E' morto Giuseppe D'Avanzo, grande giornalista e polemista, che Berlusconi soprannominò "Stalin"

È morto improvvisamente oggi Giuseppe D'Avanzo, giornalista e scrittore. Nato a Napoli nel 1953, laureato in filosofia, ha lavorato al Corriere e attualmente era una delle firme di spicco di “Repubblica”. E' diventato una firma importante insieme a Carlo Bonini con cui ha seguito i principali avvenimenti in cui si intersecavano politica e giudiziaria. Con Attilio Bolzoni, tra i massimi esperti di mafia, ha pubblicato “Il capo dei capi”, sulla vita di Totò Riina.

Con D'Avanzo se ne va una delle penne migliori del giornalismo, capaci di ricostruire con attenzione vicende italiane complesse. Il suo taglio negli ultimi anni era duro e affilato, in particolare con il Governo Berlusconi e con il premier per le vicende in cui è stato coinvolto, da Mediaset a Ruby. Scatenò anche l'ira dello stesso Berlusconi ad aprile, quando al termine di una udienza del processo Mediatrade il premier gli chiese provocatoriamente: “Scusi signor Stalin, per che giornale lavora?”

D'Avanzo però non sposava tesi, faceva inchieste giornalistiche. E siccome non era legato a nessuno a volte si infastidiva di fronte a tesi precostituite e forse per un problema caratteriale prese anche qualche cantonata. Come successe con Marco Travaglio che accusò di essersi fatto delle vacanze in Sicilia con la famiglia, pagate da personaggi in odore di mafia. Dovette puntualizzare a denti stretti di fronte alle spiegazioni di Travaglio, ma tra i due c'era una incompatibilità professionale e di carattere. Resta però il ricordo di un grande giornalista che non solo era capace di raccontare e di trovare la filigrana delle vicende, ma era molto informato su ciò che avveniva in certi ambienti. E' molto probabile che fosse riuscito ad avere fonti di altissimo livello nei servizi segreti, con cui però a differenza di altri colleghi, anche di Repubblica, evitò sempre di scottarsi. Insomma, da domani su Repubblica ci sarà una grande firma in meno da leggere, indipendentemente dai suoi errori e da come la si pensi. 

34 commenti

Se Bersani non poteva non sapere, cosi' e' per Berlusconi & Tremonti con Milanense, Papa, Bisignani, Verdini, Dell'Utri e compagnia varia.La mia proposta e': Bersani a casa... e con lui Berlusconi e tutti i malfattori dei suoi accoliti. Bossi a casa, Casini a casa (casetta), Fini a casa.Primo ministro: Gianni Morandi!

@da Rovereto. Probabilmente Franchi non parla di Penati per lo stesso motivo per cui i vari curatori dei blog del il Giornale e Libero non parlano di Papa e Milanese, di Verdini e Bisignani (se non nella forma: e' solo un camerata che sbaglia... o come scrisse Ferrara, Papa e' un poco di buono con cui e' meglio non avere a che fare, ma pero' .... pero' pero' pero').Quando avra' la risposta, se la dara' anche a riguardo di Franchi. Da parte mia dico: ognuno e' libero di affrontare i temi che vuole. Se volete leggere di tutto e di piu' su Penati, rivolgetevi altrove. Facile!

@ Rabagliati. I cicloni hanno anche nomi maschili: Larry, Andrew, Steve (per nominarne alcuni; 2006, 1986, 2001 rispettivamente). Le crisi economiche sono anonime solo per i teleipnotizzati e per coloro che preferiscono rimandare, dicendo per esempio che la crisi non c'e' o e' passata ed intanto si tira a scopare. E quando alla fin fine si presenta il conto, la colpa della crisi (e delle salassate per venirne fuori) e' sempre di qualcun altro. Tutta colpa degli speculatori, dei poteri forti, delle centrali occulte, dell'anonimo... l'innominato... tutto anonimo.

Mah! Più mi arrovello e più mi convinco che Bersani non poteva non sapere.Allora. il Penati dice che lui con la politica non si è arricchito. La magistratura afferma che ci sono le prove di giri di denari milionari (in Euro).Ergo, in quali tasche saranno finiti i soldi?Mah! Ci vorrebbe il povero D'Avanzo, il quale avrebbe sicuramentew fatto 10 domande a Bersani e Co.In assenza di D'Avanzo, purtroppo per lui, le 10 domande potrebbe farli Fabrizio Franchi. L'art. 21.....O no?

