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Correre, fare, brigare… Ma un momento per pensare?

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La settimana scorsa sono stato ad una conferenza, tenutasi a Villa Lagarina, che mi ha fatto molto riflettere. Il fulcro della conferenza erano le Life Skills: competenze che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni (OMS, 1993).

La conferenza parlava dei comportamenti che mettiamo in atto ogni giorno e che hanno determinate conseguenze (positive o negative dipende dai punti di vista) come: oziare sul divano, andare a correre, impegnarsi sul lavoro, creare delle relazioni piacevoli attorno a sé, lamentarsi di non essere riusciti a fare qualcosa che ci si era preposti di fare, litigare etc…

Qualsiasi comportamento tendiamo ad associarlo al contesto, ad una determinata azione, ad una determinata persona. In questo modo creiamo dei pregiudizi che ci portano a ricadere in maniera sistematica negli stessi errori. Vi è mai capitato di dire: «Ecco, ci risiamo, non imparo mai!», «Perché capitano tutte a me?!», «Quello sicuramente è un poco di buono».

Come si fa ad uscire da questo circolo vizioso? Da questa «cattiva» abitudine?

Ebbene, in questi casi noi eseguiamo una semplice equazione mentale: Contesto (azione) ► Comportamento ► Risultato.

Tuttavia non teniamo in considerazione un fattore discriminante fondamentale tra contesto e comportamento che siamo NOI stessi, il nostro cervello, le nostre sensazioni, i pensieri e le emozioni.

Perché alcune persone riescono ad andare a correre sotto l’acqua e a divertirsi pure, mentre tanti altri appena vedono due gocce di pioggia si chiudono in casa rinunciando a qualcosa di divertente e rilassante e allo stesso tempo ammirano chi ha il “coraggio” di sfidare le condizioni avverse?

Stesso contesto (brutto tempo), ma diversi comportamenti con scontati risultati differenti.

È quello che sentiamo e come lo elaboriamo che crea quelle emozioni che ci motivano e spingono a mettere in atto un comportamento piuttosto che un altro: Contesto (azione) ► Pensieri ed Emozioni ► Comportamento ► Risultato.

Se la pioggia è spiacevole e ci fa sentire bagnati, alleniamoci a trasformare queste sensazioni in qualcosa di piacevole. In estate può essere rinfrescante bagnarsi, è come farsi un bagno estivo. In inverno, se fuori sono 0 gradi e rischiamo di prenderci un malanno, possiamo accettare la situazione e cambiare obiettivi, magari trovare qualche esercizio da fare al chiuso per sfogare la tensione accumulata durante il giorno e promuovere il rilascio di endorfine. Altrimenti se non è caldo ma le condizioni lo permettono possiamo uscire comunque e pensare agli effetti positivi dell’attività fisica e al piacere della doccia calda alla fine dell’allenamento.

Dunque con questo articolo volevo evidenziare il potere della mente: utilizzando i pensieri e accettando i propri limiti (vedi i precedenti 3 articoli) si possono modificare le proprie sensazioni e quindi le emozioni e di conseguenza i nostri comportamenti e i relativi risultati.

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