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Frutti di bosco, medicine naturali

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I piccoli frutti sono indubbiamente da considerare tra i nutraceutici più importanti in assoluto. Sono frutti che possono vantare tali e tante proprietà da poterli collocare a cavallo tra gli alimenti e i farmaci.  Mirtilli, fragole, lamponi, more, ribes sono frutti che possono vantare un’altissima concentrazione di quelle innumerevoli molecole dalle molteplici attività salutari.

Per valutare la capacità antiossidante di un alimento, ovvero la capacità di proteggere le nostre cellule dagli insulti ambientali, è stato stillato un indice definito Orac dall’acronimo di Oxygen Radical Adsorbance Capacity. Più è alto questo indice e tanto più l’alimento contiene quelle sostanze in grado di «catturare e neutralizzare» i radicali liberi che sono oggi ritenuti i principali responsabili dell’invecchiamento e di tutte le malattie cronico-degenerative. Ebbene i piccoli frutti occupano i vertici di questa classifica mondiale.

Gli esperti sostengono che questi antiossidanti, presenti in così grandi quantità nei piccoli frutti, sono necessari alla protezione e la salute del frutto stesso, in quanto, essendo essi di piccole dimensioni, sono maggiormente esposti agli agenti ambientali, quali ad esempio le radiazioni solari.

In Italia, la regione che vanta il primato nella produzione di piccoli frutti è il Trentino anche se queste colture stanno acquisendo importanza anche in altre località.

I potenti effetti benefici che si osservano con il consumo dei piccoli frutti derivano dall’insieme dei componenti e non dal singolo composto di cui potrebbe essere particolarmente ricco un integratore alimentare. Si parla proprio di un’azione sinergica tra le varie molecole.
Vediamo dunque di conoscerli meglio. I piccoli frutti hanno un ridotto contenuto calorico, in media 30 Kal per 100 g, dovuto ad un bassissimo contenuto di zuccheri. Sono ricchi in vitamina C – il ribes al primo posto – e apportano discrete quantità di vitamina A. La buccia dei frutti di bosco è particolarmente ricca di fibre, sia solubili che insolubili, che agiscono rafforzando il nostro microbiota.

Il vero punto di forza, che li contraddistingue da tutti gli altri frutti e che conferisce le preziose proprietà per cui sono famosi, è l’ampia varietà di polifenoli: antocianine, flavonoidi,  acidi fenolici, ecc..
Le antocianine, contenute soprattutto nei mirtilli, sembrano migliorare la sensibilità delle nostre cellule all’azione dell’insulina contribuendo: a controllare meglio i livelli della glicemia - riducendo così il rischio di sviluppare il diabete, a ridurre i valori di colesterolo - prevenendo l’accumulo di grassi dentro le arterie e inibendo l’aggregazione delle piastrine, riducendo così il rischio di formazione di trombi.

Il mirtillo è il frutto più consigliato per combattere la fragilità capillare in quanto grazie alla presenza dei sui peculiari antiossidanti riesce a rafforzare la parete dei vasi e ad avere effetti benefici sul microcircolo. I suoi estratti si sono rivelati particolarmente utili in caso di insufficienza venosa, in quanto riducono il dolore, il senso di pesantezza agli arti inferiori e migliorano il gonfiore alle caviglie, tanto che la maggior parte dei farmaci usati per il trattamento sintomatico delle vene varicose altro non sono che un concentrato di estratti del mirtillo.

Si è accertato che i polifenoli dei mirtilli proteggono la retina e prevengono i disturbi visivi. Si narra che i piloti dell’aeronautica britannica, durante la seconda guerra mondiale, mangiassero grandi quantità di marmellata mirtilli per migliorare la visione, soprattutto notturna. La retina pare sia protetta in particolar modo, in quanto gli antocianosidi del mirtillo facilitano la rigenerazione della rodopsina, che è il pigmento retinico essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità. Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi integratori per migliorare la vista contenenti queste molecole.

Ed ancora, gli estratti del mirtillo si sono rivelati essere dei potenti antisettici naturali e trovano frequente applicazione nel trattamento delle cistiti croniche, particolarmente frequenti specialmente nelle donne. Pare che gli estratti del mirtillo prevengano l’adesione dell’Escherichia coli, che è considerato il batterio più frequentemente responsabile delle infezioni delle vie urinarie. Per la stessa ragione è possibile che il mirtillo eserciti anche un’attività antidiarroica.
Alcuni recenti studi ipotizzano che i flavonoidi dei mirtilli, possano attraversare la barriera cerebrale e influire positivamente sulla memoria e l’apprendimento.

Infine sembra che l’acido ellagico, particolarmente presente nelle fragole, sia in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali prevenendo particolarmente lo sviluppo dei tumori di cute, polmoni ed esofago.
Riassumendo, i piccoli frutti, ed in particolare i mirtilli, trovano «un’indicazione farmaceutica»: nella regolazione del metabolismo, nell’affaticamento visivo (debole visione notturna, retinopatie), nel trattamento sintomatico dell’insufficienza venosa degli arti inferiori e nel trattamento coadiuvante delle infezioni urinarie croniche e nella diarrea acuta aspecifica.

Senza alcun effetto collaterale, senza alcuna controindicazione e senza effetti indesiderati. Scusate se è poco essendo pure degli alimenti gradevoli.

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