Schützen-cicala manda il conto in Provincia

Mentre a Trento è iniziato il Festival dell'economia (ma conosco molte famiglie trentine che il festival dell'economia sono costrette a farlo ogni mese), un'altra tegola si abbatte sulla nostra regione: due settimane dopo l'adunata degli alpini di Bolzano, a Folgaria si radunano gli schützen. Da venerdì sull'altipiano sono bandite le bandiere italiane. Ieri un barista ha guarnito il cocktail con una bandierina italiana, è scoppiato il finimondo. Per rappresaglia, il capo degli schützen ha infilzato l'oliva con uno stuzzicadenti battente bandiera bavarese. Non contento, è salito in piedi sul tavolino e ha cominciato a inveire contro tutte le olive al grido di «Los von Italien!». Hanno chiamato un nucleo di alpini per portarlo via.


Non riesco a immaginare niente di più antitetico: schützen e alpini. Uno sfila sul palco e spara a salve, l'altro marcia nelle macerie per aiutare i terremotati. La cicala e la formica. Lo schützen/cicala è bellissimo, con la sua divisa impeccabile: pantaloni di pelle, giacca in pelle, piume in pelle, sciabola in pelle, fucile in pelle, eccetera in pelle. L'alpino, è una formichina con scarponi grossi, piuma sul cappello che la par de na gallina nera, e vestiario che varia dalla camicia a quadri rossi e bianchi, alla camicia a quadri bianchi e rossi. Impestata di sudore già quando la compri, sugli scaffali del negozio.
Gli alpini non sono un costo per la comunità, anzi, com'è successo a Bolzano, le loro adunate incrementano le casse comunali (almeno quelle dei bar). Gli schützen costano a Provincia e Regione almeno 140mila euro di vestiti ogni paio d'anni. Non capisco come si possa rovinare dei pantaloni di pelle così velocemente, dove si siedono? Sulle mole a disco? Secondo me, se quei 140mila euro li avessero dati agli alpini, invece delle divise avrebbero comprato una cucina da campo. Perché l'alpino è sostanza. Sostanza contro apparenza. Bretzel contro luganeghe. Crauti contro vin brulé.
Il programma della manifestazione degli schützen a Folgaria era scritto in tedesco, una lingua che ormai non si parla più neanche in Germania. Le uniche due persone che parlano tedesco in Europa sono il Papa e Durnwalder. E a giudicare dai pieghevoli della manifestazione, anche gli abitanti di Folgaria. Il programma dell'adunata degli alpini era scritto direttamente sui volti delle persone: girare per la città a distribuire sorrisi e regalare ricordi.


L'alpino/formica è sempre disponibile a dare una mano quando ci sono emergenze, terremoti, alluvioni, ed è in grado di montare una cucina da campo per mille pasti in pochi minuti. Allo schützen/cicala quei minuti servono per lucidare il fucile a salve. Anzi, a «guten morgen» che sarebbe «salve» in tedesco.


L'alpino/formica lo trovi alle sagre di paese che prepara maccheroni, gnocchi, crauti, bigoi co le sardelle o polenta, per tutta la popolazione. Lo schützen/cicala mi dà l'idea che non cucina neanche quando è a casa sua. Non so, ma lo immagino con la cuoca, che ordina il pranzo alla carta, servito e riverito. E poi manda il conto in Provincia.

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