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Il Patt trema pensando a quel sondaggio...

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Tranquilli, non c’è partita: il centrosinistra in Trentino è in una botte di ferro. Parola di sondaggisti.

È da domenica notte che una domanda mi tormenta: ma quel sondaggio, quanto l’avranno pagato? Poco, spero. E quel poco, è forse anche troppo.

Ricordate? Era il 14 febbraio, e il Patt diffuse un sondaggio commissionato alla SWG (la cui performance sulle proiezioni, domenica notte, è stata peraltro eccellente) particolarmente incoraggiante per la coalizione del centrosinistra autonomista.

Si trattava di intenzioni di voto riferite all’elezione della Camera dei Deputati. Ebbene, da quelle previsioni il Patt ricavava la granitica convinzione che «anche questa volta il centrosinistra autonomista è nelle condizioni di poter vincere in tutti i collegi, a riprova anche della forte credibilità di tutti i nostri candidati».

Come sia poi andata, lo sappiamo. Una coalizione ha effettivamente vinto in tutto in collegi: quella di centrodestra, però.

Ora, non vogliamo sparare sulla croce rossa, ma il confronto dei numeri è veramente impietoso.

La Lega, per esempio, veniva accreditata di un 11,9%, mentre domenica si è portata a casa più del 27%; il Pd era dato al 27,7%, e invece è crollato sotto il 20%; il Patt, infine, veniva dato in forte crescita: dal 4,8% di 5 anni fa al 10,5%. Ha chiuso al 4,9%.

Ma la cosa che forse, a questo punto, dovrebbe preoccupare maggiormente i vertici del Patt è un’altra. Il sondaggio, infatti, valutava anche l’immagine del governo provinciale guidato da Ugo Rossi, ricavandone un giudizio lusinghiero sulla giunta a trazione autonomista.

Ora, se su questo fronte ci hanno preso come su quello delle intenzioni di voto...

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