che sarà un anno difficile, pesante, faticoso, dove il nostro Paese sarà messo duramente alla prova. Sarà un anno in cui ci giochiamo molto. Il coraggio di spiccare il volo è stato più forte della paura di cadere. Questo è ciò che ci attende nell'anno nuovo che fra poche ore vedrà la luce. Nel segno della speranza
Oggi in Italia la questione sociale più grave è la divisione fra lavoratori garantiti e non garantiti. La rigidità del diritto del lavoro ha portato negli ultimi quindici anni nel nostro Paese alla proliferazione di contratti atipici, pensati per garantire maggiore flessibilità alle imprese superando l'«assunzione a vita», insostenibile in molti casi di fronte a cambiamenti di mercato e tecnologici rapidi e in continua evoluzione
La decisione della Corte Costituzionale di non ammettere il referendum sulla legge elettorale rende più difficile ma non meno urgente e improcrastinabile la modifica del cosiddetto «Porcellum», la norma che ha privato gli italiani della possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento
Dopo decenni di immobilità finalmente l'Italia comincia a cambiare. Venerdì il governo Monti ha approvato l'atteso decreto liberalizzazioni, e già con questa prima raffica di interventi si calcola un risparmio per le famiglie pari a 4.500 euro all'anno
Venerdì scorso sono state consegnate in Consiglio provinciale le oltre 9.000 firme raccolte dalla Lega per l'abolizione delle Comunità di valle. Firme arrivate in appena quattro settimane a dimostrazione di qual è il sentire comune fra la gente sull'ente intermedio creato tra Comuni e Provincia, a quasi sei anni dalla sua istituzione