
Un balzo delle bollette, soprattutto del riscaldamento, del 2% in un mese e del 6% annuale e una nuova crescita dell'1% mensile di cibo e carburanti (+8% in un anno) hanno portato l'inflazione in Trentino a gennaio al 3,3%, superiore a quella media nazionale. Il "carrello della spesa", cioè le voci di acquisto più frequenti, vola oltre il 4%
Un altro passo verso l'allarmante quota 5mila licenziati, febbre alta della disoccupazione. Nelle liste di mobilità a febbraio risultano iscritti 4.975 lavoratori, il dato più elevato negli ultimi dieci anni. Nel corso del 2011 una sola volta, ad agosto, in lista di mobilità sono risultati iscritti meno di 4.700 lavoratori
Arrivano anche in Trentino i segnali della nuova ondata recessiva dell'economia. Per la prima volta, dopo quasi due anni di ripresa, il fatturato delle imprese provinciali cala di quasi l'1%. La caduta è tutta della domanda interna ed è causata dalla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie e dalla riduzione della ricchezza finanziaria. In alcuni settori la frenata diventa un vero e proprio crollo: l'edilizia perde il 15%, il commercio al dettaglio e l'artigianato l'8%, l'estrattivo, cioè il porfido, il 4%

Mentre l'intesa sulla riforma del lavoro tra governo e sindacati fa passi indietro, s'infiamma lo scontro tra Confindustria e sigle. Al centro della contesa un'affermazione di Emma Marcegaglia, che chiede ai sindacati di non difendere «assenteisti e ladri». Confindustria non vuole «abolire l'articolo 18», ma licenziare «le persone che non fanno bene il loro mestiere», con un sindacato che «non protegge assenteisti cronici» e «ladri», attacca la leader di Confindustria, intervenendo a un convegno di Federmeccanica a Firenze
Camera di commercio: dai dati emersi rilevano anche per la nostra provincia i primi segnali dell'ondata recessiva prevista per quest'anno in Italia e in Europa. Causa principale sono la flessione della domanda interna e la scarsa internazionalizzazione delle imprese, che non esportando molto - viene detto -, dipendono essenzialmente dal mercato locale e nazionale
Boom di accessi al sito del governo sul quale oggi vengono pubblicati i redditi di ministri e componenti dell'esecutivo. La pagina on line è, per questo motivo, temporaneamente in tilt. La più ricca di tutti è Paola Severino, ministro della Giustizia: nel 2010 ha denunciato 7 milioni di euro
L'esito della procedura di mobilità aperta da Arcese Trasporti per 250 dipendenti non è scontato. Venerdì scorso a Roma il tentativo di intesa in sede sindacale, prevista dalla normativa, si è chiuso con un verbale di mancato accordo e con il rinvio alla convocazione da parte del ministero del Lavoro. I sindacati sottolineano che Arcese non ha ancora utilizzato tutti gli ammortizzatori sociali disponibili. Prima del licenziamento c'è la cassa integrazione straordinaria
Nel mirino ci sono tutti, dal casaro all'autotrasportatore. Stanno fioccano su milioni di imprenditori e lavoratori autonomi - segnala Rete Imprese Italia - le richieste della Rai che esigono il pagamento del canone per il possesso di apparecchi come pc e simili, persino smartphone, normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi tv. Si tratta di un canone speciale dovuto in virtù di un Regio Decreto del 1938. «Un balzello assurdo - dice Rete Imprese - le aziende che dovranno sborsare 980 milioni»
Sono 329 gli immobili messi all'asta dai tribunali di Trento e Rovereto, per un valore complessivo di stima, spesso deprezzato rispetto a quello di mercato, di oltre 50 milioni di euro. È il risultato della crisi, dei fallimenti di aziende - 64 l'anno scorso, solo 4 in meno del 2010 - e delle conseguenze sul patrimonio personale dei titolari. Ma anche delle difficoltà delle famiglie: 196 vendite giudiziarie, quasi due terzi dei beni pignorati, sono abitazioni e di esse 148 valgono meno di 200 mila euro. Sono cioè case e appartamenti «normali», non di lusso

Sta per calare la scure sui dipendenti del gruppo Arcese. Con lettera raccomandata all'Anita, al ministero del Lavoro e al servizio lavoro della Provincia, la società Arcese Trasporti ha comunicato l'intenzione di mettere 250 lavoratori in mobilità : duecento operai e 50 impiegati, in tutto un quarto dell'intero organico pari a 1.109 addetti. Alla base della decisione, la crisi economica, che si riflette pesantemente sull'autotrasporto. I sindacati, con i quali c'è già stato un primo incontro, respingono gli esuberi. Si tratta per trovare una mediazione.


