La truffa del condominio

Cari lettori del blog,
eccovi il seguito della storia iniziata la settimana scorsa. Questa volta il truffatore è un amministratore senza scrupoli (naturalmente il soggetto è di fantasia, anche se purtroppo i casi di specie, anche qui in trentino, non mancano).
Con questa settimana, termino “IL GIUSTO CONSUMO”: grazie a tutti per aver seguito questa rubrica.
(Seconda parte de “La truffa del condominio”).
Nonostante le richieste, alcune pressanti, da parte dei residenti del condominio “La cicala”, l’amministratore latita. Ha troppo da fare, dice: non c’è nulla di urgente.
Invece si: a distanza di pochi mesi, cominciano ad arrivare ai proprietari i solleciti per le spese di luce, acqua, rifiuti relativi alle parti condominiali. La signora delle pulizie è in pesante arretrato: non verrà più a pulire le scale. L’idraulico che ha riparato la pompa della caldaia minaccia un decreto ingiuntivo, per il saldo del suo lavoro. Carlo, per scrupolo, fa una telefonata all’assicurazione: il premio è scaduto, non è stato pagato. Una valanga di insoluti comincia a formarsi, e minaccia di travolgere la tranquilla gestione de “La cicala”.
-Che si fa, adesso?- chiede mesto Guido, mentre Carlo gli racconta l’esito delle sue indagini.
-Dobbiamo bloccare il conto in banca del condominio!”-rispende, sicuro, Carlo, rinunciando a un troppo facile “c’era da aspettarselo!”.
La mattina dopo, scoprono, ovviamente, che la banca può dare gli estratti conto solo all’amministratore.
-Bisogna nominarne subito un altro!- Carlo informa i suoi vicini, dopo essersi consultato con il suo legale.
E così fanno, seguendo le istruzioni. In banca, Guido, nominato provvisoriamente nuovo amministratore de “La cicala”, ottiene i rendiconti e ci mette poco a fare il calcolo: mancano 15.000 euro!
Già il giorno successivo alla sua designazione, Giacomo infatti ha cominciato a prelevare 2.000 euro, con la causale “Per pompa caldaia”. Poi, di seguito, si è inventato ogni settimana qualche motivo per i prelevamenti. Non certo destinati ai debitori, ma solo alle tasche dell’amministratore. Si scopre che in tanti altri condomini ha fatto la stessa cosa, e che il timbro che utilizza è falso.La scoperta conclusiva riguarda il conto in banca di Giacomo: non ce l’ha più, ha speso tutto.
Che dire? A Giacomo il  nome del condominio  “La cicala” deve essere sembrato di buon auspicio.

Purtroppo la classe degli amministratori ad oggi non è ancora normata.
Chiunque anche senza un titolo o un apprendistato o senza qualifica può inventarsi amministratore domani. Ennesimo esempio di un paese decisamente arretrato dal punto di vista normativo

Io sono un amministratore e rappresento un associazione , per quanto successo non vorrei che venga fatto di tutta un erba un fascio, posso dire che tra i miei associati vengono fatte delle verifiche , qualora non si comportino in maniera deontologicamente adeguata vengono allontanati dall'associazione .Comunque in ogni categoria ci sono i buoni ed i cattivi.
Sperando che siano i buoni in maggiornaza saluto .

Con la speranza che la rubrica venga riaperta, avrei piacere venisse trattata una particolare questione: quella delle badanti. Non delle brave, preparate ed oneste. Ma di quante approfittano di questo ruolo assai delicato, a contatto spesso con persone sole, talvolta al limite con la capacità di intendere e di volere.
Se desidera, mi contatti con e-mail.

Cara Gloria,
1- ho apprezzato la rubrica e mi spiace che sia terminata;
2- oltre agli amm.ri di condominio disonesti ci sono anche gli incapaci ed i menefreghisti (che fanno ancora più danni). L'invito di "El Condor" a vigilare è più che mai appropriato ed è opportuno che tu abbia posto il problema.

Per fortuna non tutti gli amministratori sono di questo tipo. Anche i condomini però, dovrebbero tenere occhi ed orecchie ben aperte quando si ha che fare con certi figuri. Consegnare la gestione alla cieca di un condominio a delle persone estranee senza un minimo di controllo amministrativo (verifiche periodiche sul c/c della casa) deve esserci x legge, è un po cercarsela.

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