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Conte, Salvini e Di Maio sull’altalena del Pil

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Le previsioni del governo gialloverde su crescita del Pil nel 2019:

  1. Settembre 2018: «Crescerà dell’1,5%». E a chi contestava questa ingiustificata botta di ottimismo, il vicepremier Matteo Salvini a “Radio anch’io” replica: «Questa è una manovra che vuol far ripartire il lavoro e aiutare la crescita, che può salire dell’1,5%, 2%, 2,5%».
  2. Dicembre 2018: dopo un iter travagliato e una lunga trattativa con Bruxelles, viene approvata la legge di bilancio. Nelle previsioni macroeconomiche del documento viene rivista la stima del tasso di crescita del Pil reale pari all’1% per il 2019.
  3. Gennaio 2019: intervistato a Davos da Bloomberg Tv , il premier Giuseppe Conte rilancia garrulo: «Sono molto fiducioso che la crescita della nostra economia potrà essere molto più alta di quanto previsto nella legge di bilancio. Credo che sarà dell’1,2%, 1,5%. Sono fiducioso».
  4. Marzo 2019: le stime dell’Ocse vedono una crescita addirittura negativa del Pil italiano nel 2019. Il vicepremier Luigi Di Maio si fa beffe degli analisti: «Sapete cosa significa tutto questo? Che stiamo andando nella giusta direzione». E Salvini: «Non ci azzeccano mai».
  5. Aprile 2019: il consiglio dei ministri approva il Def, il Documento di economia e finanza. La crescita del Pil nel 2019 viene tagliata allo 0,2%. «Meglio correre dopo e essere prudenti prima», chiosa Salvini.

Ecco, appunto...

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