Salta al contenuto principale

I vaccini funzionano. Punto

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
5 minuti 16 secondi

In seguito ai recenti articoli de l’Adige riguardanti la questione dei vaccini (eccone uno e qui l'altro) anche noi di OWL abbiamo sentito il dovere di esprimere le nostre convinzioni, o meglio i fatti di cui esistono prove ben documentate. Consiglio in primis di leggere l’editoriale del dott. Pedrotti (lo trovate qui), preciso e puntuale nelle risposte; io cercherò di rimarcare alcuni nodi chiave e lo farò con uno stile personale, probabilmente poco “politically correct”, ma sono davvero esausto di sentire le false credenze diffuse dagli anti-vaccinisti. Per intenderci, siamo ai livelli di complottisti, diete basiche, omeopati e credenti delle scie chimiche: il problema però è ancora più grave, perché mettendo in dubbio l’efficacia o la sicurezza dei vaccini si gioca con la salute, la propria e quella delle persone che ci circondano.

Ora, non conosco bene l’associazione “Vaccinare informati”, né conosco la sua presidente, la signora Filippi, ma è importante sottolineare come abbia esposto idee sbagliate e potenzialmente omicide. Leggo che ciò che desidera questa associazione sarebbe “un tipo di informazione corretta e completa”, quello che vogliamo anche noi di OWL, un’associazione di divulgazione scientifica: il problema è che un confronto serio è possibile solo se è presente l’obiettività dei dati scientifici. Parlo di numeri, prove nero su bianco che i vaccini funzionano e che sono una delle più grandi conquiste nella storia dell’uomo. Se si chiudono gli occhi davanti alle dimostrazioni portate da migliaia di articoli scientifici e decine di anni di studio tanto vale parlare delle mezze stagioni, del trentesimo scudetto della Juventus o di chi ha truccato l’ultimo Sanremo.

Non per niente, nell’Italia di oggi va molto di moda parlare a sproposito e sostenere la propria opinione ad ogni costo, anche in merito ad argomenti che non ci competono; tuttavia, l’efficacia e la necessità dei vaccini non possono essere materia di opinione personale. È importante ribadirlo: i vaccini funzionano e non causano l’autismo e chiunque dica il contrario è un ignorante o è in malafede. Possono, questo sì, causare effetti collaterali di entità limitata (come mal di testa, febbre, nausea), caratteristica che hanno in comune con qualsiasi farmaco esistente. Possono anche essere correlati a complicanze più gravi (come una reazione allergica): stiamo parlando di circostanze estremamente rare (numeri quali una persona ogni centomila o ogni milione), in alcuni casi così rare da non poter dedurre se il problema sia stato causato dal vaccino o sia dovuto al caso. In sintesi, è molto più probabile che una persona non vaccinata si ammali, piuttosto che sia soggetta alle complicazioni in seguito alla somministrazione di un vaccino, i cui effetti collaterali sono comunque meno gravi della malattia che vanno a prevenire.

Ora diamo un’occhiata a quest’immagine, creata dal designer Leon Farrant sulla base dei dati del Centers for Disease Control & Prevention.

Prende in considerazione il parametro “morbidity” (una misura dell’incidenza di una malattia all’interno di una popolazione) prima e dopo la diffusione del relativo vaccino. Forse questo grafico, più di tutti, riesce a dare un’idea dell’importanza vitale e dell’efficacia dei vaccini, che ci hanno permesso di debellare o contrastare malattie mortali, potenzialmente tali o fortemente debilitanti, come il vaiolo, la pertosse, la difterite, il morbillo e altre ancora; si tratta di percentuali di riduzione che vanno dal 74 al 100%. Nei casi in cui invece la diffusione della vaccinazione viene a mancare ecco che subito la malattia riemerge: è successo con gravi epidemie di difterite nell’ex-URSS a metà degli anni novanta, o con svariati casi di morbillo in UK e USA, rispettivamente nel 1998 e 1980. Questo scenario non è così distante dalla nostra realtà quotidiana come potrebbe sembrare e rischia seriamente di ripetersi anche in Italia nel prossimo futuro, qualora la propaganda anti-vaccinista dovesse avere successo.
Voglio spendere un altro minuto sulla questione della libertà di scelta: quando mancano argomenti validi a sostegno della propria tesi si cerca spesso di infarcire il discorso con queste parole altisonanti e sviare il dibattito su questioni molto più generali che comprendono solo limitatamente il nucleo della discussione. Non prendiamoci in giro: la libertà di un individuo finisce dove inizia quella di un altro.

Nello specifico:
1) Una persona non vaccinata è un pericolo per chi non si è potuto vaccinare: persone con specifiche allergie, individui immunosoppressi, bambini nei primi mesi d’età non ancora vaccinati. Vaccinarsi (o vaccinare i propri figli) non è una decisione personale, ma influenza tutta la comunità con cui si è a contatto: menziono a questo proposito l’immunità di branco, una forma di immunità che avviene quando la maggior parte della popolazione è vaccinata e che fornisce una protezione anche a chi non lo è.
2) Un infante non è in grado di scegliere per sé stesso e deve essere tutelato. Da chi? Dallo Stato. Sulla base di cosa? Di evidenze scientificamente provate, non certamente sulla base dell'opinione del primo ciarlatano di turno (leggasi Andrew Wakefield).

Mi riservo un ultimo commento riguardante la fantomatica pressione delle case farmaceutiche: è innegabile che in quanto aziende esse abbiano un rientro economico sui vaccini (quelli per cui ancora non è di uso comune il farmaco generico) ma non vaccinarsi per questo motivo è come rifiutarsi di mangiare pane perché il panettiere ci guadagnerebbe.

Dennis Pedri
        
Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco i link delle fonti da cui ho attinto e qualche articolo interessante. Purtroppo per i non anglofoni sono tutti in inglese, come gran parte della letteratura scientifica, ad eccezione del primo, un articolo eccellente scritto da un altro membro di OWL, Gabriele Girelli: tratta di vaccini, autismo, immunità di branco, correlazione e causalità.
https://medium.com/@qerubin90/vaccini-e-autismo-7f8722952e71
http://www.cdc.gov/vaccines/vac-gen/side-effects.htm
http://www.who.int/immunization/diseases/en/
http://vaers.hhs.gov/index
http://www.cdc.gov/Features/VaccineSafety/
http://www.who.int/vaccine_safety/committee/topics/mmr/mmr_autism/en/
http://www.jpeds.com/article/S0022-3476%2813%2900144-3/fulltext
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2908388/pdf/nihms-212222.pdf
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23545349
http://www.who.int/features/qa/84/en/
http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/00056803.htm
http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=209448
http://www.cdc.gov/vaccinesafety/Vaccine_Monitoring/history.html
http://www.immunize.org/askexperts/vaccine-safety.asp
http://www.kevinmd.com/blog/2014/10/7-common-reasons-refusing-vaccines.html
http://www.forbes.com/sites/matthewherper/2013/02/19/a-graphic-that-drives-home-how-vaccines-have-changed-our-world/

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

Open Wet Lab

Invio mail

Open Wet Lab è un’associazione di giovani biotecnologi e appassionati di scienza. Con sede al MUSE, Open Wet Lab è anche un laboratorio a porte aperte. Vi racconteranno il mondo delle biotecnologie, della biologia e della chimica

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy