Lorenzo Dellai e il «Nome della cosa»

«Il nome della rosa» è un romanzo ambientato nel Medioevo e scritto da Umberto Eco. Il nome della Cosa è una vicenda ambientata nel 2012 e scritta da Lorenzo Dellai. Il primo narra di un'avventura religiosa vissuta molti decenni addietro, il secondo di un'avventura politica vissuta molti decenni addietro e addavanti. Similitudini.
E così Lorenzo Dellai è ricascato nel tunnel di cambiare nome al partito. Sì l'ha fatto un'altra volta. Ogni tre mesi el ghe cambia nome. I partiti del Dellai sono come gli yogurt: i gà la scadenza trimestrale. Per ora il nome nuovo è «la Cosa Bianca». Non è un brutto nome - voglio dire, è pur sempre meno impegnativo de «la Casa Bianca» - ma il punto è un altro. «El problema l'è, cos'elo sta Cosa?» ha chiesto mia nonna. «Ela na patata? Na verza? Le cose bisogna ciamarle per nome! Vera coso.. coso?» (non si ricorda mai come mi chiamo). In effetti, che cos'è la Cosa Bianca di Dellai? E soprattutto, siamo sicuri che sia bianca? E se invece fosse grigia? O si fosse fatta la tinta? Chi può dirlo? E di che dimensioni è sta Cosa? Se fosse piccola sarebbe «la cosina bianca». E non sarebbe poi niente di originale, perché nella maggior parte delle case si può trovare na cosina bianca, mentre di solito el corridor e la sala i è coloradi. Qualcuno vicino al governatore ha suggerito di chiamare il nuovo partito «il Coso Bianco» essendo Dellai un uomo maschile ed essendo «partito» un aggettivo maschile. Ma il Coso Bianco sa troppo di Calippo all'anice e non se n'è fatto niente.
A ogni modo, quella di cambiare nome ai partiti è la vera vocazione di Dellai. Ho chiesto a mia nonna «Ma che mestiere faceva Dellai prima di fare politica?» «El neva alle elementari» m'ha risposto. A ognuno il suo.
D'altra parte oggi è così; tutti i politici sono alla ricerca di un «Centro di gravità permanente che non gli faccia mai cambiare idea sulla casta e sulla genteeee.. over and over againnn». Tutti vogliono un movimento politico che guardi al centro, ma anche a destra, a sinistra sopra sotto davanti dedrio e anca de fianc. Però, secondo me, se mi è permesso un giudizio da profano della politica, la «Cosa Bianca» è un nome troppo snob. Dà l'idea di roba che si sporca facilmente, mi viene subito alla mente la tunica di Lele Mora. Secondo me ci vorrebbe un nome più legato al nostro territorio, alla nostra vocazione contadina. Qualcosa tipo: Pic e Badil. Avrei anche già pronto lo slogan «Votate Pic e Badil, il nuovo partito che nasce dalla terra!». E per le quote rosa: Zappa e Restel. E per gli extracomunitari: Ponta e Mazzot. Per un nuovo miracolo trentino.

buono il pic e badil ma non assomiglierà troppo al falce e martello?La cosa bianca è quella roba che viene giù d'inverno dal cielo e forse dal cielo si aspettano le idee per risolvere tutti i problemi

ahahah :)
Se Dellai avesse un decimo in politica nazionale della verve di Gardin come comico lo proporrebbero come Ministro!

'Il primo narra di un'avventura religiosa vissuta molti decenni addietro, il secondo di un'avventura politica vissuta molti decenni addietro e addavanti'... Purtroppo anche il secondo narra di un'avventura RELIGIOSA!!! Io mi ostino a non vedere differenze :-))

MA vedete qualcosa di valido in giro per rimpiazzare degnamente l'uomo? Hanno problemi anche a Bolzano dove in tempi di aggressione all'autonmia non possono certo affidare la regia politica all'ultimo arrivato.

come al solito cambia nome e marchio ma le facce sempre le stesse...

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