Tav e buon senso

La vicenda Tav richiede oggi come ieri equilibrio, moderazione, onestà intellettuale e competenza scientifica.
E sembra sempre più una questione in cui è dirimente il tema della conoscenza.
Nel main stream dei media - invece - si rincorrono soprattutto slogan (o poco più) e bollettini sull'ordine pubblico; salvo eccezioni, manca largamente una visione analitica e critica del fenomeno.
Sul quale permane un'opacità che non aiuta di certo chi volesse farsi un'idea libero da pregiudizi.
I pregiudizi e le insidiose dinamiche del potere investono in pieno questa vicenda e dovrebbero far riflettere, perché mettono a nudo una serie di criticità e contraddizioni della democrazia.
Uno dei pregiudizi principali descrive il Tav come la Grande Soluzione: niente più Tir e tutti felici. Un altro pregiudizio, di segno opposto, descrive l'opera come l'apocalisse per la valle, la fine di tutto. In entrambi i casi c'è un certo uso dell'iperbole che sacrifica la razionalità.

Poi a confondere il quadro ci sono le questioni di bassa bottega (come gli appalti miliardari per imprese private) e le odiose manipolazioni da marketing politico: dalle grigie torri d'avorio del potere costituito si invocano senso di responsabilità e legalità richiamandosi al rispetto di processi decisionali che in realtà sono stati solo formalmente democratici, lontani dai cittadini in carne e ossa.
Non mancano declinazioni mistiche, come le misteriose elucubrazioni istituzionali del tipo: qui è in ballo il corridoio Lisbona-Kiev, che in verità è un'astrazione, una categoria simbolica della retorica politica europea regolarmente ripresa sui giornali senza spiegare di che cavolo o più verosimilmente cavolata stiamo parlando.

Oppure le manovre ingannevoli di fabbricazione del consenso: i politici e gli articoli di stampa che ripetono come una cantilena la formuletta ufficiale, forse senza rendersi conto che a scatenare il dissenso sociale è questa medesima giaculatoria (con il suo triste portato simbolico) fatta peraltro anche di pure fantasie, come la pretesa adesione trasversale che il treno faraonico otterrebbe in Francia (vedremo più avanti che le cose non stanno affatto così).

Su questo registro probabilmente non si arriverà da nessuna parte, anzi, si getta benzina sul fuoco e c'è da sperare che il disegno politico non sia proprio questo: alimentare lo scontro formale - e puntare un milione di obiettivi, nelle manifestazioni, sui pochi comportamenti sopra le righe o più o meno violenti - per non confrontarsi sul merito, che poi significherebbe anche aprire la voragine dialettica sul deficit di rappresentanza democratica e sul fallimento di molti processi decisionali sempre più spesso condizionati e finanche diretti da cerchie oligarchiche e da truppe cammellate di lobbisti.

Un metodo per ritessere i fili e riconsiderare per l'appunto il nocciolo della faccenda potrebbe essere quello del buon senso.

Si tratterebbe, per le parti in causa, innanzitutto, di condividere una premessa: che un progetto nato oltre vent'anni fa è roba d'altri tempi e dunque potrebbe essere salutare per tutti (i cittadini della val di Susa, gli italiani, i francesi, gli europei, il mondo produttivo, la democrazia...) una pausa per cercare di avviare una valutazione seria (non il copione sbiadito e scontato andato in scena nel consiglio dei ministri di tre giorni fa) e chiedersi davvero se oggi sia utile alle popolazioni un investimento di venti miliardi di euro in quest'opera.

Gli strumenti per farsi un'idea non mancano. Basta dedicarsi con un po' di attenzione a una ricerca online e spunteranno valanghe di documenti rilevanti.

Anche un gruppo di oltre 400 docenti universitari e studiosi, come il meteorologo Luca Mercalli che compare  tra i primi firmatari, ci aveva provato qualche settimana fa, con una lettera piuttosto circostanziata inviata al presidente del consiglio, Mario Monti.
Un testo nel quale si elencano alcune criticità del progetto, motivi sufficienti - secondo i firmatari - ad archiviare il Tav per passare invece a un intervento diverso di potenziamento del ruolo della ferrovia.
I punti della missiva toccano, fra l'altro, l'assenza di un piano finanziario complessivo dell’opera (in altre parole, si naviga a vista con rischi finanziari per la collettività); il ritorno economico trascurabile (elevati costi, traffico modesto); le potenzialità dell'alternativa rappresentata dall'ammodernamento della rete esistente; il ruolo congiunturale irrisorio come volano anticrisi, date le incertezze e i tempi lunghissimi di questa spesa pubblica (altre opere favorirebbero subito le imprese e l'economia); l'irrazionalità funzionale del cosiddetto "corridoio europeo" e i riflessi sociali dell'impiego di risorse statali su questo fronte; gli effetti sull'ambiente naturale e sulla comunità umana, anche in termini di trasparenza e di democrazia.

