Per fortuna nessuno, fuori dai piccoli confini trentini, s'è accorto del flop clamoroso del raduno di assessori, aspiranti consiglieri provinciali e segretari di partito in piazza Battisti nel nome dell'autonomia. Avremmo rischiato la pernacchia sonora del resto d'Italia, tra le risate generali

Un tempo la Festa del papà era l'occasione per regalare una cravatta o una bottiglia di liquore. Oggi si è perso anche questo, e il 19 marzo rischia di scivolare via come una delle tante ricorrenze senza quasi più alcun significato

«Nella partita della riforma del lavoro non è in gioco tanto la definizione dell'articolo 18, che è solo un mezzo e non un fine, ma la capacità del sindacato di essere all'altezza delle sfide dell'epoca storica che siamo chiamati a vivere. Se essere partner attivo e propositivo nella creazione del lavoro, o semplice antagonista «di classe» in nome di battaglie ideologiche sepolte alla storia. Un'intera generazione di giovani da questa scelta sarà per tutta la vita condizionata»

Il via libera, questa settimana, al quarto mandato per Diego Schelfi alla guida della Cooperazione, pone la questione - seria - del ricambio della classe dirigente e della capacità delle istituzioni d'innovare, e quindi di crescere. Il ricambio costituisce infatti un elemento fondamentale per verificare la salute o meno di un'istituzione, e non riguarda solo la Federazione delle cooperative, ma anche la Provincia dove si discute ormai da tempo di un quarto mandato per Lorenzo Dellai

Forse proprio la disperazione ha fatto scattare la forza di un popolo e delle sue istituzioni. E oggi, sei mesi dopo, grazie ai sacrifici pesantissimi che si sono accollati gli italiani sulle spalle e a un governo d'emergenza nazionale che ha saputo sopperire alle macerie della politica nazionale, non si può ancora vedere la luce in fondo al tunnel, ma è stata invertita la marcia e sono state poste le basi giuste perché dal tunnel se ne possa uscire

Mai dai tempi di tangentopoli i partiti e la classe politica italiana avevano raggiunto livelli di impopolarità e di disprezzo come oggi. Parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, segretari di partito non si rendono conto della rabbia montante ad ogni livello tra la popolazione, già stravolta dalla crisi economica ed ora vessata dalle misure draconiane di risanamento, in molti casi sull'orlo della disperazione

Dopo vent'anni di populismo e demagogia, imboccare di nuovo la via dell'irresponsabilità della politica significherebbe la fine del Paese, annullando la fatica e i sacrifici che lavoratori e pensionati si sono assunti sulle proprie spalle per dare una svolta all'Italia. Non possiamo permetterlo, rincorrendo il primo avventuriero parolaio che passa

Al di là di come andrà il referendum, una cosa è certa: il futuro delle Comunità di valle resta un'incognita avvolta nella nebbia più assoluta, a cui nessuno - neanche i più convinti sostenitori - sa dare una risposta

La nomina di Enrico Bondi, il risanatore della Parmalat, a commissario straordinario per i tagli alla spesa pubblica (spending review) dimostra finalmente che il governo Monti intende fare sul serio e procedere a ridisegnare radicalmente la pubblica amministrazione

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