Ha ragione da vendere Franco Battiato quando parla dei bimbi che crescono e delle mamme che imbiancano. Ci sono momenti in cui non ci si pensa, nei quali la routine è così frenatica che il passare del tempo sembra che sciovoli addosso come le gocce d’acqua sui vetri. Altri, invece, dove il loro «spiccare il volo» viene impietosamente sottolineanto. Non si può non accorgersene. Fine della scuola, tempo di pagelle e di bilanci. Tempo di saluti e libri che si chiudono. Ma non solo libri di scuola. Per molte mamme e molti bambini è la fini di cicli. Di nuovi capitoli di vita che si aprono e si chiudono.
Fine della scuola materna. Tempo di svuotare armadietti e comprare cartelle, nonchè di salutare quelle insegnanti che per anni hanno accudito, formato, coccolato e preparato al «passo» i nostri figli. Fine della scuole elementari. Via al salto alle medie. Non sono più bambini, diventano ragazzi, crescono. E poi la fine delle medie, con la scelta delle superiori prima, dell’università poi. Sono grandi, ma le mamme e i papà sempre lì. Un po’ più grigi, un po’ più vecchi, forse con meno energie, ma non con meno amore. Per i bambini e i ragazzi sono spesso salti indolori. Hanno il futuro davanti, la curiosità e le capacità per affrontare le nuove sfide. Per noi genitori c’è la soddisfazione per i traguardi raggiunti, ma anche la consapevolezza di come il nostro ruolo stia radicalmente cambiando.
L’autonomia del figlio è un fatto che ogni madre ed ogni padre razionalmente riconosce, tuttavia spesso fatichiamo a modificare il nostro modo di porci nei loro confronti. Da una parte c’è il difficile compito di educare i bambini alla autonomia e, contemporaneamente, dobbiamo preparare noi stessi al «distacco». E tutto avviene più velocemente di quanto si pensi. Quasi all’improvviso, senza troppe avvisaglie, i figli sono cresciuti. Devo ammettere che io sono ancora nelle fase in cui il tempo manca. In cui tutto è legato ai loro ritmi. Scuola, amici, allenamenti, festicciole. Ma sono consapevole che era ieri che imparavano a camminare, e sarà domani che saranno grandi.
Ah mia cara. Come al solito lei scrive
parole sante, ma che dico.. santissime.
Non parliamo poi del cambiamento fisico
Ho saputo di maschietti già uomini a
dieci anni e femminucce già con il corpo
da adolescente a otto.Per fortuna non dalla sera al mattino ma gradatamente.
Piano piano. Mi stia bene cara.Non si crucci molto. Gli stessi problemi li hanno avuto anche i nostri genitori ma
erano - nonostante tutto - molto ma molto più rilassati.
continua: E quando hanno 30 anni, sembra ne abbiano 20. Colpa della società, del benessere, del tutto facile. Mah... Ma nessuno dice colpa MIA perchè gli/le ho dato di tutto e di più e quindi chi glielo fa fare a veramente cercare di sbarcare il lunario, rendersi indipendente, mantenersi completamente e non solo la macchina o i vizi. Insomma IL DIVENTARE ADULTO.
Ci si nasconde colpevolmente dietro la retorica del "poverino"......
Posso essere d'accordo con lei per quanto riguarda la crescita fisica dei figli. Ma per la crescita sociale e l'inserimento nella semplice vita adulta questo mi sa che continui a postporsi. Che na volta (50 anni fa, non secoli) se ti bocciavano alle medie andavi a lavorare in cantiere come manovale o cameriera ai piani. E muti se no cinghiate ed un piatto di pasta al giorno. Ora abbiamo dei ventenni che sembrano quei ragazzini di 13 anni di una volta.
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Ah mia cara. Come al solito lei scrive
parole sante, ma che dico.. santissime.
Non parliamo poi del cambiamento fisico
Ho saputo di maschietti già uomini a
dieci anni e femminucce già con il corpo
da adolescente a otto.Per fortuna non dalla sera al mattino ma gradatamente.
Piano piano. Mi stia bene cara.Non si crucci molto. Gli stessi problemi li hanno avuto anche i nostri genitori ma
erano - nonostante tutto - molto ma molto più rilassati.
continua: E quando hanno 30 anni, sembra ne abbiano 20. Colpa della società, del benessere, del tutto facile. Mah... Ma nessuno dice colpa MIA perchè gli/le ho dato di tutto e di più e quindi chi glielo fa fare a veramente cercare di sbarcare il lunario, rendersi indipendente, mantenersi completamente e non solo la macchina o i vizi. Insomma IL DIVENTARE ADULTO.
Ci si nasconde colpevolmente dietro la retorica del "poverino"......
Posso essere d'accordo con lei per quanto riguarda la crescita fisica dei figli. Ma per la crescita sociale e l'inserimento nella semplice vita adulta questo mi sa che continui a postporsi. Che na volta (50 anni fa, non secoli) se ti bocciavano alle medie andavi a lavorare in cantiere come manovale o cameriera ai piani. E muti se no cinghiate ed un piatto di pasta al giorno. Ora abbiamo dei ventenni che sembrano quei ragazzini di 13 anni di una volta.