Caos Grecia, cambio Francia Tutta l’Europa a un bivio decisivo

I risultati delle elezioni in Grecia e Francia, le prime davvero europee per le ripercussioni che avranno sui 17 dell’area euro, pongono l’Ue di fronte a un bivio pericoloso e allo stesso tempo decisivo: scegliere se diventare Stati Uniti d’Europa oppure rimanere solo una somma di Stati nazionali incapaci di fronteggiare da soli i pericoli e le sfide dell’economia e della finanza mondiale.


L'elezione di Hollande e il caos greco hanno infatti in comune la bocciatura dell’idea di una Ue solo come vincolo di bilancio e indicano la volontà di cambiare politica economica in Europa, abbandonando quelle di austerità considerate, a torto, la sola causa della recessione. Il percorso è però irto di ostacoli e rischia di aumentare le distanze tra gli Stati, alimentando i nazionalismi interni. In Grecia, infatti, dove pare impossibile formare un governo, si rischia di andare nuovamente tra tre mesi a elezioni in cui le forze ostili all’euro potrebbero vincere la sfida.


In Francia Hollande deve dimostrare di saper far cambiare marcia all’economia francese per convincere la Germania che mettere in comune i debiti nazionali con gli Eurobond non è solo un modo per rinviare le riforme e il risanamento dei Paesi meno virtuosi, ma uno strumento per aumentare la competitività della Vecchia Europa, assediata dalle economie emergenti. Per farlo servirà una classe politica e un’opinione pubblica europea, Italia compresa, che guardi all’interesse generale europeo e non solo ai problemi del proprio orticello nazionale, pena il fallimento della Ue.

 

Siamo sicuri di essere all’altezza di queste sfide?

Come dice Ennio il nuovo presidente di sinistra non preoccupa e non cambierà più di tanto per non dire niente, dove preoccupa e cambierà in peggio e farà danno alla Francia è sul piano per niente sottovalutabile capace di innescare devianze e rovina della società, della famiglia quale quello etico e morale.

Penso invece che piano piano si seppellisaca l'edonismo reaganiano della destra liberista per ritornare alla politica in primo piano ed il capitale e finanza in secondo. Questo per ora è una volontà, vedremo se ci si riuscirà. Riguardo alla Merkel molto probabile che finisca come Sarkò, basta aspettare le elezioni...

Sembra un deja vu. Spero che non ritornino i tempi, del post 1 guerra mondiale.....

condivido con enio che hollande non è una gran novità, è un europeista che per vincere ha detto altro, ma tra 6 mesi saremo al punto di partenza. In grecia c'è un primo indizio di quello che ci aspetta in futuro, soprattutto un partito dichiaratamente nazista che prende il 7% è solo l'antipasto

Più interessanti invece le elezioni in Grecia e quì che si giocherà una delle partite importanti e non è detto che non si sfileranno dall'Europa che li ha cacciati nel lontano medioevo politico...

le elezioni francesi non preoccupano in quanto il nuovo presidente, se pur di sinistra, dovrà sottostare alla politica di rigore imposto dalla Germania. Se vuole, come ha detto , restare nell'euro. Potrà solo rinegoziare piccoli aggiustamenti, ma in linea di massima non CAMBIERA' ASSOLUTAMENTE NIENTE.

Allons, enfants de la Patrie!

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