Gli antibiotici, la nostra difesa per il futuro (parte 2)

di Open Wet Lab

Nel primo articolo abbiamo introdotto il problema della resistenza batterica legata all’utilizzo massiccio degli antibiotici, vediamo ora come viene affrontata questa problematica.


L’intuizione che ci sia un limite all’efficacia degli antibiotici esiste dalla loro scoperta nel 1928 da parte di Alexander Fleming. Nel discorso per la consegna del premio Nobel per la medicina nel 1945, lo stesso Fleming disse: “…Ma vorrei porre una nota di avvertimento. La penicillina non è velenosa quindi non c'è bisogno di preoccuparsi di un’overdose nel dare la penicillina o di avvelenamento del paziente. Ci può essere un pericolo, però, nel suo sottodosaggio . Non è difficile rendere i microbi resistenti alla penicillina in laboratorio esponendoli a concentrazioni di questa non sufficienti ad ucciderli e la stessa cosa può avvenire nel corpo… c’è il pericolo che l’uomo ignorante possa facilmente sottoporsi a dosi insufficienti di antibiotico ed esponga i suoi microbi a dosi non letali rendendoli resistenti”.

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Ad oggi questo grande problema è stato sollevato dall'European Centre for Disease Prevention and Control in concomitanza con la “Giornata europea degli Antibiotici”. Questa iniziativa si svolge ogni anno il 18 novembre e gli obiettivi dell’evento sono informare la popolazione sul corretto utilizzo degli antibiotici e sensibilizzarla alla minaccia della resistenza.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’antibiotico-resistenza uno dei maggiori pericoli per la salute umana. Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici uccidono ogni anno circa 50.000 persone negli Stati Uniti e in Europa, e dalle stime dell’OMS si vede che l’andamento è crescente. I dati confermano che in Unione Europea il numero di batteri resistenti è in aumento e che la resistenza agli antibiotici rappresenta una delle minacce più temibili per la salute pubblica Europea. Come possiamo vedere dalla distribuzione mostrata nell’immagine, in soli tre anni il numero di batteri resistenti di K. pneumoniae, responsabile della polmonite batterica, è aumentato in maniera significativa.

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Vediamo in particolare come in Spagna, Irlanda ed Est-Europa sia aumentata la percentuale di resistenza. Polonia e Grecia hanno raggiunto valori davvero preoccupanti, che mettono a rischio la salute dei cittadini. In Italia non si può sottovalutare la situazione, che come si vede persiste in valori molto gravi. Inoltre nel nostro Paese gli antibiotici sono i medicinali con il maggior numero di prescrizioni non necessarie. Il consumo di antibiotici si caratterizza per un consumo pari al 200% rispetto ad altri Paesi Europei.


La produzione di nuovi antibiotici non è una soluzione efficace e sufficiente per risolvere il problema, infatti si parla di processi molto lunghi e dispendiosi, che non riescono a stare al passo con il fenomeno dello sviluppo della resistenza. Il problema non è solo di carattere scientifico ma anche economico. Le industrie che producono questi farmaci devono seguire degli iter di ricerca molto lunghi e costosi, il cui successo non è mai garantito. In particolare molte ricerche in questo settore vengono abbandonate perché poco redditizie, dato che gli antibiotici non vengono utilizzati in maniera continuativa nel tempo e quindi non costituiscono una fonte di guadagno costante. Altre tipologie di medicinali, ad esempio i farmaci oncologici, permettono un ritorno economico più sicuro dato l’utilizzo costante nel tempo, non c’è quindi da meravigliarsi se le industrie preferiscono investire in questi settori. In conclusione per smuovere questa situazione ed evitare l’era post-antibiotica è necessario che la popolazione sia istruita a un corretto utilizzo degli antibiotici attraverso compagne di sensibilizzazione che dovrebbero partire fin dall'ambiente scolastico.


Ma, alla fine, noi nel nostro piccolo, cosa possiamo fare?
Ecco qui cinque regole fondamentali per l’uso corretto degli antibiotici:
1)    Assumere gli antibiotici solo sotto prescrizione medica.
2)    Gli antibiotici vanno assunti secondo le modalità e tempi indicati.
3)    Non terminare il trattamento prima dei tempi indicati.
4)    Non cambiare antibiotico spontaneamente.
5)    Non utilizzare antibiotici avanzati da terapie precedenti.

….e ricorda:


✓    Gli antibiotici NON prevengono la trasmissione d’infezioni virali: non assumerli in caso di raffreddore o influenza!
✓    Assumere antibiotici quando non necessario non porta benefici!
✓    Un utilizzo errato di antibiotici può favorire l'insorgere della resistenza la quale può pregiudicare l'efficacia di una successiva terapia antibiotica!


Elisa Godino, Veronica Pinamonti

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