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Il fumo negli occhi

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Molla le chiavi sul divano e va verso il balcone. Aspetta questo momento da tante ore e non vede l’ora di potersi gustare fino all’ultima boccata. Si palpa le tasche ma non trova nulla. Si ricorda improvvisamente di aver lasciato il pacchetto in cucina la mattina stessa. Eppure difficilmente se ne dimenticava: forse anche per questo oggi è più nervoso del solito. Eccole, sul tavolo. Simone prende il pacchetto senza neanche guardarlo, senza neanche leggere “IL FUMO UCCIDE”. Perché mai dovrebbe leggerlo? Tira fuori una sigaretta e sbuffa un po’. Si innervosisce ancora di più a pensare che il costo della sua marca preferita è aumentato da qualche mese. Non è il periodo adatto per spendere tanti soldi, pensa.

Ogni volta ci pensa ed ogni volta se ne frega. Va fuori sul balcone e si accende quella dannata sigaretta. Mpah. La prima boccata dopo tanto tempo è sempre la migliore. Aveva letto qualcosa riguardo all’effetto delle sigarette sul cervello. Mpah. Qualcosa riguardo la nicotina in grado di aumentare l’intensità e la durata dell’effetto stimolante e allo stesso tempo rilassante della dopamina. Roba da dottori. Lui si sentiva bene e basta. Mpah. Gli era stato detto che crea dipendenza, che il corpo ne vuole sempre di più. Ma lui è diverso e può smettere quando vuole. Solo che gli piace, perché dovrebbe smettere? Mpah. Comincia a pensare alla prima volta che ha fatto un tiro, parecchio tempo fa. Forse aveva qualche anno in più di suo figlio che ora va in quinta elementare. Pensava fosse solo una ragazzata, una delle tante braverie alle spalle dei genitori. E invece gli era piaciuto. Gli era piaciuto anche il secondo, e il terzo…lo faceva anche il più popolare nella scuola, perché non avrebbe potuto farlo anche lui? Nessuno si era mai opposto con fermezza. Sì, qualche discussione a scuola, una sgridata dei genitori, qualche nota sul libretto ma niente di più. Insomma, perché stupirsi. Era normale no?

Dring. Il telefono suona insistentemente. Simone non ha voglia di entrare a rispondere, vuole finirsi la sigaretta. Potrebbe però essere una questione importante, magari era una chiamata dal suo medico. L’ultima volta che lo aveva incontrato era stato per una visita veloce a causa di una tosse secca che non voleva lasciarlo in pace. Non era stata così veloce dopo tutto. Dopo aver scoperto il suo vizio con le sigarette, il dottore lo aveva avvertito di molte cose e che forse quella tosse non era nulla di buono. Aveva cominciato a parlagli di molte cose. Aveva scoperto che il fumo è associato con una maggiore probabilità di cancro a laringe, esofago, vescica e tanti altri che ora non ricorda.

Gli è rimasto impresso però che il rischio di contrarre cancro ai polmoni è circa 25 volte superiore nei fumatori rispetto ai non fumatori. Ma poteva essere solo tosse. Gli aveva chiesto anche se sua moglie era incinta: infatti, a detta del medico, il fumo passivo può compromettere la produzione ormonale nella donna diventando pericoloso per la salute della madre e del feto. Addirittura il fumo può danneggiare il DNA negli spermatozoi facendolo diventare quasi sterile. Lui, sterile, impossibile. Lo aveva avvisato che nella sigaretta ci sono più di 70 componenti tossici che si trovano,per esempio, anche negli insetticidi. La cosa che lo aveva più infastidito era quell’ossessione del medico nell’ascoltare il battito del cuore. Un uomo così forte, pieno di vita, con un cuore che funziona poco? Eppure il dottore gli aveva detto che il fumo può portare a danni ai vasi sanguigni, trombosi, e anche all’infarto.

Fumando, il rischio, aumenta da 2 a 4 volte. Ma poteva essere solo tosse. Dring. Con passo veloce si dirige in soggiorno e si lancia sul divano per rispondere al telefono. Buongiorno, sono il dottore. Poche parole ma molto chiare: è solo tosse. Un sorriso beffardo gli si scolpisce in volto. Il dottore continua a parlare, sembra intenzionato a riprendere la ramanzina interrotta l'ultima volta. Simone non vuole essere scortese ma si sta annoiando. Tanto è solo tosse. Accende la TV e si sintonizza sul telegiornale. La ragazza nello schermo continua a parlare della crisi economica e che siamo senza soldi: il sistema sanitario è in rosso. E circa 7 miliardi di euro, a livello nazionale, sono spesi per curare malattie derivanti dal consumo di tabacco? Interessante. Beh io a quanto pare non faccio testo, pensa. Intanto il dottore continua a parlare di malattie associate al fumo: tubercolosi, cataratte, diabete mellito di tipo 2, danni al sistema immunitario…la sua voce si perde di nuovo con quella della giornalista.

Il Ministero della Salute intende aumentare i luoghi in cui sarà vietato fumare e aumentare le accise sui pacchetti di sigarette. Quindi non è solo un problema mio, pensa. Il dottore intanto lo informa di vari metodi per provare a smettere cercando di assumere comunque nicotina. Giusto per evitare di perdere i nervi. Sigarette elettroniche, pastiglie di tabacco, acqua alla nicotina. Roba interessante, ma non è una vera sigaretta. In TV il servizio di salute è già finito e partono gli aggiornamenti sul reality del momento. Al mondo, la questione del fumo, non sembra interessare granché dopotutto. Dalla cornetta continuano ad uscire parole che sembrano giungere ad una conclusione. Il dottore lo prega di smettere, per il suo bene. Ma lui sta bene. In fin dei conti, PER ORA, ha solo tosse. Mpah.

Alla prossima, Simone Detassis

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