Pelatina Bersani sapeva tutto,e ora anche la stessa leadership di partito lo vede essere escluso.Se fosse uomo se ne andrebbe a casa.

x Ne parlo ioMa bersani nn sapeva nulla? Per lui non vale "...non poteva non sapere?"

Penati rinuncia alla prescrizione. Quindi va a processo pur potendo cavarsela.Da lui a Silvio e soci c'è un milione di chilometri di distanza.E non c'è molto altro da dire se non i buontemponi e gli sciocchi sono sempre troppi.

Abbiamo capito, per Franchi è bastato scrivere quatro righe su l'Adige di domenica scorsa.In fondo, Penati è solo "un compagno che sbaglia". Si fosse trattato del capo segreteria diel berlusca...Franchi avrebbe consumato i tasti del pc. O no?

Ancora niente!

Con che spirito tornano gli italiani al­la realtà di settembre? L’estate pur breve li ha profondamente cambiati. Vi erano entrati ancora spaccati su Berlusconi, convinti che il principio del Bene o del Male portasse il suo nome. E ora vi escono come se Berlusconi non esistesse o comunque non influisse più in modo determinante, convinti ormai che i problemi siano d’altra natura, non legati a uomini, nazioni, comportamenti domestici. Ma a eventi economici, atmosferici e mondiali. I cicloni hanno almeno nomi di donna, e questo li rende più umani e divini, pur nella loro minacciosa potenza; le crisi economiche non si chiamano invece Irene o Giovanna, si mantengono anonime, però la furia dei loro uragani lascia devastazioni più tremende.

Come volevasi dimostrare.....

Inutile insistere, Franchi non intende parlare di Penati e di Bersani, chissà perchè?

Franchi, parlaci di Penati !

Franchi, ma perche´lei non ci parla di Penati ?Crede che sia giusto nascondere questa vicenda ?Non crede che dovrebbe stare in galera insieme a Tedesco ?Oppure lei vede solo i crimini di Papa ?

Ma perchè togliere la possibilità di fare commenti quando esiste la possibilità di fare denuncia contro chi insulta!Ci sarebbe il vantaggio di sapere il VERO nome di quel grafomane

Giuseppe D'Avanzo ora si incontra con Biagi e Montanelli...Alla faccia bieca del Niente di Arcore P2 1816....Che un certo don Verzè lo definisce santo,anche Satana ha i suoi santi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Brava Ilaria, mi sembra che tu abbia centrato la questione. Qualcuno ( o sempre lo stesso con nomi diversi, ma sempre ben coperto dall'anonimato) spaccia qui teorie del partito dell'amore, ma non riesce ad affrancarsi dall'odio nemmeno di fronte alla morte. Mi chiedo per quale motivo debbano infestare questi blog con insulti invece che commentare con pacatezza e magari evitando di fare copia e incolla da Libero e il Giornale che certo non sono esempi di imparzialità. Mi stanno convincendo a bloccare i commenti, perché libertà di espressione non significa libertà di insulto. Questo è uno spazio libero, ma per persone che hanno argomenti, anche diversi e contrapposti, ma nel rispetto e soprattutto evitando di berciare slogan propagandistici che ormai sono arrivati al capolinea. Se non gli sta bene ci sono sempre i forum di forzasilvio.it dove possono divertirsi tra di loro a sognare ancora la cortina di ferro.

Triiiiste il susseguirsi di siffatti commenti quando si parla di un triste decesso. Un giornalista libero, razza in via d'estinzione nel mondo dell'informazione italiana dove Silvio è solito avvelenare i pozzi per vendere meglio la sua acqua.Chissà perchè dove aleggia Salvioni tutto cade così in basso. Che sia proprio il suo obbiettivo ?

Ghengo balengo: prer trovare un lavoro bisogna che ci sia (e non c'è e non per colpa dei comunisti).

se casca il B. te devi trovarte un altro laoro. cambia musica. quanto odio

Certe affermazioni sono comunque vere e reali.

A quando un bell'articolo sulle malefatte (tangenti, mazzette ecc) del PD?Già, nessun articolo, in quanto da quelle parti basta fare l'autocritica e si è a posto. Oppure, basta autosospendersi dagli incarichi (non dallo stipendio) e tutto è ok!Magari domandine piccole piccole si potranno leggere?Dubito molto.Un giornalista obbiettivo dovebbe stare sulla cronaca e proporre la discussione con i suoi lettori, magari senza fare prevalere il suo orientamento politico. O no?