Questo è un esempio di un breve documento (ma in rete si possono facilmente reperire dossier voluminosi) utile a chi volesse attrezzarsi per fare un ragionamento su una questione che, in fondo, a livello di opinione pubblica non è stata oggetto di grandi confronti nel merito (come notava Adriano Sofri qualche giorno fa, una consultazione popolare, oggi, potrebbe favorire dibattito e distensione).
Lo stesso impatto ambientale e sanitario di vent'anni di cantieri, scavi (in un'area geologica che presenta anche l'uranio) e movimenti terra non è stato debitamente illustrato all'opinione pubblica nazionale e come sempre fra i cosiddetti esperti c'è chi allarma e chi (non di rado vicino agli interessi dei costruttori) minimizza.

Per disporsi a una discussione leale, si dovrebbe intanto cominciare a sgombrare il campo dalle mistificazioni che mortificano il dialogo, per esempio la vulgata secondo la quale in Francia sono tutti a favore del Tav senza se e senza ma: le cose non stanno esattamente così, anzi.
In Savoia le voci critiche sono diverse: si va dal mondo ecologista al partito conservatore di Sarkozy (Ump). Uno dei nodi emersi riguarda la tempistica del progetto: la previsione del 2025 come anno di apertura del traffico merci con bypass del nodo cittadino di Chambéry delude le aspettative di molti e sembra invertire le priorità dell'intera infrastruttura, che almeno nel primo periodo sarebbe prevalentemente dedicata al modesto traffico passeggeri.
E che fine fa il celebrato trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia, quando la ferrovia potrà davvero trasportare i 40 milioni di tonnellate promessi? Se lo chiede anche Pierre Moreau, della Cipra, che ha inviato dieci domande critiche ai promotori del Tav.
A Parigi anche nei circoli della finanza c'è chi comincia a preoccuparsi per la sostenibilità economica della Torino-Lione, un aspetto che tocca anche l'Italia, specie se si tiene conto del non entusiasmante bilancio dell'alta velocità nazionale cui si sono rivolte negli ultimi anni le discutibili attenzioni delle Fs.
Sono tutti aspetti non marginali dei quali si dovrebbe tener conto prima di pronunciarsi.

Un dibattito aperto, sottratto all'opacità che finora ha avvolto il nocciolo della faccenda, potrebbe anche suggerire qualche interrogativo sulle classi dirigenti: quella italiana, per esempio, si eccita per il leggendario corridoio Lisbona-Kiev e per le freccerosse anziché varare un grande piano per rafforzare in tempi ragionevoli (non nei vent'anni promessi del Tav) le reti ferroviarie locali: si attenuerebbe largamente l'impatto dell'inquinamento atmosferico e le sue conseguenze sanitarie. E probabilmente le comunità locali, fatte di pendolari, accoglierebbero i cantieri a braccia aperte.

Insomma, si tratta di verificare se la vicenda Tav non rappresenti una delle frequenti circostanze in cui le classi dirigenti prendono e impongono decisioni sbagliate mentre fuori dalle istituzioni politiche i cittadini maturano controprogetti ispirati al buon senso.
Sarebbe un'ennesima dimostrazione che spesso è molto più semplice dire un "sì" frettoloso e superficiale (avviando megamacchine razionali solo per chi intercetta i denari pubblici degli appalti) ed è invece molto più complicato e faticoso elaborare attorno a un "no" di buon senso percorsi alternativi che rispondano (anche meglio) ai bisogni reali della società e dell'economia minimizzando gli effetti collaterali negativi sulla natura e sulla salute umana. Insomma, rifiuti costruttivi che diventano sì ragionati a soluzioni più serie: l'Italia è attraversata da simili manifestazioni di partecipazione popolare che supplisce alle carenze delle classi dirigenti coinvolgendo anche elevate competenze scientifiche; ma c'è chi ama liquidarle con arroganza come "ambientalismo del no" riciclando l'accusa odiosa e fuorviante del "non nel mio giardino".

