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Microspie sotto il tavolo del centrosinistra

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Si è svolta nei giorni scorsi la riunione della coalizione del centrosinistra autonomista per definire una strategia elettorale comune. Vista la bassa predisposizione dei partecipanti al contraddittorio, l'incontro si è svolto lunedì per l'Upt, martedì per il Pd e mercoledì per il Patt. Per non appesantire troppo la scaletta, i temi all'ordine del giorno erano solo tre, uno se l'è dimenticato Passamani in macchina, uno è caduto nel caffè di Fravezzi e l'altro l'ha usato la Borgonovo Re per pulirsi la bocca dopo avere bevuto il caffè di Fravezzi. Hanno quindi deciso di andare a braccio. Il primo a prendere la parola è stato Marchiori: «Dobbiamo rigenerare la coalizione partendo dalle cose buone fatte in questa legislatura!». Momenti di imbarazzo. Chi si guardava le scarpe, chi giocava a freccette, Simone Marchiori è sceso a tagliare l'erba in giardino. 

Approfittando dell'assenza del vicesegretario del Patt si è così passati al secondo punto: «Chi glielo dice a Rossi?». Ossanna ha subito precisato che non ci sono le condizioni politiche per cambiare il leader. «E chi parlava di leader? - ha replicato Passamani - noi stavamo parlando di Rossi». In un attimo l'aria si è fatta così tesa che sembrava di essere sul set di Gomorra. Per fortuna è entrata in scena Sara Ferrari che, raccontando alcune barzellette su Pierino omofobo ha stemperato il clima che stava per diventare pesante. La Borgonovo Re ha avuto un'idea straordinaria: attraverso lo sbrinamento contemporaneo di tutte le celle frigorifere dei supermercati trentini, ha proposto di realizzare una nuova glaciazione che produca un'estinzione dell'umanità e congeli la presidenza di Ugo Rossi almeno per i prossimi quattro anni. Applausi di Dallapiccola che non c'era, ma è stato contattato da una medium per capire cosa non stava pensando. 

E si è così passati al terzo punto: «Come possiamo attuare in tempi rapidi il piano di smantellamento progressivo della nostra Autonomia?». Quando dal tavolo si è alzata la voce «basta continuare con delibere tipo l'ultima proposta da Olivi», gli esponenti del Patt hanno immediatamente lasciato la stanza, ma prima di uscire hanno nascosto un paio di microspie sotto il tavolo. Insomma le premesse per un buon lavoro di squadra ci sono tutte.
Una nota di colore. Attimi di tensione si sono avuti quando Boato ha scoperto che quello seduto al tavolo accanto a lui per tutta la sera non era Panizza ma Claudio Cia (inizialmente scambiato per il leader del Patt per via dell'altezza). A instillare il dubbio che non fosse Panizza il fatto che Cia è rimasto sveglio per tutto l'incontro.

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