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Se la Svp lancia vari messaggi

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Congresso anomalo, quello celebrato sabato a Merano dalla Svp. Un congresso con capitano e senza capitano, verrebbe da dire. Con i salviniani a Bolzano; senza di loro in Europa e nei programmi. In tal senso l’Obmann Philipp Achammer è stato persino lapidario: «Non siamo una bandiera al vento e non abbiamo venduto la nostra anima. Non dimenticheremo mai i nostri valori e la nostra storia. Noi - ha detto ancora - le frontiere le uniamo; non le erigiamo. E non abbiamo bisogno di leader e capitani».

Ciao ciao Matteo, insomma. Senza però scaricare i preziosi portatori d’acqua della Lega altoatesina.
Ma è stato anche, quello di sabato scorso, il congresso Svp di Berlusconi senza Berlusconi: perché l’alleanza tecnica con Forza Italia sembra aprire a qualcosa di nuovo. Al presidente Tajani, ad esempio. Quel Tajani che al nostro giornale ha peraltro parlato di alleanza politica e strategica. Quel Tajani, ancora, che - al di là delle rituali dichiarazioni d’amore nei confronti di Silvio - sembra rappresentare una Forza Italia molto diversa da quella di Berlusconi. Anche qui basta dirla con una frase di Achammer: «Nell’Unione europea non c’è spazio - ha detto ancora - per nazionalismo ed egoismo». Messaggio perfetto per Salvini. Ma anche per chi, come Berlusconi, ha considerato l’Europa un ostacolo ben prima che a puntare su quest’immagine ci pensassero l’altro Matteo (Renzi) e il Matteo di oggi: un Salvini che a fine mese si gioca quasi tutto. In Italia, non certo in Europa.

Quello di sabato, infine, è stato un congresso con Kompatscher e senza Kompatscher. Sentendosi in dovere di dichiarare che con il presidente della Provincia c’è lealtà e ottima collaborazione (ci mancherebbe altro!), il giovane Obmann ha infatti lanciato un messaggio sottile: è comunque qui, dentro il partito, che si decidono le sorti della Provincia e della stessa giunta, non a Palazzo Widmann. Ribadire il concetto della lealtà e della felice collaborazione fa insomma supporre che non siano poi così scontate né una né l’altra. Kompatscher ha però senza dubbio vinto il premio per lo slogan del giorno, a Merano. Parlando dell’Alto Adige come di un progetto europeo che ha superato i confini e gli effetti del nazionalismo, il presidente ha rimesso la provincia di Bolzano - questo luogo d’incontro e di confronto - al centro del dibattito. Perché è vero: la pace non si può mai dare per scontata. È quotidiana e faticosa conquista. Come l’Alto Adige europeo ben dimostra.

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