Va aggiunto che la responsabilità delle popolazioni è solo marginale nelle dinamiche di selezione di classi dirigenti che si rivelano mediocri, manovrabili o dogmatiche e dunque esposte a scelte gravemente sbagliate rispetto agli interessi generali.

Perciò risulta ammirevole e prezioso l'impegno civico collettivo col quale spesso si tenta, a posteriori, di porre rimedio a decisioni lacunose o erronee (ah, la demeritocrazia dirigistica di chi predica la meritocrazia e il liberalismo...).


In altre parole, una democrazia avanzata significa anche compartecipazione alle idee per avvicinarsi alle soluzioni massimamente condivise, che in genere sono le migliori per la generalità dei cittadini ma scontentano qualche appetito industriale e mettono a nudo la povertà intellettuale di classi dirigenti selezionate male nei circuiti del potere.

44 commenti

la Tav è così il traforo del Brennero é una voragine di debito caricati sulle spalle delle generazioni future, che "non avranno più nemmeno l'acqua da lavarsi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

si ha le sensazione che ormai non si possa tornare indietro e perlomeno fermarsi a riflettere ( a tempo stabilito !!), chi è a favore non interviene mai nelle obiezioni contrarie o ripete la storia del progresso come un mantra .... o altre amenità. che brutto futuro ci aspetta anche se con i tecnici al governo e i soliti conflitti d'interesse

I validi motivi del SI: Cancellieri: “l’opera è di valore fondamentale per il Paese”; Cota: “la Tav rappresenta un’apertura psicologica all’Europa”; Monti: “Non cambiamo linea”; Passera: “I lavori devono andare avanti”; Chiamparino: “Tav è futuro”; Cota, Fassino, Saitta: “Tav strategica per il Piemonte”; Maroni:“I lavori per la Tav devono partire e partiranno”; Berlusconi: “Opera fondamentale”. Mi fido allora!!! ;-)

Finalmente un discorso ragionato, pacato e documentato su di un argomento che ha già l'aria di essere un "buco... nell'acqua".
I cosiddetti progressisti, chissà come mai, hanno sempre le idee chiare e la spada tratta perché devono difendere interessi ben mascherati.

La TAV sta al buon senso come berlusconi sta al comunismo

Mi permetto di consigliare anche una pagina che raccoglie interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione e argomenti correlati, di ricercatori del Politecnico di Torino o che hanno partecipato a Conferenze al Politecnico (solitamente noti per non essere pericolosi anarco-insurrezionalisti..): http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/

L’attuale Ministro della Giustizia Severino era l’avvocato di Paolo Comastri, direttore generale di Ltf (la società madre del Tav), condannato per turbativa d’asta nelle vicende legate all’asta del tunnel geognostico di Venaus. Il Ministro Passera è azionista per 7.5 mln di San Paolo e Nuovo Trasporto Viaggiatori (ditta che costruisce i treni ad alta velocità), San Paolo investe 1.100.000.000 di euro nel TAV.

Grazie Matteo R. per la segnalazione di altri due articoli, su amianto, uranio e radon. Mi sembrano molto dettagliate, in particolare la relazione del Politecnico di Torino.

fino a poco tempo fa ti dicevano che questa sarebbe stata una TAV, invece ora stanno costruendo una TAC(tratta alta capacità...e tutti i progressisti entusiasti non lo sanno).
Fino a poco tempo fa ti dicevano che il Frejus sarebbe stato saturo perchè troppo pieno di merci, ora invece ti dicono che è "fuori mercato"..
sono pessime scuse per giustificare l'ingiustificabile..non dimenticarti che noi siamo il Paese delle "nipoti di Mubarak":)

@GioSan: mi permetto di consiliarti un sito a cui dare un'occhiata http://robertobrumat.wordpress.com/2012/03/03/tav-treno-alta-voracita/ e la relazione più equilibrata possibile del Politecnico di Torino (per quanto riguarda l'uranio): http://staff.polito.it/massimo.zucchetti/Seconda_Relazione.pdf

Articolo molto ben fatto, con molti rimandi ad altre pagine, per avere una informazione più completa. Contrtollerò se oltra all'uranio, c'è anche l'amianto come minerale pericoloso, all'interno di quelle montagne.

