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Il grande mistero del "caldo percepito"

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Col caldo noi trentini non abbiamo un grande rapporto, figuriamoci con temperature come quelle di questi giorni.

Direi che lamentarsi quest’anno appare meno fazioso. Ieri sulle nostre montagne una signora di Bergamo stava per soffocare. Per fortuna è intervenuto il sindaco e le ha sbottonato la pelliccia. Io passo i pomeriggi in giro al Sass, ho fatto fuori tutte le attività commerciali che avevano l’aria condizionata. Ieri sono stato cinque ore dentro Tally Weijl; a un certo punto la commessa mi fa «scusi la vedo girare da un po’, ma qui non c’è niente per lei» «eccome no, el condizionator!».

Poi alle 19 le ho chiesto se potevo fermarmi anche la notte ma ha chiamato la sicurezza. Da una settimana mia nonna si alza al mattino, dà il “buon forno!” a tutti, e poi si accascia sul divano e si scioglie, come gli orologi di Dalì, fino a sera quando si ricompone.

Non sempre con le articolazioni tutte ai posti giusti. Domani pensavo di portarla al banco frigo del Poli, così se la passa via con gli altri anziani. Con questo caldo i supermercati sono un ottimo ritrovo per gli anziani, sostituiscono i cantieri. Le badanti si ritrovano fuori nel parcheggio, e poi mollano dentro gli assistiti: è meglio della bocciofila.

Venerdì alla Coop, lanciavano le verze tra gli scaffali, usando un’albicocca come boccino. D’altra parte, ognuno si difende dal caldo come può.

Mio cugino trascorre i pomeriggi al Trony, passeggiando davanti ai ventilatori accesi. Quando arriva un commesso, lui prende in mano il ventilatore, lo solleva, lo soppesa, legge l’etichetta e quando il commesso si allontana, lo rimette a posto.

Ma c’è una cosa che non mi torna sul caldo: la storia del “caldo percepito”. Cioè, quando ti dicono «sono 37°, ma percepiti sono 40» che significa? Se il termometro segna 37° vuol dire che sono 37, altrimenti c’era scritto 40° no? È un termometro o un deumidificatore? Il mio personale termometro del “percepito” è quando di notte lascio penzolare il piede fuori dal letto senza pensare al mostro che potrebbe tirarmi per i piedi. Caldo percepito: oltre la soglia della paura.

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