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Ho scoperto i "mali" della mezza età

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È arrivato il momento di parlarvene. Credo sia tempo di togliere la maschera. Anche perché qualcuno l’ha subodorato, ed è ormai inutile nasconderlo: sono un uomo di mezza età. Ora è il mio turno.

Me ne accorgo da piccole cose. Ad esempio mi piace la pasta col glutine, il latte col lattosio, il dolcificante con lo zucchero, la birra con l’alcol e i grassi saturi (della Nutella bevo l’olio di palma e butto la cioccolata).

Un altro indicatore del tempo che passa sono le scarpe con i lacci. Quando mi chino per allacciarle, ripercorro mentalmente tutto quello che posso fare in quella posizione prima di rialzarmi. Come quando si fa la scarpetta nel piatto per economizzare ogni goccia di sugo, allo stesso modo, io mi allaccio la scarpetta cercando di economizzare ogni goccia di energia.

Un altro dato preoccupante è che, sempre più di frequente, vedo ruoli importanti ricoperti da persone che sono più giovani di me. Se dopo un terribile incidente ti svegli in sala operatoria, vorresti che la persona che tiene in mano gli organi del tuo corpo per cercare di rimetterteli al proprio posto assomigliasse il più possibile a qualcuno tipo Michael Caine, o Harrison Ford no?

Invece apri gli occhi e ti trovi davanti uno con la faccia di Rovazzi, che ha il tuo cuore in mano. E magari ti parla in rima. Inoltre, un altro problema della mezza età, è che vivo nel terrore di sostare troppo agli incroci.

Ho paura che si avvicini qualche boy scout per aiutarmi ad attraversare. Anche perché, da bravo trentino, io per attraversare aspetto che arrivi un’auto - meglio se a forte velocità - e poi mi butto sulle strisce pedonali recitando il mantra «morirò, ma son nel giusto!».

Una volta lessi che la durata della vita umana nell’Era primitiva si aggirava attorno ai trent’anni. Il che significa che se fossimo nell’Era primitiva, seppure in zona non fumatori, ora sarei cibo per i vermi. Forse addirittura un verme. Magari nel cestino di qualche pescatore, in attesa di essere cibo per trote. Certo però se fossimo nell’Era primitiva, voi fareste tutt’altro che leggere il giornale, giacché all’epoca nessuno comprava i quotidiani perché non esistevano. Guardavano la rassegna stampa in tv.

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