"le persone per il NO ma di buon senso sono esasperate da una minoranza..". Mi interessa questo aspetto..ti riferisci a chi in giro per l'Italia non vede di buon'occhio queste opere fatte con certe modalità, ma che vedendo TV e giornali si "spostano" verso il sì per "allontanarsi" dai fenomeni di violenza? grazie

Per farti solo un esempio Virano ha anche sostenuto che si sarebbe raggiunta la saturazione della linea attuale nel 2014!!Vedi andamento reale: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/94/Traffico_frejus_1950-... Mi permetto di consigliarti di legge:"Dati di traffico reali Alpinfo e modello previsionale LTF" su http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_ferrovia_Torino-Lione

Grazie Fulvia per la risposta..fidarsi dei sondaggi di Virano(che è li solo per fare il TAV..non per migliorare i trasporti o il benessere della gente)è come credere che Ruby è la nipote di Mubarak. Non concordo con la seconda parte..il movimento non è "ostaggio" di nessuno. Purtroppo bisognerebbe che ognuno di noi andasse in Valle a vedere coi propri occhi..

@ Matteo R.
Lo ha detto il commissario Virano intervistato dal TG de LA7 in questi giorni.Veramente Matteo,si é venuta a creare una situazione tale che anche le persone per il NO ma di buon senso sono esasperate da una minoranza il cui scopo non é contestare la TAV ma fare solo casino.

intervento DOVUTO, dopo l'editoriale incredibile dell'altro giorno.
Dov'è finito lo spirito critico e l'approfondimento di giovanetti? Veder sparare slogan prefabbricati e formulette disarmanti da un giornalista così capace mi ha lasciato basito

@Fulvia:
"Il 70% della popolazione é SI-TAV il 30% é NO-TAV": che sondaggio è?

Per quello che ride del problema uranio..ignorato da LTF(nell’attuale studio VIA non se ne parla nemmeno)..nell'80 la Minatome e nel'77 l’Agip Mineraria avevano addirittura ipotizzato un suo sfruttamento.Nel libro“I giacimenti uraniferi italiani e i loro minerali”,D. Ravagnati giudica i campioni che ha raccolto“molto ricchi ed anche molto belli a vedersi“. Probabilmente pensi che la faccenda non ti riguardi..

Finalmente un articolo fatto da un giornalista libero da pregiudizi. Anche a me ha molto stupito l'articolo del direttore, che di solito è più equilibrato. E' vero basta documentarsi in internet per poter capire, però costa fatica .E' più semplice scimmiottare degli slogan. Davvero complimenti a Zenone Sovilla, il suo articolo merita la prima pagina.

si si viva il supertunnel.così il nano d'oltralpe ci porta il gas che ci ha fregato in libia. chebello. si puo definirlo come un "miracolo italiano"??

ancora con sta storia dell'uranio? è + credibile dire che la galleria disturba gli gnomi della montagna

un tunnel lungo 53 km a doppia canna ognuno con un'apertura di 75 mq ? e costa
solo 20 miliardi di euri? E'niente !!!
Ma vieniii! io al prezzo doppio lo farei scavare due volte uno per versante della montagna

"sono state le comunità locali a volere piu tratta in galleria in modo da avere meno impatto ambientale"? Da dove arriva questa informazione (che è anche un controsenso)?

Anselmo...una galleria di servizio di un'autostrada penso sia di dimensioni "leggermente" minori di un tunnel di 53km a doppia canna, ognuna con apertura di 75mq... chiaramente la probabilità di entrare in contatto è diversa.. Riguardo agli inceneritori c'è già chi si lamenta e viene ignorato (per fortuna senza contributi non stanno in piedi)..e il TAV è previsto anche in Trentino..la Valsusa è solo un'anteprima..

Perché nessuno dice che la Valle di Susa
é zona sismica? che vadano a fare queste
schifezze da altre parti che noi della velocità a scapito della nostra salute
e dei nostri portafogli non sappiamo
cosa farcene. Il corridoio Kiev-Lisbona
lo facciano passare in Svizzera o a Ventimiglia che qui non si passa

a coloro che sostengono che il materiale
estratto della montagna per realizzare il tunnel é pieno di amianto e uranio vorrei far considerare che - se uno ha percorso anche una sola volta la Valsusa lo avrà notato - l'autostrada che la
percorre é piena di gallerie. Quando sono state scavate però, nessuno ha banfato. Attualmente si sta costruendo una galleria di servizio all'autostrada ma nessuno si dice contrario. Allora a che gioco giochiamo ?

sono state le comunità locali a volere piu tratta in galleria in modo da avere meno impatto ambientale. Ma se non vi lamentate dell'inceneritore che vi costruiscono sotto casa cosa ve ne frega dellla val susa???

