
C'era il sole, a illuminare il buio in cui il dolore ha immerso i pensieri dei tanti, quasi mille, accorsi ieri a Varena a salutare Claudio Ventura e Antonio Gianmoena. Lo stesso sole, lo stesso tepore sotto cui le nevi del Lagorai, nel primo pomeriggio di sabato, non hanno retto, rendendo vana l'innata prudenza con cui i due amici da anni frequentavano la montagna. C'era il sole, alto sul cielo di Fiemme, ma non l'hanno visto Angela, Alice, Luca, Francesca, Simone e Nicolas: le mogli e i figli che piangono i loro mariti e padri, non avevano che occhi per loro. Lo sguardo è fisso, nei rari momenti in cui le lacrime non l'hanno offuscato, sulle due bare di legno chiaro

Un gesto di cortesia. Il desiderio di riaccompagnare a valle i sei turisti, diventati amici fraterni nei giorni di permanenza in Trentino, visto che avevano perso l'ultima corsa disponibile della funivia. Per Raissa, sempre ospitale, era quasi un dovere fare in modo che gli amici tornassero al residence di Cavalese. La mattina seguente, infatti, avrebbero dovuto prendere il volo per tornare in Russia. E così, dopo avere cercato invano di farli riaccompagnare a valle da un gatto delle nevi, lei e il marito avevano deciso di trasportarli con la motoslitta e il carrello. Nel racconto di Azat Iagafarov, il 58enne che si trovava alla guida della motoslitta precipitata nel dirupo (nella foto le sei vittime), la ricostruzione dei momenti che hanno preceduto la folle discesa sulla pista Olimpia 2

La tragedia del Cermis non si può attribuire all'abuso di alcolici da parte del conducente della motoslitta, ma ad un comportamento imprudente. Queste le prime conclusioni delle indagini condotte dalla Procura di Trento. Il tasso alcolemico dell'albergatore russo, che era alla guida del mezzo e che risulta l'unico indagato per omicidio colposo plurimo, era di poco superiore al limite consentito, ha reso noto il procuratore capo di Trento, Giuseppe Amato

Il russo Alexander Legkov ha vinto il Tour de Ski 2013 di sci nordico, con una superba prova nell'ultima tappa che prevedeva l'ascesa al Cermis, in Val di Fiemme. Il russo ha vinto sulla stessa pista, l'Olimpia, che due notti fa è stata teatro dell'incredibile tragedia che ha visto morire sei suoi connazionali. È la prima vittoria russa nella kermesse articolata in sette tappe. Legkov ha così conquistato anche il primo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo. In quella del Tour de Ski precede lo svizzero Dario Cologna di 18"7, campione uscente, e il connazionale Maxim Vylegzhanin di 40"7. Tra le donne trionfo della polacca Justyna Kowalczyk, al quarto successo consecutivo

"Le montagne sono sempre più affollate da gente che non ne conosce i rischi", dice Reinhold Messner commentando la tragedia del Cermis. "Questi avventurieri di città non si rendono conto che quassù ogni piccola imprudenza e ogni sciocco gioco può costare la vita". Scendere in otto con una motoslitta di notte su una pista nera "è al di là di ogni buon senso". Diverso il giudizio sui due scialpinisti morti: "Per chi pratica questo sport la fatalità è dietro l'angolo".

Omicidio colposo plurimo: un'accusa pesante come un macigno quella di cui deve rispondere il conducente della motoslitta finita fuori pista sull'Alpe Cermis, trascinando in un volo mortale le persone, che stava trainando su un carrello. L'iscrizione nel registro degli indagati, in questo caso, è un atto dovuto, fatto a tutela dello stesso conducente, che durante gli accertamenti avrà la possibilità di nominare dei propri consulenti di fiducia

Si è trasformata in tragedia l'escursione di due esperti scialpinisti di Varena, Claudio Ventura, 48 anni, poliziotto esperto cinofilo del soccorso alpino della polizia, della scuola alpina di Moena, e Antonio Gianmoena, 43 anni, meccanico e vigile del fuoco volontario. I due sono stati travolti e uccisi da una valanga nella zona della pala del Becco, nel gruppo del Lagorai. Attorno alle 11 avevano telefonato alle famiglie per dire che tutto era a posto e che sarebbero tornati a casa. Sulla via del ritorno l'incidente che li ha uccisi. Claudio Ventura lascia la moglie e due figli di 6 e 9 anni. Anche Antonio Gianmoena aveva due figli, di 12 e 14 anni
Può sorprendere, ma si può spiegare con la dinamica dei lavori stagionali, il dato che vede Moena e Pejo al top (negativo) del tasso disoccupati (6,7 e 7%), che emerge dalla recente pubblicazione dell'Istat sui «sistemi locali del lavoro», cifre riferite al periodo 2004-2011 che consentono di cogliere l'evoluzione (e, in prevalenza, il deterioramento) dei livelli occupazionali
"I primi importanti rilievi sulla dinamica dell'incidente ci permettono di affermare, in attesa ovviamente della conclusione dell'inchiesta giudiziaria, che quanto è avvenuto sembra essere nato in una situazione di violazione di qualsiasi norma di sicurezza e buon senso": lo afferma il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, accorso sul teatro della tragedia del Cermis dove hanno perso la vita sei cittadini russi. "In Trentino - ha sottolineato Pacher - la norma provinciale prevede la presenza di mezzi meccanici sulle piste di sci solo per motivi di sicurezza o soccorso o per motivi strettamente di servizio. È questo non è certamente il caso di quanto avvenuto lungo la pista del Cermis, dove il mezzo trainato dalla motoslitta non era addirittura idoneo al trasporto di persone, oltre a non avere ovviamente alcuna autorizzazione, che in nessun caso è mai stata concessa sulle piste trentine". "Siamo scossi da quanto accaduto - ha proseguito Pacher - e tutta la comunità trentina si stringe attorno ai familiari, ai parenti e agli amici delle vittime"
Nell'arco delle otto ore di apertura degli impianti, tra le 9 e le 17 di ieri, la centrale operativa del 118 è stata letteralmente presa d'assedio dalle chiamate e dalle richieste di soccorso nelle varie località sciistiche della provincia: quasi 300 le telefonate e le richieste d'aiuto ricevute dagli operatori di Trentino emergenza. La gran parte delle richieste è stata presa in carico dal personale in servizio sulle piste, tra cui anche il personale delle forze dell'ordine impegnata a ricostruire - nei casi più seri - le varie dinamiche degli infortuni.



