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Qui le Olimpiadi iniziano subito

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Sono lontanissime. Ma anche vicinissime. Perché le Olimpiadi del 2026, per il Trentino non meno che per gli altri territori che le ospiteranno, dovranno in un certo senso iniziare oggi. 

Il Trentino ha infatti due opzioni: volare basso o volare alto.Volare basso significa sistemare l’impianto di Piné - cuore del pattinaggio di velocità a cinque cerchi - e intervenire su strutture già collaudate e vincenti come quelle di Predazzo (trampolini) e Tesero (sci nordico).

Volare alto vuole invece dire cogliere questa occasione per provare a disegnare il Trentino dei prossimi venti o trent’anni. Se si vogliono fare investimenti straordinari su un nuovo modo di intendere la mobilità e anche sull’evoluzione del nostro modo di concepire il turismo, questo è il momento di muoversi.

L’attuale giunta provinciale, al momento, ha inteso il movimento, più che altro, come l’occasione per girare un po’ il Trentino, organizzando le settimanali riunioni dell’esecutivo ora di qua e ora di là. Le decisioni epocali, i segni sostanziali d’un cambiamento di peso, ancora non si vedono.

Ecco perché le Olimpiadi saranno l’occasione giusta per dire ad esempio una parola definitiva sulla Valdastico. Si può già fare una profezia: se l’ormai leggendaria PiRuBi non si farà nemmeno con la scusa di collegare al meglio il Veneto e il Trentino per i giochi invernali del 2026, vuol dire che non si farà nemmeno nei millenni successivi.

Ma i giochi serviranno anche per dire se questo territorio ha davvero deciso di investire sulla rotaia anziché sull’asfalto, immaginando nuovi collegamenti non solo fra il centro e la periferia, ma anche fra le singole vallate.

Affascinante, in tal senso, l’idea di immaginare che con un trenino ci si possa spostare anche da Piné alla val di Fiemme. Le Olimpiadi potranno dire molto anche su altri collegamenti, riaggiornando in un certo senso il sogno dellaiano (brutalmente naufragato) di Metroland.

Serve un disegno preciso. Serve un nuovo modo di concepire non solo la mobilità, ma anche il concetto di territorio, ridando respiro a zone che da tempo si sentono lontane dal capoluogo. Vaia l’ha detto con chiarezza: c’è chi, dopo la tempesta perfetta, s’è rialzato subito, sorretto in un determinato modo da Mamma Provincia, e chi ancora arranca (Vanoi e Tesino, come avrete visto leggendo l’Adige di ieri, sono solo un esempio fra i tanti). Per ora si parla solo di persone da piazzare qua e là nei vari comitati (questione comunque strategica). Ma quelle che servono sono invece idee degne di vincerle, le Olimpiadi.

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