
Stop alle gite e ai viaggi di istruzione. Una protesta contro i tagli al mondo della scuola, arriva dai docenti dell'istituto «Marie Curie» di Pergine e Levico che nel corso di un'assemblea hanno ipotizzato di non accompagnare più gli studenti. Un'azione che ha sollevato le preoccupazioni di studenti e genitori che non condividono il blocco dei viaggi d'istruzione, uno dei momenti più attesi della proposta didattica e formativa
Ieri, durante l'assemblea di istituto del «Galilei», si è tenuta una conferenza - dibattito su alcuni dei temi più «caldi» degli ultimi mesi: tagli ai finanziamenti per la scuola, proteste da parte di professori, sindacati e studenti e le loro ripercussioni sulla qualità dell'istruzione. Allo scopo di capire meglio la situazione e di raggiungere un confronto con sigle sindacali e con politici, spesso troppo distanti dall'effettivo ambiente scolastico e dalle richieste dei giovani, gli studenti del Liceo hanno ritenuto opportuno invitare alcuni rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Gloria Bertoldi, Antonietta Pellegrino e Pietro Di Fiore, un rappresentante del Consiglio provinciale, il professor Bruno Firmani e anche due insegnanti rispettivamente del «Galilei» e del «Da Vinci», Nicola Zuin e Massimo Pellegrini
Per gli aspiranti insegnanti si somma caos al caos. Ieri molti dei candidati al concorsone nazionale per l'assegnazione di cattedre a tempo indeterminato - sono rimasti incollati agli schermi dei computer. Collegati al sito del ministero dell'istruzione (www.istruzione.it) o a vivo scuola (www.vivoscuola.it), hanno perso ore e ore in attesa. I residenti in provincia di Trento interessati alle date della selezione nazionale hanno dovuto aspettare per tutta la mattinata prima di conoscere date e luoghi del primo test. Nel file ecco nomi, luoghi e date

Un tempo le bacchettate sulle mani, le sculacciate e gli schiaffi facevano parte dei metodi educativi. Per molti maestri il rispetto delle regole passava dall'utilizzo di misure forti. Oggi i tempi sono decisamente cambiati eppure qualcuno sembra ancorato a questi vecchi metodi. È polemica alle scuole elementari di S. Vito di Cognola dove in una classe un'insegnante avrebbe preso a schiaffi un'alunna, e a quanto pare non solo una. L'ultimo episodio sarebbe accaduto lunedì mattina dopo che la piccola aveva riferito alla maestra che venerdì aveva dimenticato il quaderno sotto il banco ma che i compiti li aveva comunque fatti su un foglio. Un fatto certamente riprovevole ma che, come sanno bene i genitori e gli insegnanti, non è poi così raro. La maestra, invece, ha avuto una reazione piuttosto pesante e dopo aver preso a male parole la bambina ha concluso la sua ramanzina con un sonoro schiaffo sul volto
"Rubare l'identità" a un compagno sui social network al solo scopo di ferirlo. Pubblicare sul web filmati in cui viene picchiato e deriso dai coetanei. Inviargli “flame”, cioè messaggi elettronici a contenuto violento o volgare. Oppure escluderlo da un gruppo di amici, dalla chat o da un gioco interattivo. Dopo il bullismo, c'è il cyberbullismo: la nuova frontiera delle prevaricazioni tra pari, di cui è vittima o carnefice uno studente su quattro. Secondo una ricerca presentata oggi durante un convegno al Ministero dell'Istruzione il 23,5% degli studenti ha commesso cyberbullismo, il 26% l'ha invece subito: nella maggior parte dei casi sono i maschi a infierire di più sui compagni
In un clima piuttosto teso a seguito della maxi rissa tra studenti di destra e sinistra lo scorso martedì in pieno centro a Trento, domani e dopodomani seggi aperti in Università per le elezioni dei rappresentanti degli studenti negli organi di governo dell'Ateneo e delle strutture didattiche
Enrico Zaninotto scioglie le riserve. Si candiderà alla carica di rettore dell'Università di Trento. Una «candidatura meditata», la sua. Da mesi si faceva il suo nome. Ci ha pensato a sufficienza. «Prima avrei preferito darne comunicazione ai colleghi in via riservata, però sì, confermo che mi candido» ci dice al telefono. La sua è la seconda candidatura ufficiale al «dopo Bassi» ( Davide Bassi , attuale rettore dell'ateneo, docente di fisica, giunto ormai al termine del suo secondo e ultimo mandato). Con le regole del nuovo statuto, il rettore che prenderà il suo posto in via Belenzani starà al timone per sei lunghi anni, senza interruzioni e senza possibilità di ricandidarsi

Si esulta e si protesta nel mondo della scuola. Si esulta perché proprio ieri, da Roma, è arrivata la comunicazione ufficiale - firmata da Cisl, Uil, Snals e Gilda - in cui si dice: verranno recuperati gli scatti di «anzianità 2011» degli insegnanti (il provvedimento di «scongelamento» degli scatti riguarda 926 insegnanti trentini, si fa sapere dalla Cisl) e la minaccia dell'aumento delle ore settimanali (da 18 a 24) è stata definitivamente cancellata. Ma la protesta non si ferma. La Cgil conferma l'invito a scioperare sabato. Nelle scuole non cambia la linea di molti docenti, promossa anche dagli Stati Generali
Incertezza e rabbia per un presente fatto di precarietà e un futuro che nessuno guarda perché troppo incerto e forse, per qualcuno, addirittura considerato inesistente. Continui trasferimenti, anni di studio all'università, corsi di specializzazione e master per cercare di offrire il massimo della qualità professionale. Arrivare poi a 35 anni, con una famiglia ma senza un posto di lavoro sicuro. Decidere di scendere in piazza per rivendicare i diritti fino ad oggi già fin troppo volte calpestati. E' il caso di Annalisa Bianchi, un'insegnate di Riva del Garda una delle tante persone che si trova a lottare contro le continue riforme e i continui cambi di legge che fino ad ora non le hanno consentito di entrare definitivamente in graduatoria
"Si tratta di un problema noto, che non stiamo affrontando a cuor leggero. Ci rendiamo conto che ci sono delle aspettative legittime che verrebbero disattese modificando le regole oggi vigenti, ma ci sono anche i timori che una riapertura delle graduatorie porti a ridurre gli spazi lavorativi, con ingressi dell'esterno". Così l'assessore provinciale all'istruzione Marta Dalmaso ha commentato l'incontro avvenuto oggi con una delegazione degli insegnanti che protestavano al di fuori del Palazzo provinciale di piazza Dante



