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Da oggi sarà obbligatorio per artigiani, commercianti e professionisti, dotarsi di Bancomat. Da oggi, non dovrebbe più essere normale pagare in contanti alcun bene o servizio sopra i 30 euro di valore. Niente di strano, visto che all'estero il contante circola con parsimonia e ovunque è possibile pagare con Bancomat e carte di credito.

In Italia, invece, capita ancora che ci siano posti dove l'acquirente o il cliente debba correre al primo sportello bancario per prelevare contanti, altrimenti esce dal negozio senza merce. Oppure capita ancora che si vadano ad acquistare due smartphone nel punto vendita di un gestore telefonico (mi è successo tre giorni fa) e si debba pagare in contanti, visto che il concessionario è dotato solo di Bancomat (guasto) e non di carte di credito.

E considerato l'ammontare dell'evasione fiscale, in aumento anche quest'anno, potranno dire ciò che vogliono i commercianti, gli artigiani, i professionisti, ma l'introduzione della moneta elettronica obbligatoria è un passo avanti in un'Italia che stenta ad avanzare, se non nel peggio. Come lo è stato la tracciabilità dei pagamenti.

Tuttavia, l'ironia con cui oggi i Tg danno la notizia, provocata dal fatto che non siano state previste sanzioni di alcun genere per chi non rispetterà l'obbligo di dotarsi di Pos, infonde tristezza. Perché ancora una volta dimostra quanto per gli italiani i doveri non siano mai tali, se non c'è qualcuno pronto a bastonarli.

Sarebbe una rivoluzione culturale vera e profonda se invece, per una volta, una norma - una delle poche sensate - venisse rispettata e basta. Per maturità. Per onestà.

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