Qualcuno mi può spiegare perchè in Val Susa mandiamo polizia ed esercito per un' opera ancora da iniziare, ed invece non li abbiamo mai mandati sulla Salerno-Reggio Calabria che è da 30 anni che ci mangia soldi?
Forse perchè anzichè combaterre 2 valligiani, si troverebbero davanti la 'ndrangheta e magari i suoi affari con la politica??
CHE NON SIA MAI....SIAMO IN ITALIA
Il vero progresso sarebbe azzerare la malavita, anzichè ingrassarla con soldi pubblici

Esatto e dato che il tav è così rispettoso dell' ambiente, l' uranio e l' amianto che usciranno da quella montagna LI PORTEREMO A CASA TUA!
Poi non lamentarti se l'aminato ti fa ammalare però.
Già da diversi anni sono costretti a interrompere lavori(anche per le Olimpiadi di Torino 2006)perchè appena scavano trovano amianto.
Se vuoi informarti leggi questo, altrimenti evita di dire frasi fatte senza informarti.
http://eddyburg.it/article/view/18654/

la miglior tattica per paralizzare l'opinione pubblica di un Paese é quella di far paura alla gente: l'opera non ha
sostenibilità finanziaria e quindi aumenteno le tasse, ci sono risvolti negativi sulla salute,sarà una cattedrale nel deserto e via così argomentando.

In Francia hanno già fatto metà opera??
Ma cosa dici?Ma perchè devi disinformare così palesemente?Non è iniziato NULLA
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/ricavi-traffico-dubbi-parigi-...
P.s:tranquillo che la figura da itaglioti la abbiamo già fatta:infatti pagheremo il 50% di un' opera che passa in Italia solo per il 35%,il restante 65% in Francia...che bravi che siamo!!
E IO PAGO

"Magari si facessero sempre opere pubbliche di buon senso e rispettose dell'ambiente come la TAV in Valsusa anche in altre parti d'Italia!"...certo..come il Ponte sullo Stretto, la Salerno Reggio Calabria, il Mose... risparmiamoci gli slogan e tiriamo fuori qualche dato che giustifichi l'opera..

"in franca hanno gia fatto mezza opera?"
Mi spiace deluderti ma è una menzogna bella e buona..cosa avrebbero fatto in Francia??? Non prendiamo in giro la gente please..
"la tav si deve fare perche ci sono degli accordi ventennalli"..hai letto questi "accordi"??? E' incredibile come la gente si faccia condizionare dai media..

"una democrazia avanzata significa anche compartecipazione alle idee per avvicinarsi alle soluzioni massimamente condivise"
Sommessamente aggiungo: e poi alla realizzazione delle soluzioni trovate e non che una minoranza di non buon senso detti leggi

ma di cosa parlate che in franca hanno gia fatto mezza opera? la tav si deve fare perche ci sono degli accordi ventennalli. Basta figure da itagliani per cortesia. Penso si l'unica opera che ha messo d'accordo 3 governi di diversa provenienza

Purtroppo c'è chi si approfitta della faciloneria e influenzabilità dell'italiano medio, giustificando la TAV con argomentazioni patetiche e imbarazzanti. Per fortuna sempre più persone hanno approfondito la cosa, capendo che l'opera non è in nessun modo giustificabile. Altro che "progresso" o boiate simili! Intanto io per arrivare a Padova ci metto quasi 3 ore.

Magari si facessero sempre opere pubbliche di buon senso e rispettose dell'ambiente come la TAV in Valsusa anche in altre parti d'Italia!

Le istituzioni hanno dimostrato di avere
buon senso sin dall'inizio, infatti consultati i locali,il tracciato é stato modificato tenendo conto delle proposte degli stessi.Il 70% della popolazione é SI-TAV il 30% é NO-TAV e di questi una minoranza argomenta il suo NO-TAV con asserzioni che nulla hanno a che fare con la questione.

Per fortuna un buon articolo che mi trasmette fiducia nel genere umano, ero ancora in depressione dopo aver letto le poche e povere righe di Gardin di pochi giorni fa.

Grazie..ci voleva qualcosa così da leggere..non se ne può più dei mantra tipo "non possiamo essere tagliati fuori dall'Europa".. ;)

Tutto condivisibile, chieda al suo direttore di darle lo spazio che merita. Un editoriale in prima pagina proprio in risposta a quello di domenica che, senza nessun dato reale, tifava per il TAV senza se e senza ma.

Buon senso vorrebbe che anche questo intervento compaia in prima, almeno al pari di quelli su orsi e lupi. Buon lavoro

ottime considerazioni finchè ha nominato adriano sofri rovinando l'attendibilità del suo discorso

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