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Nessun politico «lusinga» chi non vota

Agli adulti di domani ci pensi l'elettore

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95.760 (novantacinquemilasettecentosessanta): sono i minorenni residenti in Trentino, giovane più giovane meno : il dato è del gennaio 2017, ora tra questi qualcuno avrà anche raggiunto i 18, ma sarà stato «sostituito» nel frattempo  dai nuovi nati.
 
Quando arrivano le elezioni, si pensa sempre al corpo elettorale, a chi andrà a votare. A partire dai candidati che, come è per certi versi comprensibile, preferiscono nella quasi totalità investire in attenzioni verso chi poi li possa concretamente «ripagare» con il voto.
 
Sarebbe bello, allora, che domenica chi è chiamato ad andare a votare, una volta recatosi al seggio (se deciderà di andarci, ed è cosa sempre meno scontata) pensi in prima persona anche a chi è chiamato a rappresentare, volente o nolente: figli, nipoti, ragazzi della propria società sportiva. Ogni elettore vota anche per chi non può ancora votare, compie una scelta che peserà sul futuro non solo suo, ma anche di giovani e giovanissimi.
 
Non ci si pensa mai abbastanza, nonostante quasi sempre a votare si vada nelle scuole, con il contesto che dovrebbe quantomeno ispirare qualche riflessione. Non ci si pensa. Così fosse stato, da parte di politici ed elettori, forse decisioni che negli anni Settanta o Ottanta erano state prese con leggerezza o per convenienza nell'immediato (vogliamo parlare di previdenza? Di conti pubblici?) non sarebbero state adottate. Ed oggi non ci troveremmo nelle condizioni in cui, in Italia, ci troviamo.
 
Dunque coraggio, 408mila trentini chiamati alle urne: nello scegliere, guardate non solo a chi vi può sembrare convincente per l'oggi e il domani. Provate a mettere le vostre crocette pensando anche al dopodomani. I trentenni del 2025, del 2030, del 2040 potrebbero esservene grati.

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