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Per le feste rinunciate a zuccheri e dolcetti

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Si dice che a Natale dovremmo essere tutti più buoni e tolleranti, ma l’assoluta indifferenza nei confronti del consumo di zuccheri semplici di questo periodo mi fa arrabbiare. Tra dolcetti di Santa Lucia, panettoni, pandori, biscotti e per concludere il carbone zuccherato che la Befana porta ai bambini, buoni e cattivi, andiamo in overdose di zuccheri.

Ma se c’è una cosa che mi fa diventare addirittura diventare iracondo, mettendo a repentaglio la mia ascesa al paradiso, è quando vengo a conoscenza di notizie come quelle che sto per condividere con voi.
Già l’anno scorso era uscito un report pubblicato su Jama, forse la rivista medica più importante che ci sia, secondo il quale la ricercatrice Laura A. Schimdt era venuta in possesso di documenti che attestavano relazioni compromettenti tra la Sugar Research Foundation, detta anche Sugar Association, la fondazione finanziata dalle industrie produttrici di zucchero e due professori universitari.

Secondo tale documentazione si evidenziava che nel 1965 - dopo la pubblicazione, da parte del New York Herald Tribune di un’intera pagina dedicata al legame fra zucchero e aterosclerosi – la Sugar Association finanziò due docenti di Harvard affinché effettuassero una revisione della letteratura sul metabolismo del colesterolo. I due professori ricevettero 6.500 dollari ciascuno, che negli anni Sessanta erano dei gran bei soldini. Un anno dopo, nel 1966, furono pubblicate le loro conclusioni che affermavano che l’unico cambiamento necessario per prevenire le cardiopatie era ridurre l’assunzione di grassi tramite la dieta.

Nel 1967, anche il New England Journal of Medicine pubblicava la revisione della letteratura condotta dai due professori, puntando il dito contro grassi e colesterolo quali colpevoli di cardiopatie, e sorvolando sulle evidenze - riscontrate a partire dagli anni Cinquanta - relative al legame tra zucchero e malattie cardiovascolari.
Laura A. Schimdt dichiarò che «La Sugar Association aveva pagato due scienziati di Harvard molto prestigiosi per “incolpare” i grassi saturi e il colesterolo come cause principali di cardiopatia, proprio nel momento in cui stavano iniziando a sommarsi diversi studi che indicavano lo zucchero come fattore di rischio per le malattie cardiache».

È di una decina di giorni fa una nuova inchiesta, pubblicata da Plos Biology, un’altra autorevole rivista medica, condotta da tre ricercatori californiani che anch’essi avevano avuto accesso a documenti degli anni Sessanta, in cui si evidenziava che La Sugar Reserch Foundation avrebbe finanziato delle ricerche condotte sui topi, con l’obiettivo di affermare nuovamente che la principale causa di malattia coronarica, era l’assunzione di grassi saturi tramite la dieta, ridimensionando nel contempo il ruolo dello zucchero, ma quando i dati suggerirono correlazioni negative tra il consumo di zuccheri e la salute del cuore, chiusero il rubinetto dei finanziamenti e non pubblicarono alcun risultato.

Dei risultati raggiunti non si seppe più nulla. Plausibilmente perché, suggeriscono i ricercatori californiani, i risultati del Progetto 259, così si chiamava il lavoro finanziato, «sarebbero stati deleteri per gli interessi commerciali dell’industria dello zucchero». I ricercatori concludono che l’enorme diffusione delle malattie cardiovascolari è avvenuta anche per colpa di una evidente manipolazione della scienza da parte dell’industria di cibo e bevande durata 60 anni.

Gli autori paragonano la «manipolazione della scienza da parte della Sugar Association ai tentativi dell’Industria del Tabacco di negare gli effetti negativi del fumo sulla salute dell’uomo».

Come ormai avrete capito, anch’io nel mio piccolo, sto portando avanti questa campagna contro l’eccessivo consumo di alimenti e bevande zuccherate, perché per 40 anni abbiamo demonizzato i grassi e solo da pochi anni abbiamo realizzato che i veri colpevoli della gran parte delle nostre malattie croniche, quali diabete, obesità, malattie cardiovascolari, Alzheimer e via discorrendo, sono gli zuccheri presenti in tutti i cibi e le bevande dolci.

In conclusione, vista l’avvicinarsi delle festività di Natale, se riuscite a rinunciare a qualche dolcetto e a qualche bevanda zuccherata, pensate che lo fate soprattutto per il bene del vostro cuore e delle vostre arterie.

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