Liberalizzazioni e proteste

Gli avvocati hanno acquistato una pagina di giornale. I tassisti sono scesi in piazza con tutta la loro carica di folklore. I pescatori l'hanno addirittura buttata in rissa. I camionisti hanno bloccato le autostrade e hanno privato gli italiani di frutta e verdura fresca (male per la dieta e male per il portafoglio, visti gli immediati aumenti delle già carissime zucchine...). A Napoli nelle prossime ore tornerà di nuovo l'emergenza - rifiuti. I farmacisti fanno capire che la qualità del lavoro è a rischio: e quando c'è la salute di mezzo, non si può rischiare.
Ecco l'Italia che si oppone alle liberalizzazioni. O meglio, a qualsiasi ipotesi di liberalizzazione del lavoro, delle professionisti, della burocrazia, dell'Italia che non ha i trasporti che funzionano, che tiene sott'acqua i giovani, che passa più tempo all'ufficio anagrafe che a produrre impresa. Ecco l'Italia che si oppone al "cambiamento".


Concorrenza, apertura al mercato, più libertà nella circolazione delle merci: obiettivi annunciati dal governo Monti che spaventano l'Italia. Esistono studi della Banca d'Italia e dell'Ocse che confermano che con le liberalizzazioni i prezzi scenderanno e già questo dovrebbe convincere molti ad avere un giudizio positivo sull'abolizione delle tariffe delle diverse categorie professionali, sull'aumento del numero dei notai e sull'allargamento del numero delle farmacie. Ma la vera "rivoluzione" sarà prima di tutto culturale: la liberalizzazione dovrà passare dalla testa degli italiani prima che dai negozi o dagli uffici. Siamo pronti a metterci in discussione?

Già la riforma Bersani avrebbe portato più concorrenza e aiutato i giovani, non è stato così: le società e i grossi studi hanno fagocitato tutto tagliando i costi di gestione e accapparrandosi lavori scontatissimi a discapito dei subordinati. Chi plaude queste liberalizzazioni, plaude un massacro sulla pelle dei professionisti a favore dell'offerta economicamente più vantaggiosa. La vera rivoluzione è capire che una prestazione professionale non è una scatola di fagioli economici!

Il problema non sono le liberalizzazioni degli uni o degli altri ma liberarsi- affrancarsi da tutte quelle combinazioni che ci hanno portato a questa situazione economica e sociale dove vige l'unica legge: mors tua vita mea. Siamo sette miliardi su questo granello sperduto nell'universo e ci stiamo rovinando l'equilibrio vitale: manca sempre più lo spazio verde ago equilibratore di ogni essere vivente. Il resto è follia.

...come faremo senza cocacola!!??
pensate a tutti i camion con bestiame a bordo...non oso immaginare la sofferenza che si alza al cielo e sulle coscienze

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