Panigale quando riprendi la tua vecchia identita' , si Salvioni, Panigale sembri l'aereoporto di Bologna.

Quando si COPIA è buona educazione citare la fonte.Evidentemente non sei una persona rispettosa.

Ma se tu su questo forum ci hai regalato dellle perle di odio indimenticabili!Almeno evita di dire certe cavolate!Capisco che voi siete il partito dell' amore, ma chi è che disse: chi vota sinistra è un *****?Chi è che disse che chi vota è sinistra è cattivo e SPORCO?Chi è che disse: con la sinistra ci sarà fame distruzione e MORTE??Siete veramente AMOREVOLI voi!P.s: minacciare l' insurrezione di milioni di padani armati di fucile è un gesto di carità immagino!

Egr.Franchi, qualcuno ha detto che "l'odio alimenta la vita"; tu probabilmente vivrai 200 anni, tanto è il tuo odio verso il Berlusca. Io non voto Berlusca, ma nemmeno mai voterò PD.Eppure non nutro per il PD o simili l'odio tuo verso SB.Un poco di vergogna non la provi?

il ricordo di un giornalista rovinato dal solito B. ma proprio non riesci a levartelo dalla testa? quanto odio.............. Spendi una parola per i casini del PD

Il napoletano D’Avanzo, alle spalle buoni studi e una laurea in Filosofia, era stato al Corriere fino al 2000, poi però si era ritrovato nel clima neo giacobino di Repubblica e lì è rimasto per dieci anni e più, componendo centinaia di articoli, editoriali, sterminate e talvolta labirintiche lenzuolate, offrendo analisi e retroscena, incontrando in modo privilegiato i protagonisti - da Ilda Boccassini a Giuliano Tavaroli - di una stagione convulsa e tintinnante, sempre in bilico fra voglia di legalità e di pulizia etnica. Soprattutto, dopo aver formato in coppia con Carlo Bonini, una formidabile macchina da guerra, D’Avanzo ha condotto l’ultima crociata, questa volta a luci rosse, del partito anti Cav. Un assalto innescato dalla scoperta, firmata dai cronisti di Repubblica, che il premier aveva partecipato a Casoria alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia. Una guerra esplosa dopo la pubblicazione, sempre su Repubblica e proprio a cura di D’Avanzo, di una durissima lettera in cui Veronica Lario faceva a pezzi l’immagine dell’ormai ex marito. È il 2009, due anni fa, e in quei giorni D’Avanzo elabora il mantra dell’anti berlusconismo: le famose dieci domande al presidente del Consiglio, considerato un bugiardo, un play boy deriso dalla stampa internazionale, un furfante....O meglio, per dirla tutta, un gangster. Dieci domande riproposte ossessivamente fra gli applausi dell’opposizione in attesa della mitica spallata finale.

E' una grossa perdita per il giornalismo anti-Cav, in questi giorni già dolorosamente provato dall'imbarazzo per la tangentopoli rossa.

E' una grossa perdita per il giornalismo anti-Cav, in questi giorni già dolorosamente provato dall'imbarazzo per la tangentopoli rossa.

ma un articolo senza il nome di berlusconi lo sai scrivere??

ma un articolo senza il nome di berlusconi lo sai scrivere??

Come ogni sedicente moralizzatore, il giornalista Marco Travaglio giudica tutti con severità draconiana, salvo se stesso e i propri amici. Non ha l'ipocrisia di Totò Di Pietro - incarnazione vivente del detto «predica bene e razzola male» - ma si crogiola nell'incoerenza. Se però glielo fai osservare, strologa. Travaglio non voleva che si sapesse che ando´in ferie con un *****, un sottufficiale della Guardia di Finanza, condannato per *****. D´avanzo lo fece notare.

Come ogni sedicente moralizzatore, il giornalista Marco Travaglio giudica tutti con severità draconiana, salvo se stesso e i propri amici. Non ha l'ipocrisia di Totò Di Pietro - incarnazione vivente del detto «predica bene e razzola male» - ma si crogiola nell'incoerenza. Se però glielo fai osservare, strologa. Travaglio non voleva che si sapesse che ando´in ferie con un *****, un sottufficiale della Guardia di Finanza, condannato per *****. D´avanzo lo fece notare.

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