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No all'omeopatia: non è scienza medica

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Tra le lettere sull’Adige ne leggo una dal titolo «Battaglia anti omeopatia basata sul pregiudizio» che si riferisce alla recente vicenda drammatica del bambino di Ancona curato con cure omeopatiche e morto per non essere stato sottoposto a terapia antibiotica. Poiché per anni mi sono occupato del problema vorrei esprimere alcune osservazioni sull’omeopatia.

Innanzitutto ritengo necessario precisare che non tutte le medicine alternative sono uguali. Ad esempio fitoterapia ed agopuntura hanno negli ultimi anni acquisito maggiore credibilità in seguito alle ricerche scientifica, il che non è avvenuto per l’omeopatia.

L’omeopatia è una scienza antica conosciuta fin dal V secolo ed è stata re-introdotta nel XVIII secolo dagli studi del medico tedesco Hahnemann basata sulla teoria secondo la quale il rimedio per una determinata malattia è dato dalla sostanza che, in un persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malattia. Inoltre prevede una diluizione «omeopatica» così spinta per cui nel rimedio omeopatico non è presente più nessuna molecola (legge di Avogadro).

Gli omeopati sostengono che le diluizioni sono accompagnate da scuotimenti della soluzione, il che permetterebbe alla sostanza chimica di lasciare una traccia nell’acqua: è la teoria della memoria dell’acqua più volte smentita dalla scienza. Inoltre gli omeopati affermano che grazie all’alta diluizione non vi sono effetti collaterali: la mancanza degli effetti collaterali però è segno di inefficacia. Un farmaco efficace non è mai totalmente privo da effetti collaterali.

Comunque nessuno prende i farmaci perché non fanno male, ma piuttosto perché fanno bene.
La grande fortuna dell’omeopatia è sempre stata che la maggioranza delle malattie umane guarisce da sola in meno di una settimana. Ogni tanto però arriva una malattia vera non necessariamente grave, ma vera. Allora bisogna prendere delle decisioni, bisogna fare delle scelte. Per questo è importante essere informati, sia la popolazione che i medici.

Un’altra ragione importante è l’insoddisfazione da parte dei cittadini di come viene gestita la medicina «ufficiale» che spesso non è in grado di dare tutte le risposte ai bisogni dei malati (non dimentichiamo però che il Sistema Sanitario Italiano è uno dei migliori al Mondo). Non solo, la classe medica spesso non mostra quelle capacità di ascolto fondamentale per il rapporto medico-paziente come già diceva Ippocrate .

Oggi l’omeopatia è praticata da moltissimi medici (circa 25.000 in Italia), ma il consenso popolare non è prova né di garanzia né di scientificità. La guarigione di molti pazienti con tali metodi deve far ricordare che molti mali minori, cui tali trattamenti sono dedicati, guariscono spontaneamente e che l’effetto placebo può a volte essere terapeutico. Legittimare l’efficacia dei prodotti omeopatici puntando sul fatto che una parte della popolazione li utilizza, rappresenta una strategia di persuasione pubblica basata su teorie di marketing e non su metodo scientifico.

La medicina cosiddetta alternativa è qualcosa di unico perché non esistono alternative per altre discipline scientifiche: non esiste una chimica alternativa, né una fisica alternativa, né una biologia alternativa alle scienze ufficiali.

A meno che non si affermi che la medicina non è una scienza, il che ci farebbe ritornare al medioevo.
Per definire efficace un trattamento medico ne va dimostrata la ripetibilità ed il risultato con metodi scientifici e statisticamente validi: le «terapie alternative» purtroppo non riescono a fornire prove documentate e convincenti di efficacia e vengono spesso accettate fideisticamente più per la loro valenza filosofico culturale che scientifica.

Negli ultimi anni vi sono state numerose prese di posizione sull’omeopatia, ne cito alcuni: la dichiarazione di trentacinque scienziati internazionali tra cui premi Nobel Montalcini e Dulbecco, in merito a medicina alternativa o complementare: «Le pratiche di medicina non convenzionale hanno un approccio ideologico alle malattie, si basano su presupposti arbitrali non tengono in considerazione le conoscenze scientifiche più moderna, non offrono una spiegazione razionale della presunta efficacia delle cure».

The Lancet la prestigiosa rivista scientifica, ha pubblicato uno studio sull’omeopatia confrontando i risultati di 110 sperimentazioni scientifiche: «Non esistono differenze tra chi viene curato con l’omeopatia e chi invece con un placebo».
Accademia di Francia ha definito la medicina omeopatica «senza efficacia, concepita sulla base di idee preconcette da secoli che non hanno alcuna valenza scientifica».

I medici della British Medical Association affermano: «Non chiamatela omeopatia ma «stregoneria» perché non ha basi scientifiche che possano confermare la validità dei suoi rimedi». «Non vi sono evidenze affidabili che l’omeopatia sia efficace per trattare condizioni di salute» (analisi del National Health and Medical Research Council Australian) Libro di Silvio Garattini «Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia»: «I medici non dovrebbero prescriverla e i farmacisti non dovrebbero venderla. Prescrivere rimedi omeopatici per una malattia quando esistono prodotti efficaci è una sottrazione di terapia e le farmacie se vogliono essere luoghi di educazione alla salute non possono continuare a vendere come trattamenti sanitari prodotti che non contengono principi attivi. L’ordine dei medici dovrebbe dissociarsi dalle pratiche mediche che non hanno una base scientifica e non avallare scelte che non sono nell’alvo di una medicina basate su prove di efficacia. Le istituzioni non possono spacciare per medicina cose che medicina non sono. Spesso l’omeopatia è confusa con l’erboristeria. È assurdo spendere soldi e dare a chi sta male una finta medicina. Vi è necessità di informazione ai cittadini». Più recentemente: 2016 Usa, l’agenzia di tutela dei Consumatori ha imposto di indicare su confezioni di prodotti omeopatici che non esiste alcuna prova della loro efficacia. Il Comitato nazionale di bioetica chiede che la frase «medicinale omeopatico senza indicazioni terapeutiche provate» presente sull’etichettature vada sostituito con «preparato omeopatico di efficacia non convalidata scientificamente e senza indicazione terapeutica approvata».

2017 Fondazione Gimbe, «Basta bugie l’omeopatia è solo un costoso placebo! I prodotti omeopatici non sono efficaci per curare nessuna malattie e come tali non sono integrativi né tantomeno alternativi ai trattamenti di approvata efficacia. I medici che li prescrivono illudono i pazienti grazie al complice silenzio-assenzio di ordini istituzionali. Non esiste alcuna patologia in cui sia provata l’efficacia dell’omeopatia. Spesso ci si appella alla libertà di cura, ma essa esiste solo quando si è correttamente informati».

In conclusione quella di Ancona è una vicenda drammatica che aldilà delle responsabilità singole del medico e dei genitori che spetta alla Giustizia appurare, è importante per rilevare le responsabilità delle Istituzioni: non si può spacciare per medicina cose che medicina non sono.

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Mario Cristofolini

Già primario di Dermatologia presso l’Ospedale S. Chiara di Trento