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Le regole della natura migliori delle nostre

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Il concetto di natura ha subìto numerose evoluzioni nella sua definizione. Oggi tutti si definiscono ecosostenibili e amanti della natura, anche se in realtà hanno visto solo qualche documentario di Piero Angela. O del figlio di Piero Angela. O della moglie del figlio di Piero Angela che sta aspettando un bambino che diventerà il nipote di Piero Angela, e da grande mostrerà i documentari del nonno, doppiati dal papà. Non so se vi ho reso l'idea ma fa lo stesso, dopotutto perché dovrei rendere un'idea che è già mia?

Ma torniamo a noi. Spesso a parlare di natura sono giornalisti che non avendo trovato altri settori liberi nel piccolo schermo, girano per le montagne con jeep che inquinano anche da spente, tentando di convincere tutti che amano la natura, anche se le loro auto sono la prima causa dell'«effetto serra». Vorrei vederli trascorrere una settimana in malga. Perché le mucche viste dal finestrino chiuso dell'auto sono uno spettacolo bucolico, ma se scendi e ti avvicini rimpiangi di non avere il raffreddore. Quella splendida distesa di prato verde smeraldo luccicante, in realtà nasconde di tutto e di più. C'è una quantità di piccoli esseri che saltellano, zampettano e strisciano che neanche sotto le ascelle di Rino Gattuso. Però nella sua crudezza la natura ha delle regole, ed è a quelle che dovremo tutti tornare. Ad esempio, nel mondo animale il più saggio, il più meritevole e il più forte diventa capobranco.

Cervi, lupi o stambecchi non hanno la legge di genere per cui al comando del branco deve alternarsi anche una femmina; e forse non si sono ancora estinti per questo. Per fortuna invece noi a Trento siamo più avanti. Infatti, con un sotterfugio elettorale, alcune consigliere hanno fatto passare la legge di genere: alle prossime elezioni ogni due candidati uno dovrà essere donna. In pratica una legge sessualmente discriminante venduta come legge contro la discriminazione sessuale. Sarebbe stato socialmente più conveniente aiutare le donne con una mirata politica sociale, ma in questi anni il PD ha ampiamente dimostrato che tutto ciò che è considerabile socialmente conveniente è per i suoi militanti di scarso interesse. Tra l'altro, una maggioranza con 23 consiglieri su 35 che deve ricorrere a sotterfugi per far passare una legge è il perfetto manifesto elettorale dell'asse Pd-Patt. Poco male, per scegliere chi votare alle prossime elezioni ricorreremo alla biodiversità: invece di sbirciare nei curricula dei candidati sbirceremo nei bagni delle loro sedi.

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